SANTA CATERINA DA SIENA, patrona d'Italia e d'Europa chiamate d'oca

SANTA CATERINA DA SIENA
e l'itinerario cateriniano

Santa Caterina, patrona d'Italia e d'Europa

    Santa Caterina da Siena è Patrona d'Italia insieme a San Francesco d'Assisi (nominata nel 1939 da papa Pio XII) e Patrona d'Europa insieme a Santa Brigida di Svezia e Santa Teresa Benedetta della Croce (nominata nel 1999 da papa Giovanni Paolo II ).
    Inoltre è stata la prima donna, assieme a Santa Teresa d'Avila, ad aver avuto il titolo di Dottore della Chiesa Universale, che la Chiesa ha finora attribuito a sole 33 persone come riconoscimento alle loro riflessioni teologiche (nominata nel 1970 da Paolo VI).
   Ma già nel 1461 Santa Caterina da Siena fu canonizzata da Pio II, e nel 1866 fu dichiarata compatrona di Roma da Pio IX. Inoltre, dal 1947, è Patrona delle infermiere della Croce Rossa.
    E' anche patrona delle contrade dell'Oca (nel cui territorio si trova la sua Casa) e del Drago (nel cui territorio si trova il Santuario di San Domenico, che frequentò assiduamente).

    Una tale quantità di riconoscimenti si spiega con il carattere eccezionale e la vita frenetica di Santa Caterina da Siena. Già durante la sua breve vita Caterina attraeva e stupiva i suoi contemporanei, che rapidamente divulgarono in tutta Europa la sua immagine ed i suoi insegnamenti.
    Nonostante che fosse del tutto priva di istruzione (imparò a leggere da sola, e più tardi a scrivere, rimanendo però semianalfabeta), e non certo favorita dal suo stato femminile (visse in un'epoca dove le donne non erano per nulla considerate), Caterina fu chiamata maestra da un numero considerevole di discepoli fra cui illustri professori universitari, fu ricevuta ed ascoltata da papi, cardinali e re di tutta Europa, e fu capace di esercitare un'azione in zfurdqgg. канадский гусиный джакерcisiva fino alle più alte autorità politiche e religiose dell'epoca.
    E' un fatto di per sé miracoloso che una donna di umili origini potesse intrattenere nel XIV secolo una corrispondenza politica con i potenti del tempo, ai quali si rivolgeva con tono di fermo comando, pur senza perdere la sua abituale umiltà.

    La venerazione alla Santa è oggi diffusa a livello internazionale, e dal 2000 viene celebrata a Siena una Festa Internazionale in onore di Santa Caterina, durante la quale una solenne processione porta in Duomo la reliquia della Sacra Testa.


Ritratto di Santa Caterina da Siena: Patrona d'Italia e Patrona d'Europa
Ritratto di Santa Caterina da Siena. Opera di un pittore senese del primo seicento, conservata nel Capitolo del Duomo di Siena

Ritratto di Santa Caterina da Siena: Patrona d'Europa e d'Italia, Dottore della Chiesa Universale
Ritratto di Santa Caterina da Siena. Opera di Andrea Vanni, conservato nella Basilica di San Domenico di Siena

Infermiera volontaria e messaggera di pace

    Sono queste in sintesi i due grandi operati di Santa Caterina da Siena. Da una parte infermiera volontaria tra i deboli, dall'altra messaggera di pace tra i potenti: parlò a papi e lebbrosi, a generali ed a cuoiai, a regine ed a donne di casa.
    Caterina interpretò la carità cristiana in modo operativo e concreto, tanto che frequentò giornalmente l'ospedale senese portando assistenza e conforto ai malati. Rappresenta dunque il modello di infermiera volontaria per eccellenza: piena di carità, pazienza, energia e forza di volontà. Per questo Caterina è stata paragonata ad una grande figura della nostra epoca, Madre Teresa di Calcutta.
    Non solo: nelle lettere ai politici suoi contemporanei ricorda che il potere di governare la città è un "potere prestato" da Dio. La politica, per la Santa Senese, è la buona amministrazione della cosa pubblica finalizzata ad ottenere il bene comune e non l'interesse personale. Per far questo il buon amministratore deve ispirarsi direttamente a Gesù Cristo, che rappresenta l'esempio più alto di giustizia. Per questo, Giovanni Paolo II ha definito S.Caterina da Siena "messaggera di pace" e "la mistica della politica".


Santa Caterina, Siena
Siena, Santa Caterina. Opera di Marta Perugini

L'itinerario cateriniano

La basilica cateriniana

    Torna comodo iniziare l'itinerario cateriniano con la visita dell'imponente Basilica cateriniana di San Domenico, frequentata dalla Santa. La costruzione, in stile gotico cistercense, iniziò nel 1225 e fu ampliata in più riprese nel corso del XIV secolo. Conserva la Sacra Testa di Santa Caterina, collocata su uno stupendo altare marmoreo dello scultore Giovanni di Stefano (1469), oltre a capolavori pittorici del Sodoma come l'Estasi di Santa Caterina e S.Caterina cade tramortita dopo ricevute le stimmate (1477-1549).

Casa-Santuario Santa Caterina

    Dalla basilica possiamo scendere verso la Casa Santuario di Santa Caterina, altro importante luogo cateriniano.
    Il porticato, detto Portico dei Comuni perché tutti i comuni italiani contribuirono alla sua costruzione, fu realizzato tra il 1941 ed il 1947 dopo la demolizione di una chiesetta preesistente, mentre l'elemento più antico è il pozzo in travertino, databile tra la fine del '400 e l'inizio del '500.
    In una celletta della casa-santuario troviamo alcuni oggetti legati a Santa Caterina da Siena: il bastone usato per sorreggersi, la boccetta nella quale metteva gli aromi per alleviare i dolori dei malati dell'Ospedale di Santa Maria della Scala, e la borsa in seta che contenne la sua testa quando fu staccata dal corpo sepolto a Roma e trasportata a Siena.
    Da visitare l' Oratorio del Crocifisso, costruito nel 1623 sull'orto della famiglia di Caterina per custodire il crocefisso che secondo al tradizione dette le stimmate a Santa Caterina il 1° aprile 1375, avvenuto nella chiesa di Santa Cristina a Pisa. Qui, in una nicchia, si trova il frammento di una sua scapola.
    Da non perdere la preziosa collezione di ceramiche: vasi di porcellana stupendamente decorati, usati per contenere l'olio della lampada votiva, offerti in occasione delle Festa che ogni anno viene celebrata a Siena in onore di Santa Caterina.

La fonte cateriniana

    L'itinerario cateriniano prosegue, ripendendo la strada e continuando a scendere: gli stemmi lungo la via ricordano che siamo nella Contrada dell'Oca. Si arriva ben presto a Fontebranda, un'antica fonte medievale alimentata da un sistema idraulico unico al mondo, dove la giovane Caterina andava ad attingere l'acqua e per questo viene anche chiamata la "Santa di Fontebranda".

La salita del Costone

    Nel versante opposto della valle, la ripida e pittoresca Via del Costone (passaggio pedonale) porta a pochi passi da Piazza del Duomo. É su questa salita che, secondo la tradizione, Caterina ha la prima visione: Cristo, in abiti pontifici, le appare al disopra della chiesa di San Domenico. In alternativa si può prendere, poco più a valle, una scala mobile.

La scalinata del Duomo

    Alla fine della salita del Costone, prendendo a sinistra, si giunge ben presto alla scalinata che parte dal Battistero e fiancheggia il Duomo di Siena. Caterina Benincasa la percorreva quasi ogni giorno per raggiungere l'Ospedale di Santa Maria della Scala, ed una volta cascò: il punto è indicato da una croce scolpita in uno degli ultimi scalini.
    Si tratta in effetti di una scalinata ripida e scivolosa, sopratutto quando piove, e secondo la leggenda Santa Caterina cascò per essere stata spinta dal diavolo, o per aver aver visto il diavolo alla finestra della Cattedrale presente in quel punto della scalinata. Nella caduta, la Santa perse tutti i denti e ogni dente spaccò il marmo degli scalini: ancora oggi è possibile vedere lungo la scalinata alcune piccole toppe, che rappresenterebbero i luoghi cateriniani dove caddero i denti.

L'antico ospedale

    Arriviamo quindi in piazza del Duomo, dove si trova il luogo cateriniano per eccellenza: il trecentesco Ospedale di Santa Maria della Scala, che diventò ben presto grande e potente grazie alla sua posizione strategica lungo la Via Francigena.
    Oggi è un grande complesso museale che ospita percorsi museali permanenti e mostre temporanee di livello internazionale. All'interno si trovano diverse cappelle, tra cui l' Oratorio di Santa Caterina della Notte, dove la Santa si raccoglieva durante le lunghe notti trascorse al capezzale di malati, infermi e sofferenti.

I musei con i dipinti della Santa

    L'itinerario cateriniano nel centro storico di Siena può essere concluso con la visita alla vicina Pinacoteca Nazionale, dove sono conservati numerosi dipinti che raffigurano la Santa, realizzati da artisti della scuola senese come Domenico Beccafumi ed Andrea Vanni.
    Da non perdere anche il Museo delle Biccherne, una collezione unica al mondo di arte medievale minore con alcune raffigurazioni della Santa ed alcuni documenti storici sulla vita di Santa Caterina.
    Gli artisti senesi predilessero la raffigurazione di tre episodi della sua vita: il matrimonio mistico, le stimmate e l'estasi. In genere è raffigurata mentre tiene in mano un giglio, un cuore od un crocifisso, e talvolta ha le stigmate, dalle quali zampillano gigli.




Siena, basilica cateriniana di San Domenico
La basilica cateriniana di San Domenico e, in basso a destra, la casa-santuario di Santa Caterina





Siena, Casa - Santuario di Santa Caterina
La Casa - Santuario di Santa Caterina da Siena





santa caterina da siena, santa di fontebranda
Fontebranda, la fonte dove Caterina andava ad attingere l'acqua




Duomo di Siena, scalinata di Santa Caterina
La scalinata dove cadde Santa Caterina, nel suo percorso tra la sua casa e l'Ospedale di Santa Maria della Scala





santa caterina da siena, infermiera nell'ospedale senese
Santa Maria della Scala, il più grande ospedale medievale del mondo, dove Caterina assisteva i malati

Luoghi cateriniani nei dintorni di Siena

    Fuori città, ad una decina di chilometri, un luogo cateriniano è l'imponente Certosa di Pontignano.
    Una suggestiva statua della Santa indica il punto di partenza degli Itinerari Cateriniani, la 'Valle Santa' e la 'Valle Ombrosa': due belle passeggiate nella campagna senese.

    Un'altra piacevole escursione, di almeno mezza giornata, puù essere fatta a Bagno Vignoni, dove i genitori portavano Caterina nel tentativo di distrarla dal suo voto. E' un curioso paese dove la piazza centrale è occupata da una vasca termale medievale, a suo tempo frequentata dalla gioventù senese, sul quale si affaccia un bel porticato intitolato alla Santa.
    La leggenda vuole che, ancora oggi, è possibile intravedere nell'acqua della vasca una scia luminosa che indica il percorso seguito da Caterina per raggiungere la sorgente, dove l'acqua è ha un calore insopportabile: qui la futura Santa trasformava in penitenza quello che doveva essere uno svago.


Santa Caterina, Certosa di Pontignano
La statua di Santa Caterina alla Certosa di Pontignano

La vita di Santa Caterina

    Caterina nacque il 25 marzo 1347, ventiquattresima figlia di Lapa Piagenti e Jacopo Benincasa, un modesto tintore di pelli. Fin da piccola frequentò la basilica di San Domenico, situata sulla rupe sovrastante la casa dove abitava. A sei anni ebbe la sua prima visione: vide il Signore in abiti pontificali seduto su un bellissimo trono sospeso in aria sopra il convento di San Domenico; così fece voto di dedicare la sua vita a Dio.
    A dodici anni aveva già una bellezza straordinaria e rifiutò con fermezza il matrimonio che i genitori, ignari del suo voto, avevano cercato di combinare: per dimostrare quanto fosse risoluta, si tagliò i capelli, si coprì il capo con un velo come una monaca e sopportò le punizioni dei genitori, costruendo nella propria mente una cella dalla quale non poteva uscire (in seguito sarà questo il consiglio che darà ai suoi discepoli per aiutarli a trovare il raccoglimento spirituale).
    Un giorno il padre vide una colomba posata sulla sua testa mentre pregava e allora si arrese, permettendo a Caterina di "vivere di suo senno, non chiedendo nulla di veruna spesa che non fosse pane e acqua". Caterina Benincasa, ottenuta di nuovo la sua cameretta, usò nel suo letto un cuscino di pietra, che si può ancora vedere nella sua casa santuario.
    A sedici anni, nel 1363, Caterina prese il velo del Terzo Ordine Domenicano delle Mantellate, così chiamate per il lungo mantello nero che copriva l'abito bianco: era un gruppo di laiche, per la maggior parte vedove di una certa età e di buona famiglia, tanto che non era una cosa normale accogliere delle giovinette. Dopo essere stata tre anni nella solitudine della sua stanzetta, Caterina sentì che la sua missione doveva essere nel mondo: per questo non fece la scelta di diventare suora, cosa che avrebbe significato chiudersi in clausura.
    Da questo momento dedicò la sua vita al raggiungimento della pace e della salvezza degli uomini ed all'assistenza ai bisognosi ed ai malati. Si circondò di una "famiglia spirituale" formata uomini e donne di ogni età e ceto sociale, che la chiamavano 'mamma', desiderosi fare del bene al prossimo, in seguito chiamati Caterinati.
    Cominciò a inviare lettere di conforto, di consigli e di esortazioni a quanti imploravano un suo intervento. Le sue lettere a sovrani, condottieri e letterati suscitarono una grande commozione, e in pochi anni Caterina riuscì ad esercitare il suo benefico influsso, contribuendo a risolvere controversie politiche.
    L'esordio in questo ruolo avvenne nella sua Siena, che come molte città del XIV secolo viveva una situazione sociale difficile per via delle lotte fra fazioni rivali, facenti spesso capo a potenti famiglie che si contendevano il predominio sulla città. Ben presto la sua fama di "donna di pace" si estese: si recò ad Avignone e riuscì a convincere il pontefice Gregorio XI a riportare dopo 70 anni la sede papale a Roma; contribuì a risolvere le dispute tra Firenze e lo Stato della Chiesa; si recò a Pisa e Lucca per distogliere quelle repubbliche dalla lega antipapale; si adoperò per sanare lo Scisma d'Occidente.
    Tuttavia non mancarono gli effetti negativi della sua condotta di vita: indebolita dall'incredibile mole di lavoro, dal fatto che dormiva due ore per notte e dai digiuni a cui si sottopose, Caterina Benincasa morì a Roma il 29 aprile 1380, a soli 33 anni. Dal 5 agosto 1855 il suo corpo riposa nel sarcofago marmoreo sotto l'altare maggiore della basilica di Santa Maria sopra Minerva (Roma), ma sono moltissime le reliquie sparse nelle chiese di tutto il mondo: Roma, Gerusalemme, Venezia, Astenet (Belgio) e naturalmente Siena.


Nozze mistiche di Santa Caterina, Siena
Nozze mistiche di Santa Caterina da Siena. Giovanni di Paolo


Santa Caterina riceve le stimmate, Pinacoteca Nazionale, Siena
Stimmate di Santa Caterina. Domenico Beccafumi, 1515 circa, Pinacoteca Nazionale di Siena, tempera e olio su tavola, cm 212x162


Estasi e svenimento di Santa Caterina, basilica di San Domenico, Siena
Svenimento di Santa Caterina. Sodoma, particolare dell' affresco nella Basilica di San Domenico, Siena

Le reliquie di Santa Caterina

    La reliquia più importante è la Testa di Santa Caterina, conservata nella basilica di San Domenico di Siena.
    Arrivò qui in modo roccambolesco: la Santa fu sepolta a Roma e l'anno successivo la testa fu staccata e portata a Siena come reliquia. Per quattro anni rimase chiusa in un armadio, ma una volta che il Concistoro della Repubblica di Siena ne venne a conoscenza, ordinò di tributare onori pubblici: così, il 5 maggio 1385, venne celebrata una imponente processione per portare la Sacra Testa nella Chiesa di San Domenico.
    Nella stessa basilica è conservato il dito, col quale viene impartita la benedizione all'Italia e alle Forze Armate in occasione delle Feste internazionali in onore di Santa Caterina da Siena. Questa reliquia, insieme al busto in bronzo che per tanti anni ha contenuto e protetto la testa, è conservata nella teca posta nella parete destra della Basilica di San Domenico.
    Il frammento di una scapola si trova invece nella casa - santuario della Santa, conservata in un'urna scavata nel muro a sinistra dell'altare maggiore dell' Oratorio del Crocifisso.
    Altre reliquie si trovano a Roma, Gerusalemme e Venezia: qui, nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, è conservato un piede della Santa. Da ricordare anche una costola, un tempo presente nel Duomo di Siena, e donata al Santuario di Santa Caterina di Astenet in Belgio, vicino al confine con Olanda e Germania, costruito nel 1985 per volontà dei Caterinati di quel paese.


Testa di Santa Caterina da Siena. Patrona d'Europa, Patrona d'Italia, Patrona di Roma, Dottore della Chiesa Universale
Testa di Santa Caterina da Siena, la reliquia conservata a Siena nella Basilica di San Domenico

Le opere di Santa Caterina da Siena

    Le opere di Santa Caterina da Siena sono le "Lettere", le "Orazioni" ed il "Dialogo della Divina Provvidenza", uno dei migliori esempi della prosa italiana del Trecento. Tuttavia, ancora oggi esiste un dibattito sull'attendibilità dell'attribuzione delle opere cateriniane a Santa Caterina, i cui scritti sono in maggioranza dettati in quanto semianalfabeta.
    A noi sono giunte 381 lettere manoscritte da S.Caterina da Siena, oggi conservate nella Biblioteca Comunale di Siena, nella Biblioteca Casanatense di Roma, nella Biblioteca Vaticana, nella Biblioteca Nazionale di Firenze, al British Museum di Londra ed in altre sedi.
    Le Orazioni sono state più volte pubblicate in italiano moderno ed il loro ordine cronologico consente di cogliere l'evolversi del pensiero di Caterina negli ultimi anni della sua vita (estate 1376 - inverno 1380). Le preghiere non furono dettate, ma raccolte dai discepoli: ecco perché sono così genuine, ed appaiono come una spontanea manifestazione del suo animo.
    Il Dialogo della Divina Provvidenza, tradotto più volte in italiano moderno, deve essere letto senza la divisione in capitoli, così come uscì dalle labbra di Caterina e dalla veloce penna dei suoi discepoli. In questo modo può emergere la perfetta unità dell' opera: si presenta come un trattato scolastico di perfezione spirituale, che manca di rigore nel disegno generale e nel processo logico, ma quasi sempre teologicamente inappuntabile nella enunciazione del pensiero è, ancora oggi da approfondire e diffondere. La Santa lo dettò nel 1378, due anni prima della morte.


Santa Caterina da Siena, patrona d'Italia: legenda major
Santa Caterina da Siena, legenda major

Informazioni turistiche

BASILICA CATERINIANA DI SAN DOMENICO
    Via Camporegio 2
    (zona Fortezza Medicea)
    da novembre ad aprile: 9-18
    da maggio ad ottobre: 7-19
    ingresso libero
    tel. 0577-280893 (Convento Domenicani)
    fax. 0577-219676
    e-mail: info@basilicacateriniana.com

CASA-SANTUARIO DI SANTA CATERINA
    Via Costa di Sant'Antonio 6
    (poco sotto la Basilica di S. Domenico)
    Casa-Santuario 9.30 - 19
    Chiesa del Crocifisso 9,30-12,30 15-19
    ingresso libero
    tel. 0577-280801 (Suore di S.Sisto)

SANTA MARIA DELLA SCALA
    P.za del Duomo
    Orario 10-18
    tel. 0577- 224811 / 224835
    fax. 0577-224829
    e-mail: infoscala@sms.comune.siena.it

PINACOTECA NAZIONALE DI SIENA
    Via San Pietro 29
    (da P.za del Duomo verso Porta Tufi)
    Orario: Lun 9-13; da Mar a Sab 8.15-19.15
         Domenica, festivi e 1° dicembre: 9-13
         Chiuso: 1° maggio, Natale, Capodanno
    tel. 0577-286143
    e-mail: pinacoteca.siena@libero.it

MUSEO DELLE BICCHERNE
    Archivio di Stato di Siena
    Via Banchi di Sotto, 52
    dal lunedì al sabato, escluso festivi
    ingressi programmati ore 9.30, 10.30, 11.30
    tel. 0577-247145


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Piega con bigodini

 

Piega con bigodini

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 Oggetto del messaggio: Piega con bigodini
 Messaggio Inviato: 20/04/2007, 14:44 
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Iscritto il: 05/10/2006, 17:56
Messaggi: 2262
Spero di non aver sbagliato posto. :oops:

Io ho i capelli lisci ma non del tutto, con ondulazioni strane che portano le punte in fuori a sinistra e in dentro a destra :evil:
Per non rovinare i capelli non faccio la piega con spazzola e phon, ma lascio asciugare i capelli all'aria e quando sono umidi li avvolgo in grossi bigodini di velcro, tipo questo:
Immagine

Io ho i capelli abbastanza corti (ora che sono "lunghi" mi sfiorano le spalle) e fanno appena un giro intorno al bigodino.
Vengono perfetti, ma io vorrei sapere: i bigodini di velcro possono rovinare i capelli?
Per me è facile toglierli, perché ho i capelli lisci, ma sarebbe meglio un bigodino liscio?
Scusate la domanda stupida, ma (per me) i miei capelli valgono 8) :D:


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 Messaggio Inviato: 20/04/2007, 16:53 
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Iscritto il: 06/10/2006, 18:51
Messaggi: 431
Località: bulåggna
:oo: io li ho provati quelli col velcro e mi sono strappata un sacco di capelli!!
se riesci a usarli senza farti lo scalpo però secondo me non dovrebbero rovinare...l'alternativa di quelli lisci poi ti obbliga a metterci le mollette, o i becchi d'oca (anche voi li chiamate così? :D: ). io ho i capelli liscissimi e devo metterne un bel pò altrimenti i bigodi non stanno fermi.


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 Messaggio Inviato: 20/04/2007, 17:48 
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Iscritto il: 05/10/2006, 17:56
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A me vengono via senza problemi...
Quelli lisci neanche coi beccucci (io li chiamo così) mi stanno su :(


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 Messaggio Inviato: 20/04/2007, 20:14 
 
May, ma questi bigodini di velcro ti stan su da soli? Io ne avevo provato di simili tempo fa, ma non c'era neinte da fare: cadevano :( !
Forse le ciocche devono essere molto molto sottili?


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 Messaggio Inviato: 21/04/2007, 15:47 
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Iscritto il: 18/11/2006, 16:37
Messaggi: 863
idem... anche a me cadono!!!! e non so come fare...
e ho i capelli ricci, grossi, crespi e secchi! boh...
forse sbaglio metodo..


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 Messaggio Inviato: 23/04/2007, 13:52 
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Iscritto il: 05/10/2006, 17:56
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Io ci metto un beccuccio e la ciocca la faccio piuttosto grossa: i bigodini sono enormi, i capelli non pochi, se facessi le ciocche piccole non saprei dove metterli :mirmo:
Comunque un beccuccio basta. Al massimo due. Coi bigodini lisci dovrei metterne sei :?

Io faccio così: prendo la ciocca, la pettino (o spazzolo con la spazzola a denti larghi), posiziono il bigodino alla radice, lo "tiro" fino alle punte (senza forzare, se i capelli sono pettinati non si incastra), avvolgo i capelli morbidi e fermo il tutto con un beccuccio (o al massimo 2).


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 Messaggio Inviato: 23/04/2007, 16:47 
 
grazie May! il mio errore era quello di pensare che non servissero affatto i beccucci, ma a questo punto riproverò... mi piace tanto il mosso morbido che creano i bigodini!! :giro:


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 Messaggio Inviato: 23/04/2007, 17:21 
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Iscritto il: 05/10/2006, 17:56
Messaggi: 2262
Pensa che io invece li adoro per il liscio che mi danno correggendo le onde anomale... :roll:
Ma io uso bigodini enormi! :D:


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 Oggetto del messaggio: scusa
 Messaggio Inviato: 30/08/2007, 10:21 
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Iscritto il: 29/09/2006, 10:46
Messaggi: 67
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l'intrommisione ma quanto sono grossi?
perche i miei capelli sono lunghi poco sotto le spalle, di natura sono mossi ma li stiro.. ora vorrei cambiare un po look. vorrei provare a fadli lisci e voluminosi dulle radici ma mossi in fondo.. credo che per questa piega dovro attendere ancora un po di crescita, ma vorrei iniziare a provare.. cosa mi consigliate? cosa devo comprare e come faccio a farli? :nutria:
un abbraccio :thanks:

_________________
fabilla.. zen....yoga...reiki...


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 Messaggio Inviato: 30/08/2007, 10:47 
 
ci sono sia piccoli che grandi(secondo me sono enormi).io un mese fa ho comprato quelli piccoli(li ho comprati da caline-profumidea)...bhè ho dovuto prendere la forbice:si erano tutti incastrati.ci sono rimasta troppo male!!!io ho i capelli belli lunghi forse dovevo comprare quelli grandi ma non mi convincevano per l'effetto riccio.


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 Messaggio Inviato: 08/09/2007, 9:15 
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Iscritto il: 01/10/2006, 14:42
Messaggi: 906
Località: napoli
anche io li uso, per il ciuffo e per creare un po di volume in alto dietro (ho capelli fini che subito si abbattono pur non essendo lisci spaghetto) , e uso per tenerli qualche spadino..
devo essere sincera non ho notato se mi strappa qualche capello pero' l'effetto "mi tengo su da solo" :D: è svanito dopo un po di volte che li ho usati, per questo li fermo. ;) ;)

_________________
C'è chi si prenota un posto sulla luna ..io mi prenoto un posto accanto a te.


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 Messaggio Inviato: 08/09/2007, 10:28 
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Iscritto il: 12/11/2006, 19:07
Messaggi: 8744
Località: Trieste
Comunque, una regola valida per tutte:

BUTTATE VIA I BIGODINI DI VELCRO!

Fanno MALISSIMO a tutti i capelli perché qualche ciuffo che si annoda per i fatti suoi c'è SEMPRE, se poi avete i capelli appena oltre le spalle la tragedia dello sbrego su larga scala è dietro l'angolo. I bigodini a velcro possono andare al massimo per chi ha i capelli sotto le orecchie, e comunque che non siano quelli di diametro da "permanente a pecorella che fa la zia Luisa che ha 84 anni". Mille volte meglio questi, professionali e che comunque non costano un cass, con retina, spazzoletta interna e molla, da fissare con beccucci o spillotti:

Immagine

_________________
There's a weight on you, but you can't feel it
Livin' like I do it's hard for you to see it.
Was I hurt too bad? Can I show you daylight
How could I be sad when I know that you might


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 Messaggio Inviato: 08/09/2007, 10:36 
 
Serenella ha scritto:
Immagine


praticamente devo rescuscitare i bigodini che usava mia madre 20 anni fa... e va bene fermarli con quella specie di stecchino in plastica?


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 Messaggio Inviato: 08/09/2007, 10:38 
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Iscritto il: 12/11/2006, 19:07
Messaggi: 8744
Località: Trieste
Certo! :D

_________________
There's a weight on you, but you can't feel it
Livin' like I do it's hard for you to see it.
Was I hurt too bad? Can I show you daylight
How could I be sad when I know that you might


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 Messaggio Inviato: 08/09/2007, 10:41 
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confermo sono i migliori..
io ho resuscitato quelli della mamma e anche il casco che funzica ancora bene..

e la piega col bigodino, signore, permettetemi e' la migliore che possa esistere.. un tocco di classe, morbidi..
sono innamorata della piega coi bigoli come li chiamo io!!!

_________________
Elisa

..non esiste separazione definitiva finche' esiste il ricordo.. I.Allende


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 Messaggio Inviato: 08/09/2007, 13:24 
 
grazie serenella!!!quando ho usati quelli di velcro ci sono rimasta malissimo.purtroppo quelli che usava tempo fa mia nonna non li trovo piu in giro.che disperazione sta tecnologia ... !!!


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 Messaggio Inviato: 24/09/2008, 12:30 
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novellino
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Iscritto il: 15/05/2008, 18:20
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ragazze scusate se vi rompo, ma siccome ho i capelli eccessivamente lisci e flosci, vorrei chiedervi un consiglio: come faccio a renderli + voluminosi e mossi senza impazzire e senza usare prodotti troppo aggressivi?


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io uso i bigodini di velcro e mi trovo bene (quando ho pazienza di farmi la piega così!!!) per passare dai boccoli ai capelli lisci... anzi, quando li levo ho i capelli molto più morbidi.. sarà che non li rtiro col phon e quindi stanno meglio!
[no linguaggio sms] io li fisso sempre con un paio di becchi d'oca, non starebbero mai su da soli!!
i bigodini" vecchi" invece mi pesavano tantissimo in testa ed erano scomodissimi.. un minimo movimento e veniva giù tutto!!! non mi ci trovavo proprio per niente bene.


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Messaggi: 1957
Località: Roma
Mmmmm vorrei iniziarli ad usare anche io... la parrucchiera nella piega che mi fece sabato scorso mi fece i capelli di un mosso spettacolare soltanto arrotolando e fermando coi beccucci.... io non ci risucirò mai.. quindi credo che inizierò a provare ad usare e rolli! ;)

_________________
MY RICETTARIUM


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 Messaggio Inviato: 24/09/2008, 16:08 
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Messaggi: 2720
Località: Verona
è vero i becchi d'oca, mia mamma li usava per farsi i boccoli! ;)
io purtroppo non faccio testo perchè sono riccia di mio, se provo a mettermi un bigodino in testa credo che per riaverlo indietro dovrei rasarmi! :oo:


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Privacy iOS 9: registro chiamate condiviso su più dispositivi con stesso Apple ID

Con iOS 9 il registro chiamate viene condiviso tra più dispositivi con stesso Apple ID; un problema per la privacy degli utenti, che iniziano a pretendere modifiche da parte della società di Cupertino.

Ce lo stanno segnalando in molti: iOS 9 condivide il registro chiamate su più dispositivi impostati con lo stesso Apple ID. In particolare il nostro lettore Renato, che ringraziamo, ci rappresenta che il problema non è assolutamente circoscritto e anche i forum ufficiali Apple sono popolati da richieste di aiuto, provenienti da utenti confusi e, talvolta, increduli.

Se fino a iOS 8.4 utilizzare uno stesso Apple ID su più dispositivi non comportava la condivisione del registro chiamate, con iOS 9 Apple ha deciso di utilizzare un diverso approccio. In molti, infatti, hanno notato che il registro chiamate di un secondo device iOS, recava le stesse chiamate in entrata e in uscita effettuate con un altro smartphone di Cupertino. Al momento non è possibile disattivare questa “funzione”, ragion per la quale è necessario utilizzare Apple ID diversi sui diversi dispositivi, se non si vuole confondere il registro chiamate dell’uno e dell’altro terminale. Al di là di possibili problematiche collegate alla privacy, la condivisione del registro chiamate potrebbe risultare particolarmente frustrante in determinati ambiti: si pensi all’utilizzo di un primo iPhone per motivi personali e di un secondo per motivi lavorativi. Impostando i due terminali con lo stesso Apple ID si avrà una confusione completa del registro chiamate, non potendo più distinguere l’ambito personale da quello lavorativo.

I più maliziosi potrebbero avere il sospetto che Apple desideri spingere l’utente ad utilizzare la funzione In Famiglia, che consente lo sharing di applicazioni su un numero di device limitato a 6 su cui  sono inseriti Apple ID diversi; al contrario, senza utilizzare la condivisione In Famiglia, l’utilizzo di Apple ID uguali su diversi dispositivi iOS consentirebbe la condivisione delle app acquistate una sola volta su un numero di device potenzialmente illimitato, senza limite di 6 utenti.

Privacy iOS 9

  • Roberto

    Non capisco dove sia il problema, se entrambi i dispositivi sono registrati con lo stesso ID Apple significa che entrambi sono i miei, per cui non mi cambia la vita avere la lista chiamate condivisa, anzi, lo vedo più come un vantaggio.

    • Riccardo_Saettone

      E la stessa cosa che penso anche io.
      Tanto più che l’ID Apple è ormai diventato strettamente personale visto tutto quello a cui è collegato.
      Posso però capire che ci siano casi particolari dove questa funzione potrebbe tornare comoda vedi ad esempio come dice l’articolo l’uso di due iPhone uno privato ed uno per lavoro, anche se in questo caso io preferire usare due ID Apple diversi uniti con l’opzione di condivisione in famiglia.

      • antonio

        se vado a lavoro con l’iphone e lascio l’ipad a casa con la moglie che si fa i suoi blog e Fb vedrà anche a chi chiamo giusto?
        pero se iPad e mio che senso a attivare l’opzione famiglia?
        boh …. spero che la impostano su iCloud in maniera di decidere cosa condividere con gli altri device…

        • Marco Ortenzi

          hai ragione, ma il problema si risolverebbe in modo “serio” solo introducendo una gestione di utenze! Tralasciando il registro chiamate, tua moglie può vedere tutte le persone che hai in rubrica con tutti i riferimenti, indirizzi.. legge le tue email, legge i tuoi appunti, i tuoi appuntamenti sul calendario ecc ecc a meno che non usi nessuna delle (comodissime) funzioni di allineamento e condivisione automatiche! Per assurdo entrerebbe anche nel tuo Facebook e vedrebbe le tue foto! Secondo me, se è “personale” è personale: non dare l’accesso a nessuno iena.jpg" width="380" height="285" alt="Siena, Casa - Santuario di Santa Caterina" />
          La Casa - Santuario di Santa Caterina da Siena





          santa caterina da siena, santa di fontebranda
          Fontebranda, la fonte dove Caterina andava ad attingere l'acqua




          La scalinata dove cadde Santa Caterina, nel suo percorso tra la sua casa e l'Ospedale di Santa Maria della Scala





          santa caterina da siena, infermiera nell'ospedale senese
          Santa Maria della Scala, il più grande ospedale medievale del mondo, dove Caterina assisteva i malati

          Luoghi cateriniani nei dintorni di Siena

              Fuori città, ad una decina di chilometri, un luogo cateriniano è l'imponente Certosa di Pontignano.
              Una suggestiva statua della Santa indica il punto di partenza degli Itinerari Cateriniani, la 'Valle Santa' e la 'Valle Ombrosa': due belle passeggiate nella campagna senese.

              Un'altra piacevole escursione, di almeno mezza giornata, puù essere fatta a Bagno Vignoni, dove i genitori portavano Caterina nel tentativo di distrarla dal suo voto. E' un curioso paese dove la piazza centrale è occupata da una vasca termale medievale, a suo tempo frequentata dalla gioventù senese, sul quale si affaccia un bel porticato intitolato alla Santa.
              La leggenda vuole che, ancora oggi, è possibile intravedere nell'acqua della vasca una scia luminosa che indica il percorso seguito da Caterina per raggiungere la sorgente, dove l'acqua è ha un calore insopportabile: qui la futura Santa trasformava in penitenza quello che doveva essere uno svago.


          Santa Caterina, Certosa di Pontignano
          La statua di Santa Caterina alla Certosa di Pontignano

          La vita di Santa Caterina

              Caterina nacque il 25 marzo 1347, ventiquattresima figlia di Lapa Piagenti e Jacopo Benincasa, un modesto tintore di pelli. Fin da piccola frequentò la basilica di San Domenico, situata sulla rupe sovrastante la casa dove abitava. A sei anni ebbe la sua prima visione: vide il Signore in abiti pontificali seduto su un bellissimo trono sospeso in aria sopra il convento di San Domenico; così fece voto di dedicare la sua vita a Dio.
              A dodici anni aveva già una bellezza straordinaria e rifiutò con fermezza il matrimonio che i genitori, ignari del suo voto, avevano cercato di combinare: per dimostrare quanto fosse risoluta, si tagliò i capelli, si coprì il capo con un velo come una monaca e sopportò le punizioni dei genitori, costruendo nella propria mente una cella dalla quale non poteva uscire (in seguito sarà questo il consiglio che darà ai suoi discepoli per aiutarli a trovare il raccoglimento spirituale).
              Un giorno il padre vide una colomba posata sulla sua testa mentre pregava e allora si arrese, permettendo a Caterina di "vivere di suo senno, non chiedendo nulla di veruna spesa che non fosse pane e acqua". Caterina Benincasa, ottenuta di nuovo la sua cameretta, usò nel suo letto un cuscino di pietra, che si può ancora vedere nella sua casa santuario.
              A sedici anni, nel 1363, Caterina prese il velo del Terzo Ordine Domenicano delle Mantellate, così chiamate per il lungo mantello nero che copriva l'abito bianco: era un gruppo di laiche, per la maggior parte vedove di una certa età e di buona famiglia, tanto che non era una cosa normale accogliere delle giovinette. Dopo essere stata tre anni nella solitudine della sua stanzetta, Caterina sentì che la sua missione doveva essere nel mondo: per questo non fece la scelta di diventare suora, cosa che avrebbe significato chiudersi in clausura.
              Da questo momento dedicò la sua vita al raggiungimento della pace e della salvezza degli uomini ed all'assistenza ai bisognosi ed ai malati. Si circondò di una "famiglia spirituale" formata uomini e donne di ogni età e ceto sociale, che la chiamavano 'mamma', desiderosi fare del bene al prossimo, in seguito chiamati Caterinati.
              Cominciò a inviare lettere di conforto, di consigli e di esortazioni a quanti imploravano un suo intervento. Le sue lettere a sovrani, condottieri e letterati suscitarono una grande commozione, e in pochi anni Caterina riuscì ad esercitare il suo benefico influsso, contribuendo a risolvere controversie politiche.
              L'esordio in questo ruolo avvenne nella sua Siena, che come molte città del XIV secolo viveva una situazione sociale difficile per via delle lotte fra fazioni rivali, facenti spesso capo a potenti famiglie che si contendevano il predominio sulla città. Ben presto la sua fama di "donna di pace" si estese: si recò ad Avignone e riuscì a convincere il pontefice Gregorio XI a riportare dopo 70 anni la sede papale a Roma; contribuì a risolvere le dispute tra Firenze e lo Stato della Chiesa; si recò a Pisa e Lucca per distogliere quelle repubbliche dalla lega antipapale; si adoperò per sanare lo Scisma d'Occidente.
              Tuttavia non mancarono gli effetti negativi della sua condotta di vita: indebolita dall'incredibile mole di lavoro, dal fatto che dormiva due ore per notte e dai digiuni a cui si sottopose, Caterina Benincasa morì a Roma il 29 aprile 1380, a soli 33 anni. Dal 5 agosto 1855 il suo corpo riposa nel sarcofago marmoreo sotto l'altare maggiore della basilica di Santa Maria sopra Minerva (Roma), ma sono moltissime le reliquie sparse nelle chiese di tutto il mondo: Roma, Gerusalemme, Venezia, Astenet (Belgio) e naturalmente Siena.


          Nozze mistiche di Santa Caterina, Siena
          Nozze mistiche di Santa Caterina da Siena. Giovanni di Paolo


          Santa Caterina riceve le stimmate, Pinacoteca Nazionale, Siena
          Stimmate di Santa Caterina. Domenico Beccafumi, 1515 circa, Pinacoteca Nazionale di Siena, tempera e olio su tavola, cm 212x162


          Estasi e svenimento di Santa Caterina, basilica di San Domenico, Siena
          Svenimento di Santa Caterina. Sodoma, particolare dell' affresco nella Basilica di San Domenico, Siena

          Le reliquie di Santa Caterina

              La reliquia più importante è la Testa di Santa Caterina, conservata nella basilica di San Domenico di Siena.
              Arrivò qui in modo roccambolesco: la Santa fu sepolta a Roma e l'anno successivo la testa fu staccata e portata a Siena come reliquia. Per quattro anni rimase chiusa in un armadio, ma una volta che il Concistoro della Repubblica di Siena ne venne a conoscenza, ordinò di tributare onori pubblici: così, il 5 maggio 1385, venne celebrata una imponente processione per portare la Sacra Testa nella Chiesa di San Domenico.
              Nella stessa basilica è conservato il dito, col quale viene impartita la benedizione all'Italia e alle Forze Armate in occasione delle Feste internazionali in onore di Santa Caterina da Siena. Questa reliquia, insieme al busto in bronzo che per tanti anni ha contenuto e protetto la testa, è conservata nella teca posta nella parete destra della Basilica di San Domenico.
              Il frammento di una scapola si trova invece nella casa - santuario della Santa, conservata in un'urna scavata nel muro a sinistra dell'altare maggiore dell' Oratorio del Crocifisso.
              Altre reliquie si trovano a Roma, Gerusalemme e Venezia: qui, nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, è conservato un piede della Santa. Da ricordare anche una costola, un tempo presente nel Duomo di Siena, e donata al Santuario di Santa Caterina di Astenet in Belgio, vicino al confine con Olanda e Germania, costruito nel 1985 per volontà dei Caterinati di quel paese.


          Testa di Santa Caterina da Siena. Patrona d'Europa, Patrona d'Italia, Patrona di Roma, Dottore della Chiesa Universale
          Testa di Santa Caterina da Siena, la reliquia conservata a Siena nella Basilica di San Domenico

          Le opere di Santa Caterina da Siena

              Le opere di Santa Caterina da Siena sono le "Lettere", le "Orazioni" ed il "Dialogo della Divina Provvidenza", uno dei migliori esempi della prosa italiana del Trecento. Tuttavia, ancora oggi esiste un dibattito sull'attendibilità dell'attribuzione delle opere cateriniane a Santa Caterina, i cui scritti sono in maggioranza dettati in quanto semianalfabeta.
              A noi sono giunte 381 lettere manoscritte da S.Caterina da Siena, oggi conservate nella Biblioteca Comunale di Siena, nella Biblioteca Casanatense di Roma, nella Biblioteca Vaticana, nella Biblioteca Nazionale di Firenze, al British Museum di Londra ed in altre sedi.
              Le Orazioni sono state più volte pubblicate in italiano moderno ed il loro ordine cronologico consente di cogliere l'evolversi del pensiero di Caterina negli ultimi anni della sua vita (estate 1376 - inverno 1380). Le preghiere non furono dettate, ma raccolte dai discepoli: ecco perché sono così genuine, ed appaiono come una spontanea manifestazione del suo animo.
              Il Dialogo della Divina Provvidenza, tradotto più volte in italiano moderno, deve essere letto senza la divisione in capitoli, così come uscì dalle labbra di Caterina e dalla veloce penna dei suoi discepoli. In questo modo può emergere la perfetta unità dell' opera: si presenta come un trattato scolastico di perfezione spirituale, che manca di rigore nel disegno generale e nel processo logico, ma quasi sempre teologicamente inappuntabile nella enunciazione del pensiero è, ancora oggi da approfondire e diffondere. La Santa lo dettò nel 1378, due anni prima della morte.


          Santa Caterina da Siena, patrona d'Italia: legenda major
          Santa Caterina da Siena, legenda major

          Informazioni turistiche

          BASILICA CATERINIANA DI SAN DOMENICO
              Via Camporegio 2
              (zona Fortezza Medicea)
              da novembre ad aprile: 9-18
              da maggio ad ottobre: 7-19
              ingresso libero
              tel. 0577-280893 (Convento Domenicani)
              fax. 0577-219676
              e-mail: info@basilicacateriniana.com

          CASA-SANTUARIO DI SANTA CATERINA
              Via Costa di Sant'Antonio 6
              (poco sotto la Basilica di S. Domenico)
              Casa-Santuario 9.30 - 19
              Chiesa del Crocifisso 9,30-12,30 15-19
              ingresso libero
              tel. 0577-280801 (Suore di S.Sisto)

          SANTA MARIA DELLA SCALA
              P.za del Duomo
              Orario 10-18
              tel. 0577- 224811 / 224835
              fax. 0577-224829
              e-mail: infoscala@sms.comune.siena.it

          PINACOTECA NAZIONALE DI SIENA
              Via San Pietro 29
              (da P.za del Duomo verso Porta Tufi)
              Orario: Lun 9-13; da Mar a Sab 8.15-19.15
                   Domenica, festivi e 1° dicembre: 9-13
                   Chiuso: 1° maggio, Natale, Capodanno
              tel. 0577-286143
              e-mail: pinacoteca.siena@libero.it

          MUSEO DELLE BICCHERNE
              Archivio di Stato di Siena
              Via Banchi di Sotto, 52
              dal lunedì al sabato, escluso festivi
              ingressi programmati ore 9.30, 10.30, 11.30
              tel. 0577-247145


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Piega con bigodini

 

Piega con bigodini

Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Piega con bigodini
 Messaggio Inviato: 20/04/2007, 14:44 
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Iscritto il: 05/10/2006, 17:56
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Spero di non aver sbagliato posto. :oops:

Io ho i capelli lisci ma non del tutto, con ondulazioni strane che portano le punte in fuori a sinistra e in dentro a destra :evil:
Per non rovinare i capelli non faccio la piega con spazzola e phon, ma lascio asciugare i capelli all'aria e quando sono umidi li avvolgo in grossi bigodini di velcro, tipo questo:
Immagine

Io ho i capelli abbastanza corti (ora che sono "lunghi" mi sfiorano le spalle) e fanno appena un giro intorno al bigodino.
Vengono perfetti, ma io vorrei sapere: i bigodini di velcro possono rovinare i capelli?
Per me è facile toglierli, perché ho i capelli lisci, ma sarebbe meglio un bigodino liscio?
Scusate la domanda stupida, ma (per me) i miei capelli valgono 8) :D:


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 Messaggio Inviato: 20/04/2007, 16:53 
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Messaggi: 431
Località: bulåggna
:oo: io li ho provati quelli col velcro e mi sono strappata un sacco di capelli!!
se riesci a usarli senza farti lo scalpo però secondo me non dovrebbero rovinare...l'alternativa di quelli lisci poi ti obbliga a metterci le mollette, o i becchi d'oca (anche voi li chiamate così? :D: ). io ho i capelli liscissimi e devo metterne un bel pò altrimenti i bigodi non stanno fermi.


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 Messaggio Inviato: 20/04/2007, 17:48 
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Iscritto il: 05/10/2006, 17:56
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A me vengono via senza problemi...
Quelli lisci neanche coi beccucci (io li chiamo così) mi stanno su :(


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 Messaggio Inviato: 20/04/2007, 20:14 
 
May, ma questi bigodini di velcro ti stan su da soli? Io ne avevo provato di simili tempo fa, ma non c'era neinte da fare: cadevano :( !
Forse le ciocche devono essere molto molto sottili?


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 Messaggio Inviato: 21/04/2007, 15:47 
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Messaggi: 863
idem... anche a me cadono!!!! e non so come fare...
e ho i capelli ricci, grossi, crespi e secchi! boh...
forse sbaglio metodo..


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 Messaggio Inviato: 23/04/2007, 13:52 
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Iscritto il: 05/10/2006, 17:56
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Io ci metto un beccuccio e la ciocca la faccio piuttosto grossa: i bigodini sono enormi, i capelli non pochi, se facessi le ciocche piccole non saprei dove metterli :mirmo:
Comunque un beccuccio basta. Al massimo due. Coi bigodini lisci dovrei metterne sei :?

Io faccio così: prendo la ciocca, la pettino (o spazzolo con la spazzola a denti larghi), posiziono il bigodino alla radice, lo "tiro" fino alle punte (senza forzare, se i capelli sono pettinati non si incastra), avvolgo i capelli morbidi e fermo il tutto con un beccuccio (o al massimo 2).


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