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Quelle «fantasie» sull evasione fiscale Il recupero vantato da Renzi sul suo blog include anche dati non riconducibili all accertamento

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1 22 Commenti e inchieste DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Napoletano VICEDIRETTORI: Edoardo De Biasi (VICARIO), Alberto Orioli, Salvatore Padula, Alessandro Plateroti CAPOREDATTORE CENTRALE: Guido Palmieri (responsabile superdesk) CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA: Giorgio Santilli UFFICIO CENTRALE-SUPERDESK: Daniele Bellasio (responsabile web), Luca Benecchi, Fabio Carducci (vice Roma), Giuseppe Chiellino, Franca Deponti, Federico Momoli, Alberto Trevissoi (vice superdesk) Segretario di redazione: Marco Mariani INFORMAZIONE NORMATIVA E LUNEDI: Mauro Meazza SUPERVISIONE E COORDINAMENTO AREA FINANZA: Christian Martino SUPERVISIONE E COORDINAMENTO AREA IMPRESA: Lello Naso UFFICIO GRAFICO CENTRALE: Adriano Attus (creative director) e Francesco Narracci (art director) RESPONSABILI DI SETTORE: Luca De Biase, Jean Marie Del Bo, Attilio Geroni, Laura La Posta, Armando Massarenti, Francesca Padula, Christian Rocca, Fernanda Roggero, Stefano Salis, Giovanni Uggeri SOCIAL MEDIA EDITOR: Michela Finizio, Marco lo Conte (coordinatore), Vito Lops e Francesca Milano Lettere I pro e i contro della lotteria legata agli scontrini Fra le tante cose propositive della ultima legge di stabilità e del decreto legge collegato ci sarebbe anche la previsione di sviluppare su base opzionale il sistema della lotteria degli scontrini dalla lotteria degli scontrini dal 1 marzo Ci sarebbe un vantaggio competitivo per le imprese oneste che fatturano e scontrinano tutto: si potrebbe esporre un cartello fuori dal negozio con scritto a caratteri cubitali: «Questo esercizio aderisce al sistema della lotteria degli scontrini». Il privato cittadino, dovendo scegliere fra un negozio che gli dà la possibilità di partecipare senza spesa a una lotteria rispetto a uno che non dà questa Le risposte ai lettori possibilità, immagino sceglierebbe il primo, a parità di condizioni. Ancora di più che se la cosa fosse obbligatoria per tutti, su base opzionale si trasferirebbe materia imponibile a un esercente trasparente e corretto con ovvi benefici sul gettito complessivo per le casse erariali. Leggo con stupore sul Sole 24 ore della settimana scorsa che il nuovo governo si è impegnato a sopprimere questa facoltà (non obbligo). Perché questo passo indietro nella lotta contro l evasione fiscale visto che su base opzionale avrebbe fatto emergere i contribuenti onesti (negozianti, artigiani, professionisti) e avrebbe dato loro un vantaggio competitivo nei confronti di quelli disonesti. Enrico Danelli Merate (LC) La lotteria collegata agli scontrini è una delle novità più sostanziose presentate nel quadro delle misure antielusive e di contrasto all evasione. Aggiungo che l attuale versione MARTEDÌ MERCOLEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ SABATO Gianfranco Fabi Fabrizio Galimberti Guido Gentili Adriana Cerretelli Salvatore Carrubba Domenico Rosa Le lettere vanno inviate a: Il Sole-24 Ore "Lettere al Sole-24 Ore" Via Monte Rosa, Milano includere per favore nome, indirizzo e qualifica del provvedimento di recente emendato in Parlamento ha introdotto alcuni correttivi per incentivare l utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, con l aumento del 20% delle probabilità di vincita dei premi (di natura fiscale) della lotteria per chi paga con carte di credito o bancomat rispetto a chi effettua le transazioni in contante. Lei pone il tema dell emersione competitiva degli operatori onesti, io attendo di conoscere il testo finale. Ma le dico subito che non è detto che la lotteria funzioni pienamente (pensi ad esempio se acquirente e venditore si mettono d accordo per uno scontrino di valore più basso a quanto effettivamente pagato). E poi qualche perplessità mi viene dalla lettura dell elenco dei Paesi che hanno giocato questa carta: Portogallo, Albania, Slovacchia, Grecia, Malta, Romania... Tutti Paesi rispettabili, ma siamo sicuri che contro l evasione fiscale non ci siano da copiare altre PROPRIETARIO ED EDITORE: S.p.A. PRESIDENTE: Giorgio Fossa VICE PRESIDENTE: Carlo Robiglio AMMINISTRATORE DELEGATO: Franco Moscetti Educazione finanziaria, costa di più non farla IL DIBATTITO E LE IDEE Quelle «fantasie» sull evasione fiscale Il recupero vantato da Renzi sul suo blog include anche dati non riconducibili all accertamento LA TUTELA DEI RISPARMIATORI di Annamaria Lusardi Ci sono alcune somiglianze tra l inizio del 2017 e il Un anno fa si parlava di bail-in, ma anche di educazione finanziaria per salvaguardare i risparmiatori. Un anno dopo si parla di nuovo di decreto legge salva banche e di educazione finanziaria. Questa volta però, le indiscrezioni sul Dl banche sembrano autorizzare la speranza che il più trascurato dei due temi riceverà qualche attenzione in più rispetto al passato. Tutti i sondaggi parlano chiaro. Il livello della conoscenza finanziaria in Italia è molto basso e molto più basso della maggioranza degli altri Paesi europei. L analisi dei nuovi dati su un campione di dieci Paesi europei pubblicati proprio lo scorso lunedì in un rapporto di Allianz fatto in collaborazione con il Global Financial Literacy Excellence Center vede l Italia fanalino di coda. Rispetto a Paesi come l Austria, il Belgio, la Francia, la Germania, l Olanda, il Portogallo, il Regno Unito, la Spagna e la Svizzera, l Italia si colloca ultima o penultima in quasi tutte le domande che misurano i concetti base della finanza, l abc della conoscenza finanziaria. Più del 30% degli Italiani non sa calcolare il 2% su una somma di 100 euro. La conoscenza più bassa si riferisce al rischio e alla diversificazione del rischio, un fatto di cui avevamo preso amaramente nota lo scorso anno guardando agli investimenti dei risparmiatori di Banca Marche, Banca Etruria, CariFe e Carichieti. I costi dell ignoranza finanziaria sono spaventosi. L ignoranza è un po come quelle malattie silenziose che si annidano nel corpo senza particolari sintomi che siano visibili a occhio nudo, per poi esplodere al momento dei test, quando talvolta è troppo tardi per curarle. Il costo delle scelte sbagliate dei mutui negli Stati Uniti si è trasformato in una enorme crisi finanziaria non solo per le famiglie ma per l intera economia. Se ci riferiamo solo al comportamento relativo alle carte di credito, secondo le nostre stime, più di un terzo delle spese relative a interessi e altri costi del credito per intenderci più di 3,5 miliardi di dollari nel 2009 è dovuto alla mancanza di conoscenza finanziaria, ovvero a costi che potevano essere evitati. Sempre negli Stati Uniti, si è stimato che l ammontare dei mancati rendimenti degli investimenti azionari dovuti a commissioni e altre spese si aggira intorno ai 100 miliardi di dollari, e questi costi sono sostenuti soprattutto da chi ha bassi livelli di alfabetizzazione finanziaria. I costi dell ignoranza finanziaria sono alti anche nella semplice gestione del conto bancario, non di complessi portafogli. Secondo recenti stime, il mancato utilizzo di tecnologie come online banking, unito all ignoranza finanziaria crea perdite di ricchezza anche nello strumento finanziario più semplice che tutti possediamo, ovvero il conto corrente. In passato abbiamo creduto di poter risparmiare dei soldi rinunciando all educazione finanziaria? Purtroppo anche l ignoranza finanziaria costa. Non solo i costi ci sono, ma sono anche alti, e se non vengono pagati adesso, saranno pagati nel futuro. Se le risorse da investire nell educazione dei cittadini non sono sufficienti dobbiamo intervenire anche noi. Ci sono varie organizzazioni in Italia che si stanno occupando di alfabetizzazione finanziaria, dalle organizzazioni dei consumatori, al Museo del Risparmio di Torino che è nato proprio per promuovere l educazione finanziaria. Lavoriamo con loro. E possiamo fare molto nelle scuole e nelle università in modo che i nostri giovani siano meglio preparati a capire il nuovo mondo finanziario che si apre di fronte a loro, e per non creare nuove vittime e nuove povertà. Promuovere l educazione finanziaria significa fare prevenzione invece di interventi drastici quando i problemi si sono protratti così a lungo che non sono nemmeno più curabili con semplici medicine. I costi allora sì che esplodono. Il 2017 non deve diventare una triste continuazione del No grazie, non abbiamo tempo da perdere. Una cosa che ci insegna la finanza, è che il tempo è denaro. L educazione finanziaria non può più aspettare. Annamaria Lusardi è docente di Economia alla George Washington University School of Business e direttice del Global Financial Literacy Excellence Center. Scrive di finanza personale per il Wall Street Journal di Giulio Tremonti Sul blog di Matteo Renzi si può (tra l altro) leggere quanto segue: «Rottamare Dracula... è arrivata la sorpresa e il 2016 ha frantumato il record storico di recupero dell evasione: 17 miliardi. Il precedente era stato stabilito ancora dal nostro governo nel 2015: 14,9 miliardi. Un risultato fantastico, superiore alle aspettative». Fantastico appunto, nel senso letterale del termine (Wikipedia: «Il fantastico è un genere di narrazione basato sulla rappresentazione di elementi e situazioni immaginarie che esulano dall esperienza quotidiana, straordinarie, che si ritiene non si verifichino (molto probabilmente) nella realtà comunemente sperimentata. Elementi che possono definire una situazione fantastica sono l intervento del soprannaturale o del meraviglioso, come la magia o una invenzione tecnologica futuribile, ma non solo. All interno del vasto ambito del fantastico si possono raggruppare un ampia schiera di generi differenti, tra i quali l orrore, la fantascienza, il fantasy, il gotico».). Dai Carpazi (la patria del conte Dracula) all Italia il passaggio non è in realtà così fantastico. Al riguardo sia infatti consentito notare quanto segue: edata la struttura sequenziale tipica dell attività di recupero dell evasione fiscale (controlli, verifiche, avvisi di accertamento, ricorsi, adesioni, etc.) i risultati di un anno vanno riportati indietro di alcuni, spesso di molti anni. E dunque, nel caso, incorporando anche l azione fatta dai precedenti Governi, inclusi i Governi Letta e Monti; rle serie storiche su cui si calcolano le entrate fiscali non sono mai omogenee. Ma quest anno, a differenza che negli anni passati, sono state particolarmente disomogenee, incorporando una straordinaria quota di entrate non ordinarie e/o una tantum (tra l altro queste sempre più utilizzate per operare in bilancio disinvolte coperture di pubblica spesa); tle possibilità di esemplificare al riguardo sono notevoli. Per cominciare, il dato 2016 incorpora per circa 8 miliardi entrate non ordinarie, ovvero una tantum. Si tratta del recupero sullo stock delle pratiche pluriennali pregresse che è appena stato operato ad esaurimento da Equitalia (!?). E poi ancora la cosiddetta voluntary disclosure. Pare in specie alquanto scorretto aggiungere ai dati di cui sopra, pur disomogenei rispetto alle serie storiche, ma comunque relativi a un effettivo recupero dell evasione fiscale, anche i dati di entrata (circa 4 miliardi) che sono derivati da questo particolare tipo di provvedimento. Non solo si tratta infatti di entrate parimenti una Lotta all evasione. Dopo lo split payment e il reverse charge tantum, ma anche di entrate che risulta alquanto fantasioso qualificare in termini di «recupero di evasione». Come dice il nome stesso ( voluntary ), non si tratta infatti di recuperi di evasione prodotti dall azione amministrativa, questa essendo nel caso limitata solo a pur complessi controlli di conformità operati ex post su dati volontariamente già dichiarati dai contribuenti ; use il dato relativo al recupero dell evasione del 2014 è stato pari a 14,2 miliardi (questo certo prodotto dall azione amministrativa svolta anche negli anni precedenti, e senza particolari forme di una tantum ), se vale più o meno lo stesso per il 2015, anno in cui il recupero è stato pari a 14,9 miliardi, il dato fantasticato sul 2016 («oltre 17 miliardi») va invece e di molto abbattuto e proprio per le ragioni di cui sopra; iper il futuro un effetto di vuoto sarà poi prodotto dal molto probabile insuccesso della cosiddetta voluntary 2.0, oggi cifrata per circa 1,6 miliardi (e su cui pare che dal Governo si faccia ancora maggiore affidamento). Un tipo di entrata questo per cui lo zero sembra a tutt oggi prevalere sul 2. E a sorte non molto diversa pare (purtroppo) destinata, almeno in base ai dati finora disponibili, la cosiddetta rottamazione delle cartelle, cifrata sul prossimo biennio pari a 7 miliardi. E così via; Si è fatto troppo poco e troppo tardi di Vincenzo Visco In una recente audizione parlamentare il Presidente dell Istat Giorgio Alleva ha comunicato alcune cifre (ufficiali) sull entità della evasione fiscale in Italia relativi al 70% delle imposte e contributi complessivi: si tratta di 108,7 miliardi, il che fa ritenere che la cifra complessiva sia (almeno) intorno ai 140 miliardi. Inoltre Alleva sottolineava un «tendenza alla crescita (dell evasione) tra il 2012 e il 2013», in linea con l aumento dell economia sommersa dall 11,4% del Pil nel 2011 al 12% nel Inoltre il Tax Gap complessivo risulta del 24%, quello dell Irpef per i redditi di lavoro e di impresa del 55,9%, quello dell Ires del 36,8% e quello dell Iva del 30%. Questi sono i dati; e finché, anno dopo anno, queste cifre non risulteranno ridotte e in diminuzione non si potrà parlare di successo nella lotta all evasione che in realtà, contrariamente a quanto sostiene il Governo, sta aumentando. Ogni riferimento ai 15 o 17 miliardi di recupero derivanti dalla normale attività di accertamento è quindi fuori luogo, come più volte è stato sottolineato da chi scrive anche su questo giornale. Alla base dell attività di evasione c è, per ragioni logiche e contabili, l evasione dell Iva che poi si riverbera sulle imposte dirette. E proprio l evasione di questa imposta è stata esaminata a fondo da un rapporto Nens del giugno 2014 che conteneva numerose proposte che avrebbero potuto ridurre di molto il fenomeno. Tra queste proposte il governo ne ha adottate due di cui mena sistematicamente ampio vanto: lo split payment e il reverse charge, ignorando le altre, almeno fino all ultima legge di bilancio in cui è stata introdotta una misura potenzialmente molto efficace, vale a dire la comunicazione obbligatoria dei dati delle fatture che potrebbe consentire il monitoraggio effettivo del comportamento fiscale dei contribuenti. Tuttavia le modalità di attuazione del provvedimento sono tali da ridurne fortemente l efficacia. Ciò peraltro era già successo in passato: basti pensare alla trasmissione dei dati relativi ai conti finanziari dei contribuenti attuata in modo da renderli IL RECUPERO DELL IVA Il Governo ha adottato la comunicazione obbligatoria dei dati delle fatture ma con modalità tali da ridurne l efficacia pressochè inutilizzabili dall amministrazione, o all introduzione obbligatoria del Pos per la quale si dimenticò di prevedere qualsivoglia sanzione. Nel caso in esame i problemi sono, molto schematicamente, i seguenti: e è prevista la comunicazione trimestrale (per il primo anno semestrale) delle sole fatture registrate; mancheranno quindi i dati relativi alle operazioni fuori campo di applicazione dell Iva, e (soprattutto) di quelle indetraibili. Inoltre non va dimenticato che è possibile registrare cumulativamente le fatture di importo inferiore ai 300 euro. Ciò provocherà notevoli complicazioni sia per i contribuenti che per l amministrazione, soprattutto perché chi acquista è tenuto a registrare le fatture solo se, e al momento in cui, le porta in detrazione. La proposta Nens, invece, prevedeva (esclusivamente) la trasmissione dei dati delle fatture relative alle cessioni e un controllo puntuale da parte del cliente, fattura per fattura, della effettiva trasmissione dei dati da parte del fornitore e della loro correttezza. Quindi la nuova normativa invece di semplificare, complica. rsalvo che per i distributori automatici, non è prevista la comunicazione obbligatoria dei corrispettivi di chi non è obbligato ad emettere fattura (esercizi commerciali, bar, ristoranti, parrucchieri, ecc.), rinunciando così a qualsiasi controllo diretto sull evasione al consumo finale. Già nella prima legge finanziaria del secondo governo Prodi era stato invece previsto un programma di sostituzione graduale dei registratori di cassa con registratori elettronici collegati telematicamente con l Agenzia delle Entrate, programma poi abolito dal Governo Berlusconi. Il provvedimento nasce quindi monco e carente. tle sanzioni previste sono irrisorie: 2 euro per ciascuna fattura non trasmessa con un massimo di euro a trimestre, con riduzione alla metà in caso di adempimento successivo (15 giorni). La soluzione corretta sarebbe stata quella di introdurre sanzioni rilevanti e commisurate anche all entità delle fatture. uviene introdotta una dichiarazione Iva trimestrale che rappresenta un nuovo e pesante adempimento per i contribuenti che richiederà altre elaborazioni di acquisizione e controllo da parte dell Agenzia in un continuo scambio di comunicazioni tra le controparti. La proposta Nens prevedeva invece di utilizzare semplicemente il mod. F24 sdoppiando il dato dell Iva a saldo in Iva a debito e Iva a credito, risolvendo così il problema in maniera molto semplice soprattutto per il contribuente. ila nuova normativa prevede solo che l Agenzia delle Entrate controlli la tempestiva effettuazione dei versamenti A PALAZZO REALE DI MILANO Escher da record con 300mila visitatori Escher, Mano con sfera riflettente Si è conclusa con un grande successo di pubblico la mostra monografica dedicata a Escher, uno degli artisti più amati del 900, allestita nelle sale di Palazzo Reale a Milano. La rassegna entra così nella top ten delle mostre più visitate di sempre a Palazzo Reale, inserendosi al sesto posto. onon credo di poter condividere, nei termini drastici in cui è stato formulato, il rilievo della Corte dei Conti secondo cui «già nel 2015 l attività di controllo e accertamento sostanziale ha comportato entrate per 7,7 miliardi» su 14,9 miliardi recuperati in totale. Appena la metà. Il resto è rientrato in cassa grazie ai controlli automatizzati, le famose banche dati che incrociano redditi e dichiarazioni e sputano le incongruenze. Non credo di poter condividere integralmente questo rilievo perché i controlli automatizzati, le banche dati, etc. fanno comunque parte dell attività dell Agenzia delle Entrate. Ma è certo che anche questo è un dato su cui fermare l attenzione; pa tutto ciò va poi aggiunto, con i relativi effetti di incertezza, il crescente caos normativo prodotto dagli esperimenti normativi in atto e di cui, a partire da Il Sole 24 Ore, la stampa riferisce continuamente. A titolo indicativo questo giornale titolava ieri: «Fisco e bilanci ancora senza bussola»; atutto questo non vuole dire che l azione dell Agenzia delle Entrate è stata ed è insufficiente, anzi. L azione dell Agenzia è stata ed è seria. Ma su questa ha negativamente influito, e non per sue negligenze, la drammatica e ancora in essere carenza degli organici dirigenziali (ancora solo 300 sui 1200 previsti a regime). Chi scrive è stato a suo tempo contrario al passaggio dalla formula tradizionale del pubblico ufficio alla formula nuova dell Agenzia. Un errore che ho ammesso, riconoscendo l efficienza del nuovo strumento amministrativo. Efficienza non comune, in Italia. Data la crisi attuale, e comunque con rispetto parlando, non credo che l importanza strategica dell Agenzia sia oggi per il nostro Paese inferiore ad esempio a quella della Banca d Italia. Pur nella differenza delle relative strutture istituzionali, pare dunque necessario, si ripete nell interesse del Paese, che le figure professionali attive nell Agenzia trovino una sistemazione equivalente. Una norma articolata in questo senso non sarebbe incostituzionale, sarebbe fondamentale. In conclusione, le una tantum e le una pocum, come sopra immesse nel pubblico bilancio, ed i fattori addizionali di incertezza e di incuria che si stanno introducendo o lasciando nel nostro sistema fiscale sono davvero troppi, tanto a fronte del non particolarmente positivo andamento della nostra economia reale, quanto a fronte dei fattori di crisi che da fuori si stanno addensando sull Italia. Così che pare davvero il caso di fare uno sforzo, per sostituire le categorie della fantasia con quelle della verità e della serietà. periodici dell imposta, il che significa che si ritiene di poter affidare il successo dell operazione al solo invio di segnalazioni bonarie al contribuente. Ciò rischia di vanificare o indebolire l intera operazione. Sarebbe stato necessario invece prevedere: a) l accertamento parziale automatico della maggiore imposta a debito non dichiarata dai fornitori le cui cessioni risultino inferiori agli acquisti comunicati dai clienti; b) l accertamento parziale automatico dei crediti inesistenti riportati all anno successivo desunti in base alle fatture di acquisto comunicate; d) l accertamento definitivo retroattivo dell imposta a debito derivante dalle fatture passive non registrate dal venditore sulla base di quelle trasmesse entro il triennio successivo dai clienti (in modo da tener presente il termine massimo si registrazione); e) l accertamento induttivo nel caso in cui alla dichiarazione di maggiori acquisti non corrisponda un analogo incremento dei ricavi, e quindi il mark up dichiarato risulti inferiore da quello ricavabile dalle precedenti dichiarazioni del contribuente. In conclusione, si potrebbe dire too little, too late. Tuttavia va riconosciuto che si tratta comunque di un passo avanti importante che in presenza di miglioramenti sostanziali potrebbe portare risultati importanti in futuro. Nel breve periodo le nuove misure possono produrre sia un maggiore gettito, anche superiore a quello previsto, sia un aumento dell evasione qualora i contribuenti finali decidessero di correre il rischio di esibire livelli di mark up inferiori a quelli abituali. Più in generale, va ribadito che il contrasto all evasione, se fatto seriamente, implica l assunzione di rischi (politici) da parte di un governo veramente motivato ad affrontare la questione. PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A. SEDE LEGALE - DIREZIONE E REDAZIONE: via Monte Rosa, Milano - Tel Fax AMMINISTRAZIONE: via Monte Rosa, Milano REDAZIONE DI ROMA: piazza dell Indipendenza 23b/c Tel Fax PUBBLICITÀ: Il Sole 24 ORE S.p.A. - SYSTEM DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE: via Monte Rosa, Milano Tel Fax Copyright Il Sole 24 ORE S.p.A. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici o meccanici quali la fotoriproduzione e la registrazione. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati di uso redazionale è il direttore responsabile a cui, presso il Servizio Cortesia, presso Progetto Lavoro, via Lario, Milano, telefono (02 o 06) , fax (02 o 06) , ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs. 196/03. Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. MODALITÀ DI ABBONAMENTO AL QUOTIDIANO: prezzo di copertina in Italia 1,50 dal martedì al venerdì, 2 per le edizioni di sabato e domenica e lunedì. Abbonamento Italia 359 numeri del quotidiano in versione cartacea e digitale: 400,00 comprensivo di contributo spese di consegna (postale o in edicola). L'abbonamento Italia non comprende i magazine IL Intelligence in Lifestyle e How to spend it. 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SERVIZIO ABBONAMENTI: Tel (con operatore da lunedì a venerdì 8:30-18:00) - Fax SERVIZIO ARRETRATI PER I NON ABBONATI: (non disponibili le edizioni cartacee più vecchie di 24 mesi dalla data odierna): inoltrare richiesta via all'indirizzo oppure contattare telefonicamente il numero allegando la fotocopia della ricevuta di versamento sul c.c.p intestato a Il Sole 24 ORE S.p.A. oppure via fax al numero 02 opp Il costo di una copia arretrata è pari al doppio del prezzo di copertina del giorno richiesto. Non verranno rimborsate le istanze relative ad edizioni più vecchie di 24 mesi dalla data odierna. STAMPATORI: Il Sole 24 ORE S.p.A., via Busto Arsizio 36, Milano e via Tiburtina Valeria, Km 68,700, Carsoli (AQ) - Etis 2000 S.p.A., 8ª strada, 29 zona industriale, (CT) - Stampa quotidiana S.r.l., via Galileo Galilei 280/A, località Fossatone, Medicina (BO) - Stampa quotidiana Srl - Zona industriale Predda Niedda, strada 47 n Sassari (SS) - B.E.A. Printing, Rue de Bosquet 16, Zona Ind Nivelles (Belgio). DISTRIBUZIONE ITALIA: m-dis Distribuzione Media S.p.A., via Cazzaniga Milano, Tel Certificato Ads n del Registrazione Tribunale di Milano n. 322 del La tiratura del Sole 24 Ore di oggi 2 Febbraio 2017 è stata di copie

2 L America di Trump IL NUOVO ASSETTO ISTITUZIONALE Steve Bannon. È l ideologo dell Alt Right, figura centrale per la vittoria di Trump. Per la stampa internazionale è la forza oscura della Casa Bianca, un bullo machiavellico e una sorta di nuovo Grande Gatsby Commenti e inchieste 23 La protesta. Oltre mille diplomatici hanno firmato un messaggio ufficiale di dissenso dalle prime scelte politiche della Casa Bianca Un conservatore alla Corte Suprema Scelto Neil Gorsuch, anti-abortista che vuole limitare il ruolo dello Stato di Marco Valsania La sua carriera di giudice è costellata di decisioni influenti anche se passate spesso sotto silenzio, senza battaglie scomposte. Un ex compagno di classe a Harvard - suo e di Barack Obama - lo definisce «un ottima scelta» sotto il profilo personale e dell integrità. Ma la sua fede politica conservatrice, il 49enne Neil Gorsuch fresco di nomina da parte di Donald Trump alla Corte Suprema, è provata: contro il diritto d aborto in temi sociali; per limitare il ruolo del governo, nelle regolamentazioni come della sanità, in campo economico. E così lo è quella ideologica: nel grande confronto tra destra e sinistra dentro la Corte Suprema sale sulle barricate della destra. È un originalista, seguace della dottrina che fu del suo predecessore sullo scranno, il combattivo faro intellettuale della corrente maggioritaria Antonin Scalia, scomparso l anno scorso. Quella dottrina che presume di applicare la Costituzione e i suoi derivati sulla base delle autentiche intenzioni e della lettera degli autori, anziché considerare la legge viva e in evoluzione, da reinterpretare con i tempi, il pensiero madre dei giudici apostrofati come attivisti liberal. Quanto la differenza e gli equilibri nell Alta Corte possano contare, nel sistema giuridico e nella società americana, emerge dalla storia delle sue decisioni: la desegregazione delle scuole e il rafforzamento dei diritti civili furono istigati dalla Corte di Earl Warren nel 1954, prima che da governo e opinione pubblica. Scalia ha invece l onore di aver patrocinato, nel 2008, lo storico ampliamento del Secondo Emendamento al diritto individuale ad armarsi (tutt altro che chiaro nella Costituzione). Il bagaglio di Gorsuch, sia politico che giuridico, è dunque pesante. Il primo lo vede, se confermato dal Senato, sedersi in una Corte dove i nove magistrati sono spesso divisi quanto il Paese nonostante la tradizione di collegialità. Con una maggioranza conservatrice consolidata negli ultimi decenni grazie alla determinazione dei repubblicani (il loro Congresso aveva bloccato per dieci mesi La nomina. Il presidente Donald Trump ha scelto Neil Gorsuch nono componente della Corte suprema AP la nomina di un sostituto di Scalia da parte di Obama, il moderato Merrick Garland). Ma non impenetrabile: ago della bilancia si è rivelato anzitutto Anthony Kennedy nello scontro tra l ala destra che comprende il presidente della Corte John Roberts a fianco dei più militanti Sam Alito e Clarence Thomas e i giudici più aperti, Ruth Bader Ginsburg, Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Stephen Breyer. L arrivo di Gorsuch, nei piani repubblicani, potrebbe spingere proprio l 80enne Kennedy, al quale è vicino perché fu suo assistente, a ritirarsi. Per potersi accomodare tra gli alti magistrati, però, Gorsuch dovrà superare anzitutto il test del clima politico arroventato dall aggressività della Casa Bianca di Trump. La reazione ai suoi ordini anti-immigrati e anti-rifugiati (islamici) potrebbero diventare un problema costituzionale per la Corte dopo aver già generato rivolte nel governo. Un record di oltre mille dei 19mila diplomatici e funzionari del Dipartimento di Stato, in patria e all estero, hanno firmato un Dissent Cable, una protesta, sfidando derisioni e minacce del portavoce del Presidente, Sean Spicer: «Burocrati che se non aderiscono al programmma faranno meglio ad andarsene». Un clima che potrebbe spingere i democratici, sfoderando l ostruzionismo che al Senato impedisce di andare al voto senza l accordo di una maggioranza qualificata di due terzi, a cercare di bloccare la nomina di Gorsuch. Allo spettacolo orchestrato per la nomina da Trump un inedita cerimonia alla Casa Bianca in prima serata televisiva che ha vantato di aver mantenuto la promessa di scegliere un gran giudice, ha risposto la leader di minoranza della Camera, Nancy Pelosi, che lo ha definito «molto ostile». Il Presidente ha contrattaccato ieri invitando i repubblicani in Congresso se necessario a far passare il suo gran giudice con l opzione nucleare, cambiando cioè le regole parlamentari e cancellando il diritto al boicottaggio. È impossibile sapere, spenti i riflettori, quale figura di alto magistrato potrà davvero essere Gorsuch, se saprà o vorrà raccogliere, con lo scranno, l eredità di Scalia: la storia insegna che negli anni i giudici, protetti da un incarico a vita, hanno più d una volta valicato barriere ideologiche. Gorsuch, sulla carta, ha anche le qualifiche del candidato-prototipo alla Corte Suprema piuttosto che dell outsider caro a Trump: figlio d arte (la madre fu direttore seppur controverso dell Agenzia per la protezione ambientale con Reagan); studi alla Columbia e a Oxford oltre che a Harvard; anni da assistente di due giudici dell Alta Corte; infine un passaggio al Dipartimento della Giustizia sotto la presidenza di George W. Bush che nel 2006 lo insediò alla Corte d Appello di Denver in Colorado con il consenso parlamentare. Sciatore e pescatore, è soprattutto considerato un raffinato accademico e scrittore, qualità attribuite a Scalia e ricercate in candidati alla Corte che fanno storia con le loro opinioni. Uno studio sulle ideologie dei magistrati, condotto dall Università di Washington, lo definisce tuttavia «meno controverso» e contemporaneamente più conservatore dello stesso Scalia e impegnato a «limitare i diritti dei gay, l aborto e programmi per le minoranze». Le sue recenti decisioni sono state controverse: ha dissentito da una sentenza che prescriveva a strutture sanitarie controllate da enti religiosi di offrire la contraccezione richiesta da Obamacare. Si è dissociato dall ordine di riconsiderare una sospensione di fondi statali all associazione di pianificazione familiare Planned Parenthood. Ha messo in dubbio un precedente legale del 1984 il caso Chevron sul ruolo del governo, che delega alle autorità federali l interpretazione di normative e leggi nazionali ambigue. Dal 2000 ha inoltre condannato leggi sul suicidio assistito. Lo staff del presidente. Gli «strateghi dell insulto» e le loro mosse I dannosi alfieri di Trump di Mario Platero u Continua da pagina 1 Si privilegia una promessa elettorale o una scelta ideologica sull opportunità di governare al meglio. Così Trump, invece di riunire il Paese ha contribuito ad aggravarne le spaccature. I sondaggi lo confermano: gli indici di gradimento restano molto bassi, una media di realclearpolitics.com ci dice che il 57% degli americani disapprova l operato di Trump. Nello stesso periodo, Clinton aveva circa il 60% a favore, Eisenhower il 68%, Kennedy il 70%, Johnson quasi l 80%, Nixon il 60%, Ford il 70%, Carter quasi il 70%, Reagan il 55%, Bush Sr il 52%, Bush Jr il 60%, Obama il 70%. Trump è l unico, con il 43%, ad aver un gradimento al di sotto del 50 per cento. La spiegazione è scritta nella storia, dopo un elezione americana il nuovo vincitore cerca di abbracciare tutto il Paese, almeno nella forma. Ma la risposta è anche scritta nelle pagine di cronaca dei nostri giorni. Lo confermano i marchiani errori procedurali di certi ordini esecutivi, i toni provocatori, l antagonismo come regola, anche con gli amici. Se è giusto soddisfare e riconoscere i militanti che hanno contribuito a una vittoria elettorale, affidargli le chiavi della Casa Bianca è pericoloso. Ne abbiamo la prova in almeno dieci eventi a cui ha partecipato Trump in questi primi giorni della sua amministrazione. L ultimo? Non ha menzionato gli ebrei nel brevissimo comunicato con cui ha celebrato la giornata dell Olocausto. Non era mai successo prima, ma la base dell Alt Right è antisemita, attacca giornalisti ebrei per il semplice fatto di esserlo. E Trump è stato accusato di averlo fatto per accontentare quella base incoraggiato da uno dei suoi fedelissimi. Forse Trump non si accorge del danno che gli deriva dal consiglio dei suoi alfieri elettorali, nella loro testa in corsa elettorale permanente. Eppure sembrava che avesse capito quanto fosse importante farlo: subito dopo la vittoria, Trump non aveva dato un incarico operativo a Stephen Bannon,ideologo dell Alt Right, figura centrale per la vittoria elettorale. Lo aveva nominato semplicemente consigliere strategico. La scelta del capo di gabinetto, di colui che ha in mano l agenda della Casa Bianca cadde invece su Reince Priebus, presidente del Partito Repubblicano, una figura moderata, punto di unione con un partito molto distante dal Trump candidato. «Trump si prepara a un governo serio», si diceva. Sul piano pratico però, alla fine hanno prevalso gli strateghi dell insulto. Per primo Bannon, fomentatore di movimenti di estrema destra attraverso il suo gruppo editoriale Breitbart News, nemico giurato dei giornalisti («dovreste stare zitti, smetterla di parlare e riflettere invece sui vostri errori» aveva detto al New York Times). C è poi l ex generale Michael Flynn, capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale considerato durissimo, molto ideologico, reattivo e l unico ex militare non apprezzato dalle forze armate per il suo modo di fare istrionico e superdecisionista. Il terzo personaggio chiave è Kellyanne Conway, stratega della comunicazione, anche lei consigliere del Presidente e, infine, il portavoce Sean Spicer che passerà alla storia per aver convocato i giornalisti alla prima conferenza stampa della presidenza Trump solo per attaccarli: erano colpevoli, diceva, di aver sottostimato l 1,2 milioni di persone venute all inaugurazione secondo Trump. Al massimo, secondo ogni stima, saranno stati 500mila! Abbiamo poi saputo che era andato a parlare alla stampa senza preavviso su ordine di Bannon. Sono loro, i quattro, ad aver preso il controllo della Casa Bianca e dell agenda politica. Hanno scritto gli ordini esecutivi, ora sul Messico, ora sugli immigrati da sette Paesi prevalentemente musulmani, e su tutto il resto. Linea dura contro i cinesi ad esempio, «bloccheremo l accesso alle loro isole artificiali» diceva Trump. Per sentirsi dire da Pechino che sarebbe stato un atto di guerra. Questi ordini, e altri sono stati approvati da Trump soprattutto su suggerimento di Bannon in particolare, senza mai interpellare chi, nell amministrazione, rappresenta la voce dell esperienza. Ci sono infatti i moderati, John Kelly, capo della Sicurezza Interna, Rex Tillerson - confermato ieri sera dal Senato segretario di Stato - Dan Coats, un ex senatore che guiderà la National Intelligence, Jim Mattis, segretario al Pentagono. Sono stati ignorati. Né sono mai stati consultati i repubblicani in Congresso o gli esperti, quelli veri, in grado di neutralizzare ordini esecutivi/mine vaganti. Ma forse la strategia è quella di far esplodere un caso. Di restare al centro delle news, di dominare la scena. Del resto Trump lo aveva già detto nel suo libro The Art of the Deal : «Entra in una stanza per negoziare, fai esplodere una granata. Esci dalla stanza. Poi rientri e fai l accordo». Forse, ma finora abbiamo visto molte granate e pochi accordi. TRIBUNALE DI TORINO Fallimento n. 215/2013 AVVISO DI VENDITA IMMOBILIARE SENZA INCANTO Il sottoscritto Dott. Paolo Cacciari con studio in Torino, Via G. Casalis n. 49, delegato per le operazioni di vendita relative al fallimento n. 215/13 dal Giudice Delegato Dott.ssa Giovanna Carla Dominici con provvedimento del avvisa di quanto segue: Vendita senza incanto LOTTO UNICO, in TORINO, Strada del Drosso n. 128/36 Piena proprietà di un fabbricato produttivo elevato ad un piano fuori terra insistente su terreno con superficie catastale di are (mq 5.430). Prezzo base Euro ,00 (offerta minima pari al 75% del prezzo base: Euro ,00). Vendita senza incanto ore Curatore Fallimentare Dott. Paolo Cacciari tel TRIBUNALE DI NOVARA FALL. n. 24/14 R.F. (3º esperimento). Borgomanero (NO): Lotto 12 Via Gozzano, 57. Capannone artigianale, con annesso sedime di terreno, di mq Prezzo Base Euro ,00 (Offerta Minima Euro ,50). Professionista Delegato Notaio Emanuele Caroselli c/o studio in Novara, Vicolo Canonica, 26. Vendita senza incanto: 23/03/2017 ore 09:30. Maggiori informazioni presso il delegato o presso il Curatore Dott. Daniele Frè tel e su e (A319421). TRIBUNALE DI BERGAMO Solza (Bg) - via San Rocco In complesso industriale di circa mq. (di cui mq. coperti): Palazzina di tre piani f.t. ed uno TRIBUNALE DI BERGAMO 21/03/2017 ore Prezzo base Euro ,00. Prossima pubblicazione: 16/02/2017 Per questa pubblicità: TRIBUNALE DI ROMA SEZ. FALLIMENTARE C.P. 56/2013 LORENZO A MARE SRL AVVISO DI VENDITA SENZA INCANTO G.D. Dott. Claudio Tedeschi - - TRIBUNALE DI NOVARA FALL. n. 55/11 R.F. (3 esperimento). Lotto 1 Recetto (NO), Via Fiume Sesia, 5. Capannone industriale con annessi uffici, abitazione, locali accessori ed area di pertinenza. Prezzo Base Euro ,00 (Offerta Minima Euro ,00). Delegato Notaio Emanuele Caroselli c/o studio in Novara, V.lo Canonica, 26. Vendita senza incanto: 23/03/2017 ore 09:30. Maggiori informazioni presso il delegato tel e presso il Curatore Dott. Daniele Frè tel fax e sui siti e (A267651). TRIBUNALE DI BERGAMO Osio Sotto (Bg) via L. da Vinci sn Complesso immobiliare TRIBUNALE DI FORLÌ Concordato Preventivo n. 10/2015 LOTTO N. 17: LOTTO N. 18: LOTTO 30: LOTTO 31,,, TRIBUNALE CIVILE DI ROMA SEZIONE FALLIMENTARE FALL. n. 480/12 R.F. G.D. Dott. Claudio Tedeschi Curatore: Avv. Raffaele Cappiello L Avv. Raffaele Cappiello, con studio in Roma alla Via San Sebastianello 6, AVVISA Che il giorno 22/03/2017 ore presso il proprio studio di Roma si terrà la procedura competitiva di vendita della piena proprietà dei seguenti BENI IMMOBILI. Lotto 3: Comuni di Pianella (PE), Via dei Platani, 59. Complesso industriale, in pessimo stato di conservazione e con evidenti problemi strutturali e impiantistici e presenza di amianto, per superficie complessiva di ca. mq e terreni per ca. mq Prezzo base Euro ,00, offerta minima Euro ,00, in caso di gara aumento minimo Euro ,00. Deposito offerte entro le ore del 21/03/2017 presso lo studio del curatore. Onorari del notaio rogante l atto di trasferimento Euro oltre IVA; costi cancellazione iscrizioni euro 250 oltre IVA per ciascuna formalità. Maggiori info in Cancelleria Fallimentare e presso il Curatore tel. 06/ ; fax 06/ ; mail PEC Ulteriore documentazione su: e (Cod. A343875).

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4 Giovedì 2 Febbraio 2017 IL GIORNALE DELLA FINANZA 24FinMerc OCCHIALERIA Lvmh diventa socio di Marcolin Monica D Ascenzo u pagina 28 AUTO Volkswagen, accordo da 1,1 miliardi per i diesel 3 litri negli Usa Andrea Malan u pagina 29 RAPPORTO R&S Ritornano a crescere i ricavi della tv in Italia Antonella Olivieri u pagina 30 Credito. Le nuove azioni verranno offerte a 8,08 euro, ieri il titolo ha chiuso a 26,6 (+5,7%) UniCredit, il maxi-aumento sarà offerto al 38% di sconto Confermata la garanzia sull operazione al via lunedì IMAGOECONOMICA Marco Ferrando punicredit fissa il prezzo del suo aumento di capitale da 13 miliardi, atteso sul mercato da lunedì 6 febbraio a venerdì 10 marzo: le nuove azioni verranno offerte a 8,08 euro con uno sconto del 38% sul Terp, il prezzo teorico dopo lo stacco del diritto di opzione, calcolato ai valori di ieri. Seduta che il titolo ha chiuso sugli scudi a 26,6 euro (+5,7%), sulla scia di alcuni report che avevano migliorato la propria visione sulla banca. La cifra si colloca all interno delle stime di mercato, che avevano fissato la forchetta possibile tra il 30 e il 40% del Terp. La decisione approvata ieri all unanimità del consiglio si colloca nella parte alta, d altronde l ammontare della manovra - i 13 miliardi di nuova carta valgono quasi i 16,5 miliardi di quella vecchia, cioè l attuale capitalizzazione di Borsa - è tale da richiedere un particolare incentivo ai vecchi e soprattutto ai nuovi azionisti. In ogni caso avrebbe potuto essere più alto: per la cronaca, lo sconto offerto da Jean Pierre Mustier tiene conto dei riscontri incassati in fase di road show ed è inferiore a quello della manovra da 7,5 miliardi lanciata sempre da UniCredit cinque anni fa (43%). Continua u pagina 27 Il rafforzamento patrimoniale e i suoi effetti Ingresso e utilizzo del nuovo capitale. In punti base 164 Cessioni annunciate: Pekao, Pioneer, Ucraina, Fineco 20% 345 Aumento di capitale Fonte: elaborazione su dati UniCredit Risparmiatori. Sottoscrivere l aumento, vendere le opzioni o fare un mix delle due Le tre «strade» per gli azionisti Luca Davi pl aumento di capitale da 13 miliardi di euro di UniCredit è pronto a partire. Lunedì 6 scatterà l offerta di sottoscrizione delle nuove azioni al prezzo di 8,09 euro per azione. E per i piccoli azionisti si porrà la questione consueta in questi casi: aderire o non aderire all offerta di sottoscrizione? Va detto che l operazione in rampa di lancio non è facilmente 30 Altro 41 Dinamiche di capitale 2017/ Costi di ristrutturazione 168 Rafforzamento CET1 oltre il 12,5% 224 Svalutazione crediti comparabile, proprio per le dimensioni monstre, a precedenti rafforzamenti patrimoniali. L ultima ricapitalizzazione di UniCredit risale al 2012, quando l istituto allora guidato da Federico Ghizzoni e presieduto da Dieter Rampl, varò un aumento da 7,5 miliardi. All epoca la rapitalizzazione avvenne con un offerta di azioni a sconto del 43% circa rispetto al prezzo teorico ex diritto (Terp) delle azioni ordinarie sulla base dei prezzi ufficiale di allora. Questa volta lo sconto sul Terp è pari al 38%, un dato più o meno in linea con le stime, che si aggiravano sul 35-40%. Lo sconto sul Terp, come noto, cresce proporzionalmente alla necessità per l emittente di rendere più appetibile agli occhi degli investitori la sottoscrizione del nuovo capitale. Continua u pagina 27 Riassetti. La banca risponde al sindacato che dice no all operazione - Il cda del Leone al lavoro per preservare l integrità del gruppo Intesa: valorizzeremo gli agenti Generali Laura Galvagni pi termini dell offerta non sono ancora pronti e la questione, assicurano da Intesa Sanpaolo, non sarà oggetto di delibera né al cda di oggi né a quello di domani convocato solo per i conti, tuttavia Ca de Sass sembra essere davvero intenzionata a muovere sulle Generali. La conferma arriva dal botta e risposta a distanza tra il presidente degli agenti Generali, Vincenzo Cirasola, e la banca stessa, avvenuto nel pomeriggio di ieri. Il primo, in una lettera inviata ai vertici della compagnia, il presidente Gabriele Galateri di Genola e l amministratore delegato Philippe Donnet, ha espresso il proprio parere negativo a un operazione sull asse Milano-Trieste paventando altrimenti la distruzione di ANALISI «un azienda italiana fiore all occhiello del Paese». Cirasola ha chiesto quale spazio occuperà il core business assicurativo nell eventuale progetto di Intesa e soprattutto si è interrogato su «chi salverà l italianità delle assicurazioni», sollevando quindi il nodo delle ricadute occupazionali. Legate, peraltro, alle voci di un possibile «spezzatino» del gruppo assicurativo. Sul punto ha quindi inaspettatamente risposto una fonte vicina all istituto che reagendo d istinto ha voluto mettere nero su bianco un paio di punti fondamentali: Intesa non intende fare «strame» delle Generali e ha sempre difeso i propri dipendenti e i livelli occupazionali. Continua u pagina 26 Intesa verso il target dividendi, poi valuterà il dossier Leone di Alessandro Graziani Alla vigilia del consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo per l approvazione dei risultati del 2016, il chief executive officer Carlo Messina e il suo team di stretti collaboratori continuano l esame del dossier Generali. Il complesso lavoro di messa a punto del progetto, che trasformerebbe la banca in un colosso dell asset management, è ancora in corso e l esito non è scontato. Pare certo però - da quanto trapela dal cantiere dei lavori in corso fra gli advisor Ubs, Mc Kinsey e studio Pedersoli - che nessun annuncio arriverà domani quando il cda di Intesa Sanpaolo presieduto da Gian Maria Gros-Pietro si limiterà ad approvare i conti dell esercizio Continua u pagina 26 Il governo. Possibile emendamento al Ddl concorrenza - Nuovi obblighi di informazioni a Consob Sulle scalate una norma «anti scorrerie» 5% La prima soglia Al superamento di determinate quote, obbligo di disclosure aggiuntive La legge concorrenza potrebbe riemergere dal lungo letargo, che dura ormai da 20 mesi, con un emendamento a sorpresa: la norma anti scorrerie sulle scalate finanziarie. Il governo vuole infatti procedere con una nuova regolamentazione per garantire trasparenza sulle strategie di investimento che hanno come obiettivo aziende italiane. Al superamento di determinate soglie di partecipazione, il 5, il 10, il 15, il 20 e probabilmente il 25%, scatterebbe un obbligo di disclosure aggiuntivo rispetto a quanto già previsto per le società quotate dalla direttiva transparency. L investitore dovrebbe comunicare ad esempio alla Consob gli obiettivi che si propone di raggiungere entro un preciso arco di tempo, se agisce di concerto con altri, se punta ad acquisire il controllo della società, se intende nominare uno o più membri all interno degli organi di amministrazione o di controllo. «Mai più un caso Vivendi» è il pensiero del governo secondo il quale quell operazione è stata condotta in modo opaco. Si guarda ovviamente anche a possibili nuove mosse francesi su gruppi italiani strategici. Se i tempi del disegno di legge concorrenza, attualmente all esame del Senato, dovessero allungarsi ancora non si può escludere che la norma venga agganciata a un altro provevdimento. Carmine Fotinau pagina 28 Finanza 24 PIAZZA AFFARI I bilanci, le notizie e le analisi sulle società quotate in Borsa Hi tech. Numeri record per Cupertino grazie all iphone, ma Mountain View diventa il marchio più ricco Apple vola ma Google diventa «regina» Marco Valsania NEW YORK Apple torna a far volare le vendite di iphone e resta al comando delle graduatorie di capitalizzazione di Borsa. Ma questo non basta a fermare il sorpasso di Google quando si tratta di valore del marchio: il re dei motori di ricerca e della pubblicità online, oggi motore del gruppo Alphabet con estensioni tentacolari dall auto allo spazio, ha surclassato la rivale di Cupertino per la prima volta in sei anni. Il risultato è nella speciale classifica compilata da Brand Finance Global 500. Il brand di Apple è crollato a 106 miliardi di dollari nel 2016, un calo del 36 per cento. Google, al contrario, si è impennato a 109,4 miliardi da 88,2 miliardi. La ragione? «Apple ha faticato a mantenere il suo vantaggio tecnologico con i nuovi modelli di iphone, che offrono redditività decrescente, mentre il mercato cinese è oggi affollato di concorrenti locali», ha sentenziato David Haigh, chief executive di Brand Finance. Apple non può lamentarsi, nell'immediato, della sua performance. Nell ultimo trimestre ha battuto le attese con entrate record, +3,3% a 78,4 miliardi, dopo tre trimestri di declini, spinta proprio dalla domanda del nuovo modello iphone 7. I profitti sono scesi leggermente, del 2,6% a 17,89 miliardi, ma gli utili per azione di 3,36 dollari hanno ugualmente superato i 3,21 dollari previsti. Il fatturato da smartphone è lievitato del 5% a 54,38 miliardi e quello della divisione Servizi del 18% a 7,17 miliardi. Anche il prezzo medio di vendita degli iphone è salito a 695 dollari da 691, un record trainato dal modello di fascia più alta 7 Plus. «Un trimestre esplosivo», ha assicurato l'amministratore delegato Tim Cook. E Wall Street ha spinto le azioni in rialzo del 6% in tre mesi e del 2% ieri. Ma le sfide aperte restano. I tablet ipad sono tuttora in difficoltà, con una flessione del 22% a 5,53 miliardi. E sotto il profilo geografico la strategica regione della Grande Cina ha sofferto in declino del 12% a 16,23 miliardi. Il margine lordo di profitto del gruppo è diminuito al 38,5% dal 40,1 per cento. E la quota di mercato degli iphone negli Stati Uniti è stata del 31%, testa a testa con il 29% dei Samsung. Che dentro hanno il cervello - e il brand - di Google. Le società di oggi Alitalia 29 Apple 25 Bosch 29 Fondaco 27 Generali 25,26 Google 25 Intesa Sanpaolo 25,26 Luxottica 28 Lvmh 28 Marcolin 28 Novartis 28 Parmalat 28 Roche 28 Safilo 28 UniCredit 25,27 Volkswagen 29

5 26 Finanza & Mercati Assicurazioni. La banca ribadisce di avere un piano per il Leone: no allo spezzatino sì al mantenimento dei livelli occupazionali Intesa: valorizzeremo gli agenti Generali Il mercato aspetta l offerta - Il cda di Trieste intende preservare l integrità del gruppo Laura Galvagni u Continua da pagina 25 pper questo, fonti vicine alla banca, hanno spiegato a Radiocor Plus che i piani di Intesa Sanpaolo riguardanti il gruppo Generali, sui quali il management è al lavoro, hanno come riferimento la valorizzazione del ruolo degli agenti nella nuova combinazione. Come è noto, hanno aggiunto le stesse fonti, il gruppo Intesa Sanpaolo ha come tratto fondamentale della propria identità la tutela dell occupazione e lo sviluppo professionale dei propri dipendenti. Quanto poi alle considerazioni svolte riguardanti la presenza internazionale del gruppo Generali, la banca ha fatto notare che lo stesso piano di impresa della compagnia del Leone, presentato nello scorso novembre, prevede una significativa riduzione della dimensione internazionale del gruppo. In realtà, non si può parlare di significativa riduzione del perimetro. Anzi, se è vero che nel business plan la compagnia ha previsto l uscita da paesi è altrettanto certo che quelle realtà contribuiscono in misura assai marginale ai risultati della compagnia. In particolare, valgono appena il 5% dei premi totali e l 1% del risultato operativo ma soprattutto hanno un Roe inferiore al 5% quindi ben distante dal valore espresso dalla holding e superiore al 12%. Tanto che il IL NO DEI SINDACATI Il presidente degli agenti Generali si scaglia contro l operazione che a suo parere potrebbe distruggere la compagnia assicurativa complesso di tutte le valorizzazioni potrebbe portare nelle casse del Leone al massimo 1 miliardo di euro. Diversamente, Intesa potrebbe doversi scontrare con l Antitrust italiano e quindi dover mettere mano al perimetro nel paese con la cessione, potenzialmente, di Alleanza. Dismissione, nel caso, che potrebbe valere fino a 3,5 miliardi e per la quale potrebbero mostrare un certo interesse i grandi big come Allianz, Axa o Zurich. Detto questo, non è possibile fare altre previsioni rispetto a quello che potrebbe essere il progetto di Ca de Sass che, come ha più volte ribadito in maniera informale, non intende comunque fare alcuno spezzatino delle Generali. Piuttosto è possibile che voglia concentrarsi su quei 6-9 paesi dove le Generali stesse, nel proprio piano, dicono di voler consolidare e rafforzare la presenza. Da capire gli altri paesi meno rilevanti, ma sui quali Trieste intende comunque promuovere una crescita disciplinata, che ruolo potrebbero avere nel progetto di Intesa Sanpaolo. E a queste domande, probabilmente, potrebbe dover rispondere il ceo dell istituto, Carlo Messina, durante la conference call con gli analisti prevista per domani a commento dei risultati Si vedrà. Intanto il ceo avrà certamente accolto positivamente le dichiarazioni del nuovo presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia. Il numero uno ha detto che la questione Intesa Sanpaolo- Generali è «una partita apertissima, e ora è difficile immaginare come finirà. Noi abbiamo l 1,268% della compagnia, è una presenza storica». Quaglia ha quindi chiosato: «È un momento di riflessione per tutti, non abbiamo pregiudiziali». Dal punto di vista dei soci sarà certamente dirimente il prezzo che verrà eventualmente messo sul piatto dall istituto. Il mercato ritiene che possa essere ragionevole un offerta che valorizza il Leone almeno 17 euro, tanto più se sarà con scambio carta contro carta. Diverso il discorso del cda che oltre a compiere valutazioni di carattere economico dovrà evidentemente valutare anche il profilo strategico dell offerta. La priorità, in questo senso, è preservare l integrità del gruppo. Il dossier Generali. Intesa studia le mosse per un eventuale offerta ASSICURAZIONI Il Leone con Google per la polizza casa Si parte in Germania pgenerali lancerà una polizza assicurativa casa che utilizza la tecnologia smart-home fornita da Nest Labs, società del gruppo Google-Alphabet. La partnership - precisa una nota - REUTERS sarà avviata in Germania, dove già è stato lanciato il programma Vitality e dove il prodotto sarà proposto ai clienti di CosmosDirekt, principale assicuratore diretto nel Paese, da fine febbraio. Il prodotto spiega l azienda «rappresenta un ulteriore dimostrazione della strategia di Generali finalizzata alla creazione di valore di lungo periodo grazie all uso di tecnologie innovative nelle diverse unità del business assicurativo». L ANALISI Alessandro Graziani Intesa verso il target dividendi, poi valuterà il dossier Generali u Continua da pagina 25 più atteso dagli investitori sarà L evento la conference call in cui venerdì pomeriggio il ceo Carlo Messina risponderà agli analisti, dando inevitabilmente indicazioni anche sul caso Generali e sull ipotesi di dare vita a un aggregazione che crei un competitor di dimensioni globali nel settore del risparmio. Quanto globale è tutto da vedere, anche se il nuovo piano triennale di Generali già aveva ristretto le prospettive d interesse a a 6-9 mercati nazionali dai 15 attuali. Le modalità dell eventuale deal sono «ancora oggetto di valutazioni», si sottolineava ieri nello staff di Messina, ma l ipotesi prevalente secondo gli analisti è quella di un offerta pubblica di scambio azionario, forse con una componente cash. Le valutazioni di mercato delle due aziende sono quindi rilevanti ai sensi dell Ops e in questo senso possono risultare decisivi i risultati di bilancio 2016 che Intesa e Generali si apprestano ad annunciare. Domani sarà la volta di Intesa Sanpaolo che, secondo il piano d impresa, ha previsto maxi-utili e un monte dividendi di tre miliardi. Malgrado le svalutazioni di crediti aggiuntivi e imprevedibili a inizio piano (a partire da Alitalia) e gli oneri di sistema (fondo di risoluzione e fondo Atlante), ieri sera tra i I CONTI DI TRIESTE L uscita del dg Minali che avrebbe dovuto validare i risultati del bilancio 2016 I nodi di Mps e Alitalia LA PAROLA CHIAVE Asset management 7 Termine inglese con cui si traduce genericamente la «gestione del risparmio». Per asset management si indica, in particolare la gestione di un portafoglio o di un gruppo di classi d'investimento quali azioni, obbligazioni o liquidità. collaboratori e advisor di Messina c era grande fiducia di centrare anche per quest anno il target di dividendo annunciato agli investitori. Domani si alzerà il velo definitivo sui conti e si saprà se davvero Intesa avrà colto un target ambizioso, che fino a poche settimane fa pareva in bilico anche per le discutibili richieste prudenziali della Vigilanza Bce all intero sistema bancario italiano. Per poter ragionare compiutamente sui valori di un Ops possibile, il mercato avrebbe bisogno di conoscere in tempi rapidi anche i conti delle Generali. Ma giustamente la compagnia, possibile target di Intesa, procede secondo il proprio calendario finanziario che prevede i conti a metà marzo. Anche per le Generali non mancano i dossier che possono portare a svalutazioni contabili impreviste, da Mps ad Alitalia. L uomo che aveva in mano le redini del bilancio di Generali, il direttore generale e cfo Alberto Minali, è stato licenziato il giorno dopo l annuncio dell interesse di Intesa per il colosso assicurativo italiano. Fatto che ha suscitato più di una perplessità anche dentro Intesa Sanpaolo. Pure per Trieste si profila un esame della qualità e sostenibilità dei conti da parte del mercato. M&A Bnp Paribas cede il 17,9% della controllata First Hawaiian Credito Bbva, profitti in calo Pesa il caso Messico Strategie. Ricevuto il decreto Veneto Banca e Pop. Vicenza, via ai bond garantiti dal Mef pbnp Paribas ha ceduto il 17,9% della sua controllata statunitense First Hawaiian per circa 800 milioni di dollari (741 milioni di euro). Lo ha annunciato ieri il gruppo bancario francese, sottolineando che l operazione fa parte della strategia di rafforzamento patrimoniale della banca. Nel dettaglio la controllata del gruppo francese ha venduto 25 milioni di azioni First Hawaiian, pari al 17,9% dell istituto di credito di Honolulu a 32 dollari per azione. Il gruppo Bnp Paribas stima che la vendita porterà un beneficio al proprio common equity Tier 1 ratio di circa 0,1 punti percentuali. La transazione fa parte di un processo di vendita di First Hawaiian iniziato lo scorso agosto con il listing della controllata; il gruppo francese stima che l operazione porterà un incremento del core capital ratio di circa 0,4 punti percentuali. Il gruppo Bnp Paribas, uno dei maggiori istituti di credito del Vecchio Continente è stato in utile in tutti gli ultimi dieci anni di crisi e, in questo momento, pare volere incrementare la propria solidità patrimoniale anche per prevenire un possibile ritorno della crisi finanziaria globale. L operazione annunciata ieri è stata accolta positivamente alla Borsa di Parigi dove il gruppo Bnp ha terminato le contrattazioni a 60,6 euro per azione, in rialzo del 2,45% rispetto alla seduta di martedì. pbbva ha chiuso il quarto trimestre 2016 con utili in calo del 28%, più o meno in linea con le stime del mercato. L utile netto del gruppo spagnolo è sceso 678 milioni di euro dai 940 milioni dello stesso periodo 2015, per via degli accantonamenti, pari a 577 milioni di euro, legati ai risarcimenti disposti da un verdetto della Corte di Giustizia europea ad alcuni clienti che avevano acceso mutui a tasso variabile. Il risultato è stato leggermente superiore ai 540 milioni attesi dagli analisti ma il titolo ha comunque chiusol le contrattazioni di ieri in flessione dell 1,4%, a 6,188 euro per azione anche sulle dichiarazioni del vertice del gruppo sulle incertezze che riguardano le attività in Centro e Sud America.Nel dettaglio, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA ha spiegato agli investitori di attendersi un rallentamento della crescita nel suo business messicano quest anno dopo le elezioni del presidente Usa, Donald Trump. I proventi netti del business messicano, che generano circa metà dell utile Bbva, sono scivolati (in euro) del 6% nel quarto trimestre del Le politiche di Trump sono una sorta di incertezza per il Messico, ha sottolineato Carlos Torres, chief executive officer nella conference call di ieri: la determinazione con cui il presidente Usa intende uscire dal North American Free Trade Agreement e imporre tasse di frontiera impatteranno sulla crescita e, indirettamente, sul gruppo bancario iberico. panche la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca emetteranno obbligazioni garantite dallo Stato per finanziarsi e allentare le tensioni sulla liquidità. I due istituti hanno comunicato di «aver ricevuto» dal Tesoro «il decreto» che autorizza lo 'scudo' statale e di aver già «avviato l operatività necessaria» per l emissione dei bond. Le banche hanno in scadenza obbligazioni per circa 3,3 miliardi di euro nel 2017 e nel corso del 2015 e d

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    Quelle «fantasie» sull evasione fiscale Il recupero vantato da Renzi sul suo blog include anche dati non riconducibili all accertamento

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Il privato cittadino, dovendo scegliere fra un negozio che gli dà la possibilità di partecipare senza spesa a una lotteria rispetto a uno che non dà questa Le risposte ai lettori possibilità, immagino sceglierebbe il primo, a parità di condizioni. Ancora di più che se la cosa fosse obbligatoria per tutti, su base opzionale si trasferirebbe materia imponibile a un esercente trasparente e corretto con ovvi benefici sul gettito complessivo per le casse erariali. Leggo con stupore sul Sole 24 ore della settimana scorsa che il nuovo governo si è impegnato a sopprimere questa facoltà (non obbligo). Perché questo passo indietro nella lotta contro l evasione fiscale visto che su base opzionale avrebbe fatto emergere i contribuenti onesti (negozianti, artigiani, professionisti) e avrebbe dato loro un vantaggio competitivo nei confronti di quelli disonesti. Enrico Danelli Merate (LC) La lotteria collegata agli scontrini è una delle novità più sostanziose presentate nel quadro delle misure antielusive e di contrasto all evasione. Aggiungo che l attuale versione MARTEDÌ MERCOLEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ SABATO Gianfranco Fabi Fabrizio Galimberti Guido Gentili Adriana Cerretelli Salvatore Carrubba Domenico Rosa Le lettere vanno inviate a: Il Sole-24 Ore "Lettere al Sole-24 Ore" Via Monte Rosa, Milano includere per favore nome, indirizzo e qualifica del provvedimento di recente emendato in Parlamento ha introdotto alcuni correttivi per incentivare l utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, con l aumento del 20% delle probabilità di vincita dei premi (di natura fiscale) della lotteria per chi paga con carte di credito o bancomat rispetto a chi effettua le transazioni in contante. Lei pone il tema dell emersione competitiva degli operatori onesti, io attendo di conoscere il testo finale. Ma le dico subito che non è detto che la lotteria funzioni pienamente (pensi ad esempio se acquirente e venditore si mettono d accordo per uno scontrino di valore più basso a quanto effettivamente pagato). E poi qualche perplessità mi viene dalla lettura dell elenco dei Paesi che hanno giocato questa carta: Portogallo, Albania, Slovacchia, Grecia, Malta, Romania... Tutti Paesi rispettabili, ma siamo sicuri che contro l evasione fiscale non ci siano da copiare altre PROPRIETARIO ED EDITORE: S.p.A. PRESIDENTE: Giorgio Fossa VICE PRESIDENTE: Carlo Robiglio AMMINISTRATORE DELEGATO: Franco Moscetti Educazione finanziaria, costa di più non farla IL DIBATTITO E LE IDEE Quelle «fantasie» sull evasione fiscale Il recupero vantato da Renzi sul suo blog include anche dati non riconducibili all accertamento LA TUTELA DEI RISPARMIATORI di Annamaria Lusardi Ci sono alcune somiglianze tra l inizio del 2017 e il Un anno fa si parlava di bail-in, ma anche di educazione finanziaria per salvaguardare i risparmiatori. Un anno dopo si parla di nuovo di decreto legge salva banche e di educazione finanziaria. Questa volta però, le indiscrezioni sul Dl banche sembrano autorizzare la speranza che il più trascurato dei due temi riceverà qualche attenzione in più rispetto al passato. Tutti i sondaggi parlano chiaro. Il livello della conoscenza finanziaria in Italia è molto basso e molto più basso della maggioranza degli altri Paesi europei. L analisi dei nuovi dati su un campione di dieci Paesi europei pubblicati proprio lo scorso lunedì in un rapporto di Allianz fatto in collaborazione con il Global Financial Literacy Excellence Center vede l Italia fanalino di coda. Rispetto a Paesi come l Austria, il Belgio, la Francia, la Germania, l Olanda, il Portogallo, il Regno Unito, la Spagna e la Svizzera, l Italia si colloca ultima o penultima in quasi tutte le domande che misurano i concetti base della finanza, l abc della conoscenza finanziaria. Più del 30% degli Italiani non sa calcolare il 2% su una somma di 100 euro. La conoscenza più bassa si riferisce al rischio e alla diversificazione del rischio, un fatto di cui avevamo preso amaramente nota lo scorso anno guardando agli investimenti dei risparmiatori di Banca Marche, Banca Etruria, CariFe e Carichieti. I costi dell ignoranza finanziaria sono spaventosi. L ignoranza è un po come quelle malattie silenziose che si annidano nel corpo senza particolari sintomi che siano visibili a occhio nudo, per poi esplodere al momento dei test, quando talvolta è troppo tardi per curarle. Il costo delle scelte sbagliate dei mutui negli Stati Uniti si è trasformato in una enorme crisi finanziaria non solo per le famiglie ma per l intera economia. Se ci riferiamo solo al comportamento relativo alle carte di credito, secondo le nostre stime, più di un terzo delle spese relative a interessi e altri costi del credito per intenderci più di 3,5 miliardi di dollari nel 2009 è dovuto alla mancanza di conoscenza finanziaria, ovvero a costi che potevano essere evitati. Sempre negli Stati Uniti, si è stimato che l ammontare dei mancati rendimenti degli investimenti azionari dovuti a commissioni e altre spese si aggira intorno ai 100 miliardi di dollari, e questi costi sono sostenuti soprattutto da chi ha bassi livelli di alfabetizzazione finanziaria. I costi dell ignoranza finanziaria sono alti anche nella semplice gestione del conto bancario, non di complessi portafogli. Secondo recenti stime, il mancato utilizzo di tecnologie come online banking, unito all ignoranza finanziaria crea perdite di ricchezza anche nello strumento finanziario più semplice che tutti possediamo, ovvero il conto corrente. In passato abbiamo creduto di poter risparmiare dei soldi rinunciando all educazione finanziaria? Purtroppo anche l ignoranza finanziaria costa. Non solo i costi ci sono, ma sono anche alti, e se non vengono pagati adesso, saranno pagati nel futuro. Se le risorse da investire nell educazione dei cittadini non sono sufficienti dobbiamo intervenire anche noi. Ci sono varie organizzazioni in Italia che si stanno occupando di alfabetizzazione finanziaria, dalle organizzazioni dei consumatori, al Museo del Risparmio di Torino che è nato proprio per promuovere l educazione finanziaria. Lavoriamo con loro. E possiamo fare molto nelle scuole e nelle università in modo che i nostri giovani siano meglio preparati a capire il nuovo mondo finanziario che si apre di fronte a loro, e per non creare nuove vittime e nuove povertà. Promuovere l educazione finanziaria significa fare prevenzione invece di interventi drastici quando i problemi si sono protratti così a lungo che non sono nemmeno più curabili con semplici medicine. I costi allora sì che esplodono. Il 2017 non deve diventare una triste continuazione del No grazie, non abbiamo tempo da perdere. Una cosa che ci insegna la finanza, è che il tempo è denaro. L educazione finanziaria non può più aspettare. Annamaria Lusardi è docente di Economia alla George Washington University School of Business e direttice del Global Financial Literacy Excellence Center. Scrive di finanza personale per il Wall Street Journal di Giulio Tremonti Sul blog di Matteo Renzi si può (tra l altro) leggere quanto segue: «Rottamare Dracula... è arrivata la sorpresa e il 2016 ha frantumato il record storico di recupero dell evasione: 17 miliardi. Il precedente era stato stabilito ancora dal nostro governo nel 2015: 14,9 miliardi. Un risultato fantastico, superiore alle aspettative». Fantastico appunto, nel senso letterale del termine (Wikipedia: «Il fantastico è un genere di narrazione basato sulla rappresentazione di elementi e situazioni immaginarie che esulano dall esperienza quotidiana, straordinarie, che si ritiene non si verifichino (molto probabilmente) nella realtà comunemente sperimentata. Elementi che possono definire una situazione fantastica sono l intervento del soprannaturale o del meraviglioso, come la magia o una invenzione tecnologica futuribile, ma non solo. All interno del vasto ambito del fantastico si possono raggruppare un ampia schiera di generi differenti, tra i quali l orrore, la fantascienza, il fantasy, il gotico».). Dai Carpazi (la patria del conte Dracula) all Italia il passaggio non è in realtà così fantastico. Al riguardo sia infatti consentito notare quanto segue: edata la struttura sequenziale tipica dell attività di recupero dell evasione fiscale (controlli, verifiche, avvisi di accertamento, ricorsi, adesioni, etc.) i risultati di un anno vanno riportati indietro di alcuni, spesso di molti anni. E dunque, nel caso, incorporando anche l azione fatta dai precedenti Governi, inclusi i Governi Letta e Monti; rle serie storiche su cui si calcolano le entrate fiscali non sono mai omogenee. Ma quest anno, a differenza che negli anni passati, sono state particolarmente disomogenee, incorporando una straordinaria quota