Servizio blocco chiamate | Nokia 3310 chiamate d'oca

Nokia 3310 - Servizio blocco chiamate

Nokia 3310 - Servizio blocco chiamate

Servizio blocco chiamate

Questo servizio di rete consente di limitare le chiamate in entrata e in uscita dal
telefono. Per questa funzione è necessaria la password per il blocco delle
chiamate fornita dall'operatore della rete locale.

1. Selezionare una delle seguenti restrizioni di chiamata:

Chiamate uscenti

: non è possibile effettuare alcuna chiamata.

Chiamate internazionali

: non è possibile effettuare chiamate all'estero quando

ci si trova nel proprio Paese.

88

Copyright

©

2003 Nokia. All rights reserved.

Internazionali eccetto verso il proprio paese

: quando ci si trova all’estero, non è

possibile effettuare chiamate internazionali ad eccezione di quelle verso il
proprio Paese.

Chiamate entranti

non è possibile ricevere alcuna chiamata.

Chiamate entranti all'estero

: non è possibile ricevere alcuna chiamata quando

ci si trova all’estero.

Annullare tutti i blocchi

: è possibile effettuare e ricevere chiamate senza

alcuna restrizione. Se si seleziona questa opzione, il passaggio successivo non
sarà disponibile.

2. Attivare le restrizioni di chiamata (

Attiva

) o disattivarle

Annulla

), o verificare

quali tipi di chiamata sono bloccati (

Verifica

).


chiamate d'oca

goose
gans
canada goose miehet
canada goose kvinder Il Tesoro di Siena

Pagine

2 settembre 2011

il Corteo storico ... Siena, 16 agosto 2008


« .... Dalla torre  cade un suono di bronzo: la sfilata  prosegue fra tamburi che ribattono  a gloria di contrade....»
« .... e lo stupore che invade la conchiglia del Campo ....»
(Eugenio Montale, Palio, 1939)
1. Piazza del Campo dall'alto durante il Corteo storico ... ne risulta un  senso di ordine  che ha pochi  eguali  ... il  "disordine"  della Carriera è però già lì a venire ...
Una breve ma doverosa precisazione iniziale, forse oziosa per i senesi, ma necessaria:  cosa non è il Corteo Storico del Palio di Siena ... non è una manifestazione per turisti oppure uno spettacolo con fuochi di artificio, bello ma fine a se stesso, tanto da scivolare addosso. Fino a qui facilissimo ... se poi si vuole per forza passare a definire il  cosa sia  la questione si fa di molto complicata ... In prima istanza mi attengo al mero dato formale  (art. 72 del Regolamento del Palio , d'ora in poi citato come Reg. Palio)  il Corteo costituisce una  "rievocazione figurata degli ordinamenti, dei costumi, e della grandezza della Medioevale Repubblica Senese, con particolare riguardo alle Contrade, le quali, con le loro Comparse, ne formano la parte principale"  ... superando il dato di fatto ed invadendo il campo della  teleologia  delle azioni umane, credo  (e qualcuno mi corregga se sbaglio)  che il Corteo possa ambire ad avere valenza di natura  "antropologica"  e  "sociologica" : è il momento privilegiato in cui il senese  (o, quantomeno, il senese che sono io)  si sente chiamato a riappropriarsi ed attualizzare le proprie radici e la propria tradizione ... in un viaggio alla ricerca dei valori fondanti la persona e la comunità, scaturiti in un momento lontano nel tempo e destinati, per la loro stessa vitalità e sopravvivenza, ad essere continuamente reinterpretati, riattualizzati e rivissuti.

2. Sguardo di insieme sul Corteo storico
Certo, al Corteo Storico assistono anche i non senesi ... questo è aspetto per definizione non essenziale: il Palio potrebbe benissimo vivere senza turisti ... sono comunque ben accolti e Siena è orgogliosa di mostrare loro i propri  "tesori" , esigendone però il massimo rispetto ...
3. Il Carroccio alla Bocca del Casato prima dell'ingresso nel Campo
Il Corteo Storico non ha una precisa data storica di riferimento ... racchiude in sé tutto il periodo di esistenza della gloriosa Repubblica di Siena ... volendo necessariamente individuare una linea temporale, non senza qualche forzatura, potremmo definire il Corteo come "magico volo a ritroso nel tempo" : esordisce con i dolorosi momenti dalla fine della Repubblica (testimoniati delle comparse delle città, podesterie, terre, vicariati e castelli che rimasero fedeli alla Repubblica di Siena riparata in Montalcino dopo la sua caduta - 1555), passando dalle Comparse delle Contrade (i cui costumi si ispirano ad un periodo a cavallo tra '400 e '500) per finire con l'ingresso del Carroccio che, di per sé, richiama la gloriosa attività militare della Repubblica, che ebbe il suo culmine nella Battaglia di Montaperti (1260). Quello che è certo è che il Corteo Storico è tra i momenti importanti nella vita di un contradaiolo, di una Contrada e di tutta la Città ... la sua composizione ed il suo ordine sono regolati dal diritto (di quel particolare ordinamento giuridico autonomo che "il sistema Palio" ha saputo mantenere pur nel mutare degli ordinamenti giuridici generali) ... le monture sono conservate con la massima cura e periodicamente rinnovate sulla base di accurati studi storici ... per i ragazzi di Contrada è sommo onore il  "vestirsi"  vale a dire, fuor di vernacolo, entrare in Piazza in rappresentanza della propria Contrada ... esiste poi un premio, il Masgalano , destinato a premiare la Contrada che abbia presentato la migliore comparsa  (art. 1 Regolamento per l'assegnazione del Masgalano d'ora in poi citato come Reg. Masg.)  complessivamente nei palii ordinari e straordinari di un anno  (art. 13 Reg. Masg.) ...
Non una  "storia del Corteo storico" , tranquilli ... solo alcuni cenni ...

4.  Contrada Priora della Civetta: Carro allegorico dedicato alla Dea Minerva circondata da Arti Liberali e Genii (16 agosto 1791)
Già dal Quattrocento  (e, forse, anche in epoca anteriore)  le feste senesi erano ornate da sfilate in costume, a cui peraltro mancava del tutto il carattere della "storicità" ... con le Cacce dei tori (dal 1499 al al 1597) i Carri (o macchine), costruiti con forme che richiamavano i simboli di Contrada, avevano la funzione molto pratica di consentire il riparo ai "cacciatori" ... con le Bufalate (dal 1599 al 1650), persero tale funzione ed i Carri iniziarono ad avere valenza allegorica ... Il passo decisivo verso il Corteo storico attuale si ebbe, probabilmente, nel 1813, quando si stabilì che ogni Contrada dovesse avere un numero stabilito e per tutti uguale di figuranti: il Capitano, gli Alfieri e otto uomini con elmo e picca. Nello stesso anno fu introdotto il Carroccio, a memoria della battaglia di Montaperti, trainato da cavalli e recante il Palio. Una maggiore attenzione alla storicità del Palio, portò (nei rinnovi dei costumi del 1826 e del 1839) ad abbandonare le monture  "all'eroica"  o  "alla greca",  fino ad allora utilizzate, per adottare i costumi  "alla spagnola"  o  "all'italiana" , che poi erano le fogge in uso alla data che si considerò quella di inizio del Palio moderno  (dal 1656 iniziò a corrersi con una certa continuità il Palio alla Tonda del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano) . L'alto costo delle monture e il rapido deteriorarsi di esse, consigliò di utilizzare i nuovi costumi solo nelle Carriere di agosto, mentre in quelle di luglio continuavano ad essere utilizzate quelle antiche.

5.  Contrada Sovrana dell'Istrice: montura "alla spagnola" del Duc e
Insieme venne riformata la Comparsa delle Contrade, che veniva ad essere costituita da un Tamburino, due Alfieri, il Duce, due Paggi, il Barbaresco, il Barbero (il cavallo da corsa) ed il Fantino, sopra un cavallo da parata denominato "Asso" (da qui l'odierno termine  "Soprallasso" ). In epoca risorgimentale, alla metà del sec. XIX, le Comparse si presentarono in Piazza, ma solo per il Palio di luglio, vestite in divise di foggia militare ( "alla Piemontese" ), ancorché rispettose dei colori delle Contrade.

6.  Contrada del Drago: monture  "alla Piemontese"
Dopo l'Unità d'Italia si continuò a ripensare il Corteo Storico (si aumentò, per esempio la Comparsa delle Contrade con altri due Paggi) ... nel 1876 l'Ammistrazione comunale si fece carico, per la prima volta, di coordinare il rinnovo dei costumi e di compartecipare alle spese ... le monture furono riferire ad un periodo tra Trecento e Cinquecento, ritenuto più consono alla Piazza del Campo ed alla storia intrinseca di Palio e Contrade ... venne altresì rinnovato il Carroccio ... il nuovo Corteo venne inaugurato nel 1879. Altre modifiche al Corteo si verificarono nel 1885, anno cui fece ingresso in Piazza la Marcia del Palio , composta dal Maestro Pietro Formichi e che ancora oggi costituisce la colonna sonora del Corteo ... anch'essa, in breve tempo, assurgerà al rango di elemento identitario della Festa ... nel 1887 alle Comparse delle Contrade si aggiunse il "Figurino" (o Paggio Maggiore), uno degli elementi più belli del Corteo ... nel 1904 altro rinnovo delle monture, operato, rispetto al passato, ponendo la massima cura agli studi pittorici preliminari, che portarono ad una maggiore attenzione ai particolari e ad una ottimale distribuzione dei colori...

7.   Nobile Contrada del Nicchio: montura del Duce  (rinnovo 1904)
Altra modifica rilevante si ebbe alla ripresa del Palio dopo la I Guerra Mondiale ... il 2 luglio 1919, al termine del Corteo, tutte le 17 contrade (con un alfiere ed un tamburino ciascuna) effettuarono una sbandierata in simultanea in onore dei reduci della guerra appena conclusa, davanti al Palazzo Pubblico, dove essi sedevano nel palco oggi riservato ai figuranti ... la  Sbandierata della Vittoria  piacque così tanto ai senesi che finì per diventare un elemento stabile del Corteo ... subito precedente il momento topico della Carriera ... Nel 1928 si ebbe un ulteriore rinnovo delle monture ... si prese a periodo di riferimento il Quattrocento, con fogge che dovevano ispirarsi a dipinti rappresentativi del tempo, specialmente di pittori senesi ... venne curata l'uniformità delle stoffe e le armature ... si aumentò nuovamente il numero delle comparse della contrada (portandolo a dodici) ... si aggiunsero vari altri figuranti, ispirati alla storia della Repubblica ... il Carroccio iniziò ad essere trainato da due paia di buoi di razza chianina ... nel 1936 vi fu un ulteriore aumento dei figuranti ... vennero aggiunti sei rappresentanti del popolo per ogni Contrada ... nel 1955 un ulteriore modifica delle monture, senza eclatanti modifiche ma con ottimi risultati in termini di qualità ... nel 1981 oltre al rinnovo dei costumi, fu riformata la struttura stessa del Corteo, che arrivò a circa seicento figuranti ... E, finalmente, l'ultimo rinnovo dei costumi del 2000 ... il riferimento temporale diventa il periodo a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento ... grande lavoro dei bozzettisti nelle approfondite ricerche storiche ... grande lavoro degli artigiani per la realizzazione ... i risultati (splendidi) sono sotto gli occhi di tutti ...
... ma bando alle ciance ed entriamo insieme in Piazza del Campo, il giorno 16 agosto 2008 alle ore 17 circa ... perché, qualcuno si chiederà, proprio questo Palio, che sono passati già quasi sei anni ? ... molto semplicemente perché relativamente a questo Corteo storico ho trovato una eccezionale documentazione fotografica in un  sito web sul Palio in lingua fiamminga  ... assolutamente da visitare ... ed ho preso contratti con un gentilissimo ragazzo belga che mi ha autorizzato alla pubblicazione delle sue foto in questa pagina...


8. Da sinistra: lo stemma della Repubblica di Siena,  la Balzana del Comune e lo stemma del Capitano del Popolo

I Carabinieri a cavallo

9. Appena passata la Curva del Casato, i Carabinieri si lanciano in una carica a spada sguainata ... è un momento di rara emozione sia per i senesi che per i turisti ... 
Ancora non siamo nel Corteo storico ... ma il pomeriggio del giorno del Palio in Piazza inizia in modo prestigioso ... quella dei Carabinieri a cavallo è una presenza entusiasmante, ormai divenuta tradizionale ed a cui il popolo di Siena è affezionato ...
Il Reggimento Carabinieri a cavallo (attualmente l'unico interamente montato delle Forze Armate Italiane) ha sede a Roma, nella Caserma Salvo d'Acquisto a Tor di Quinto. Ogni anno, a conclusione del Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena (Roma), si esibisce nel famoso Carosello Storico, culminante nella rievocazione dell'eroica Battaglia di Pastrengo del 30 aprile 1848 in cui le cariche dei Carabinieri a cavallo, rompendo l'accerchiamento, travolsero le fila austriache comandate dal Maresciallo Radetzky.
Quindi istituzione gloriosa che è un onore per Siena ospitare ...




Le fasi antecedenti e l'inizio del Corteo storico

Un piccolo passo indietro nella concatenazione temporale dei fatti ... il pomeriggio del Palio in realtà non inizia in Piazza del Campo ... presso l'oratorio delle Contrade che corrono il Palio, verso le 15.00, subito dopo la vestizione della comparsa, il  Correttore  della Contrada impartisce la benedizione del cavallo e del fantino ...  il  rito si conclude con un augurio che potrebbe apparire quasi un ordine: " Vai e torna vincitore" .

10. Dopo il rito della benedizione, il cavallo del Drago si appresta ad aggregarsi al Corteo della Contrada. Risulta evidente il  "paradosso"  tra cavallo e motorini posteggiati ... ma tutto il Palio è paradosso ... tutta Siena è paradosso ...
Le comparse delle Contrade attraversano il Centro storico soffermandosi, per eseguire una sbandierata, in Piazza Salimbeni (omaggio al "babbo" Monte dei Paschi), al " Casino dei Nobili ", davanti a Palazzo Chigi Saracini e in Piazza del Duomo . S i riuniscono successivamente nel cortile del Palazzo del Governo (Piazza del Duomo) ove il Corteo si compone e muove verso Piazza del Campo secondo il seguente percorso: C ortile delle Prefettura - Piazza del Duomo - Via del Capitano - Via S. Pietro - Via del Casato di Sopra - Via del Casato di Sotto  ...


Video n. 1
il Corteo storico sfila per Via San Pietro
Palio del 16 agosto 2009

In Piazza del Campo, verso le ore 17.00, allo scoppio del mortaretto, ha inizio il Corteo Storico ... dalla Bocca del Casato entrano i figuranti, agli ordini del Maestro di Campo (coadiuvato da 10 Rotellini) ... Sunto inizia a suonare la sua nota maestosa che accompagnerà il Corteo in tutto il suo svolgimento ...



Nulla è lasciato al caso, molto è affidato alla sorte ... gli ingressi nel Campo hanno luogo nell'ordine rigoroso stabilito dall' allegato B al Reg. Palio ... ordine che è necessità seguire anche nel fornire qualche informazione descrittiva ...

I Gruppo
Mazzieri del Comune

11. Quattro dei sei mazzieri che sfilano nel Corteo ... di spalle è il Maestro di Campo ... in primo piano, con il copricapo scuro, è uno dei dieci rotellini
Il termine mazziere deriva dalla "mazza" , che era il simbolo dello status di ambasciatore. Vestono in bianco e nero (i colori di Siena). Tre di essi riportano un leone rampante bianco coronato su sfondo rosso (che, come vedremo, è lo stemma del Popolo); gli altri con l'emblema della Repubblica "Libertas" in oro su sfondo azzurro. Potremmo anche stare delle ore a dissertare su cosa sia la libertà per i moderni e cosa era per gli antichi (il potere delle parole) ... soprassediamo però perché il Corteo incombe ...

Vessillifero del Comune a cavallo  con palafreniere

12. Il vessillifero a cavallo reca la Balzana, il simbolo di Siena
Le origini della Balzana sono estremamente incerte e si perdono nella notte dei tempi (come la gran parte di ciò che riguarda Siena) ... la leggenda della fondazione di Siena ad opera di Senio e Ascanio  (figli di Romolo e nipoti di Remo) vorrebbe farla derivare dal colore dei cavalli (uno bianco ed uno nero) donati da Apollo ai gemelli per fuggire da Roma, ovvero dal colore del fumo che si levò dai sacrifici resi a conclusione delle vicende della fondazione di Siena (dall'altare dedicato ad Apollo si levò un fumo denso e nero, mentre dall'ara di Diana sorse una nuvola bianca) . Di spiegazioni alternative ce ne sono a bizzeffe ... gli stemmi dei templari (il Beauceant ) ... la lotta tra il Bene e il Male ... Yin e Yang ... Molto più prosaicamente, mi basta sapere che l'utilizzo ufficiale della Balzana è storicamente documentato a partire dal 1240 e che, nel linguaggio dell'araldica, il termina sta ad indicare un elemento troncato (in senso orizzontale), utilizzato in Italia originariamente come segno distintivo del partito ghibellino.

Comandatori

13. I quattro Comandatori sfilano, a spada sguainata, ai lati del Vessillifero del Comune: a d essi era  affidata la funzione principale di vigilare sul corretto procedere dell'esercito

I Tamburini di Palazzo

14. I dodici Tamburini di Palazzo

I Trombetti del Comune con chiarine d'argento

15. I diciotto Trombetti del Comune con chiarine d'argento

Musici di Palazzo con strumenti musicali

16. I trenta Musici di Palazzo
Una volta entrate in Campo tutta le "bocche da fuoco musicali" del Comune, iniziano a risuonare in Piazza le note della Marcia del Palio , che saranno rinnovate durante tutto il Corteo Storico. La Marcia del Palio fu composta dal Maestro Pietro Formichi (Sinalunga 1829 - Siena 1913) e fece il primo ingresso nel Corteo Storico nel 1885. Da un punto di vista musicale si tratta di una composizione in 2/4 per fanfara, ovvero per formazioni bandistiche dotate esclusivamente di ottoni. Alla Marcia del Palio furono, in un secondo tempo aggiunte le parole ad opera di Idilio dell’Era al secolo Don Martino Ceccuzzi, testo poi rivisto da Mons. Bruno Ancilli ... ma in Piazza del Campo si suona solo ed esclusivamente la parte strumentale ... Si narra che Italo Balbo richiese una partitura per Banda completa della Marcia del Palio ... la Città rispose sdegnata: la Marcia del Palio si suona solo a Siena ...

Vessilliferi delle Città, Potesterie, Terre e Castelli  dell'antico Stato Senese

17. I sessantasette Vessilliferi
Questo sottogruppo include i sessantasette vessilliferi delle Città, Potesterie, Terre e Castelli che rimasero fedeli e prestarono aiuto alla  Repubblica di Siena , dopo la sua caduta (1555), in esilio a Montalcino (su cui si veda appresso) ... sfilano i vessilli di:



Città di Massa Marittima

18. Il Vessillifero della Città di Massa Marittima

La Città di Massa Marittima, istituita in Comune nel 1225 ed il cui dominio si estendeva fin sotto Grosseto, fu alleata della Repubblica senese (il primo dei trattati di "speciale amicizia" fu del 1241), come testimoniato dalla partecipazione di Massa alla vittoriosa Battaglia di Monteaperti , all' assalto di Montemassi   così come alla riconquista di Grosseto, che si era ribellata a Siena. In una delle frequenti lotte intestine la Massa ghibellina diventò guelfa ... questo portò alla progressiva rottura dell'alleanza con Siena, che da parte sua sostenne l' "opposizione interna" , costituita principalmente dalla potente famiglia dei Pannocchieschi .
L'attrito (ma ci fu anche in un tentativo, fallito, di assedio da parte dei senesi) venne ricomposto da due successivi trattati di alleanza: del 1276 (in cui veniva stabilito che per vent'anni Massa sarebbe stata governata da cittadini senesi) e del 1307. Nel 1331 la fazione filo-pisana prese il potere a Massa ... non solo l'alleanza si incrinò ... Massa prese le armi, a fianco di Pisa, contro Siena  nel piano tra Giuncarico e Colonna. Un tumulto filo-senese determinò, nel settembre 1335, l'instaurazione definitiva del potere della Repubblica di Siena su Massa Marittima.
La Comparsa nel Palio della Città di Massa Marittima è composta da:



21. Balestrieri della Città di Massa Marittima

Città di Montalcino

22. Vessillifero della Città di Montalcino
Anche (o, meglio, soprattutto) la Città di Montalcino sfila in posizione privilegiata, causa lo stretto legame intercorso tra la Città e la Repubblica di Siena. Per la sua posizione strategica, Montalcino divenne nel 1110 una roccaforte senese, fortificata da possenti mura in occasione della guerra contro Orvieto e Montepulciano. Fino alla prima metà del XIII secolo, Siena e Firenze si alternarono nella dominazione di questo centro; nel 1211 fu stipulato un accordo tra l’Abate di Sant’Antimo, i Senesi e gli abitanti di Montalcino, che prevedeva la cessione di una parte del territorio montalcinese a Siena. Nel 1252 Montalcino, liberatosi dell'influenza senese, si alleò nuovamente con i fiorentini che la difesero con successo dall’assedio posto dai senesi per impadronirsi della cittadina. La situazione mutò con la Battaglia di Montaperti (4 settembre 1260) in conseguenza della quale Montalcino entrò definitivamente nell’orbita d’influenza senese. Dovette passare un secolo tuttavia affinché i montalcinesi diventassero a tutti gli effetti cittadini della Repubblica di Siena (1361) e ottenessero agevolazioni di dazi e gabelle. Siena fece così del luogo un importante caposaldo difensivo, costruendo in soli due anni la Rocca (1361-1363), simbolo del potere senese in Montalcino e rinforzando notevolmente le mura difensive. E poi l'evento che ha creato un legame indissolubile tra le due città ... i senesi in esilio dopo la caduta di Siena ad opera di spagnoli e fiorentini (1555) si rifugiarono a Montalcino che divenne così sede della Repubblica senese riparata in Montalcino . A Montalcino gli esuli organizzarono un governo il cui organo principale fu il Concistoro presieduto dal Capitano del Popolo. Cessato anche l’appoggio dei francesi, con la Pace di Cateau-Cambrésis (aprile 1559) gli esuli senesi dovettero arrendersi e consegnare la fortezza all’emissario del re di Spagna ... anche questa ultima forma di indipendenza senese veniva pertanto a cessare ...
La rappresentanza della Città di Montalcino nel Palio è composta da:

25. Gli Arceri di Montalcino



II Gruppo
Il Capitano del Popolo

26. Il Capitano del Popolo a cavallo con Palafreniere
Il Capitano del Popolo fu la Magistratura istituita a tutela degli interessi dei ceti operosi della Città (mercanti, bottegai, artigiani) in opposizione ai ceti magnatizi e nobiliari .... quindi in primo luogo al Podestà che di tali ceti era considerato il rappresentante ...

La sua istituzione avvenne nella Siena ghibellina (1252) ... Il Capitano del Popolo perseguiva i reati di violenza commessi dai magnati contro gli appartenenti al Popolo, organizzava la fanteria cittadina, convocava e presiedeva i Consigli del Popolo, comandava l’esercito in guerra. Finì quindi con l’assumere molti dei poteri e dei compiti prima spettanti al Podestà e ad avere nell’ambito del Comune una pari dignità.


Già sotto il potere dei governi popolari guelfi , con il venir meno delle originarie finalità politiche, il Capitano del Popolo divenne sempre più un  mero funzionario comunale e le sue competenze vennero restringendosi in modo notevole ... la stessa struttura del Popolo, in origine esterna rispetto al Comune,  veniva sempre più a sovrapporsi ad essa (i Consigli del Comune e del Popolo vennero ad unirsi nel Consiglio generale del Comune e del Popolo ) e, in via di fatto, a sottoporsi ad essa ... Nel 1561, a seguito della riforma medicea, rimase al Capitano la sola presidenza del Concistoro, ridotta però ad una carica più che altro onorifica.

Gonfalonieri dei Terzi a cavallo

28. Da sinistra: Gonfalonieri del Terzo di Città, del Terzo di Camollia e del Terzo di San Martino
29. Gli stemmi dei Gonfalonieri

Centurioni dei Terzi a cavallo

30. Da sinistra: Centurioni del Terzo di Città, del Terzo di San Martino e del Terzo di Camollia
31. Gli stemmi dei Centurioni
Si impone una precisazione di natura storica ... I Terzi di Siena  (il Terzo di Camollìa, il Terzo di Città e il Terzo di San Martino)  non sono solo una mera suddivisione del territorio intramurario della Città ... sono anche elementi urbanistici originari  (ognuno insediato su uno dei tre colli su cui sorge Siena)  da cui ha avuto origine il processo di  "costruzione"  di una unica città circondata da un'unica cerchia di mura.

Si va dal Terzo di Città, ove si presume sia insistito l'insediamento originario della Siena altomediovale (Castelvecchio) ... solo a partire dall'XI secolo, invece, con il crescere d'importanza della Via Francigena, anche i Terzi di Camollia e di San Martino, prima d'ora allo stato di borghi, conobbero uno sviluppo notevole, rientrando nell'espansione generale del centro cittadino ed andando a fondersi urbanisticamente al Terzo di Città intorno al XII e XIII secolo.
In ogni caso già nel 1071 un cronista del tempo si perita di spiegare che il termine "Senae" è plurale in conseguenza della tripartizione della Città in borghi (o Terzi).
I compiti dei Terzi nel quadro della Repubblica senese erano soprattutto di natura militare ed amministrativa: all'interno dei Terzi, erano inquadrati i militi reclutati dalle Compagnie militari.


32. Stemma murario del Terzo di Città.  Questo, come gli altri che seguono, si trovano in Via dei Termini (civici 5, 7 e 16).
Il Terzo di Città  si estende nel settore sudoccidentale e comprende le Contrade dell'Aquila, della Chiocciola, dell'Onda, della Pantera, della Selva e della Tartuca.

33. Stemma murario del Terzo di San  Martino
Il Terzo di San Martino  si estende nel settore sudorientale e comprende le Contrade della Civetta, del Leocorno, del Nicchio, della Torre e di Valdimontone.

34. Stemma murario del Terzo di Camollia

Il Terzo di Camollia  si estende nel settore settentrionale della città e comprende le Contrade del Bruco, del Drago, della Giraffa, dell'Istrice, della Lupa e dell'Oca.



Capitani delle Masse dei Terzi

35. In primo piano: Capitano delle Masse del Terzo di San Martino
36. Gli stemmi delle Masse
Il territorio immediatamente esterno alla cinta muraria (per un raggio da sei a otto chilometri) fu diviso in tre "comuni" , detti "Masse" , che prendevano il nome dai tre Terzi in cui è ripartita la città, ossia Masse del Terzo di Città, Masse del Terzo di S.Martino e Masse del Terzo di Camollia.
Una prima modifica si ebbe nel 1777, quando il Granduca Pietro Leopoldo di Toscana, nel quadro di una riforma amministrativa, soppresse il comune delle Masse del Terzo di Camollia. il cui territorio andò diviso tra gli altri due. Con Regio Decreto del 1869, i due "terzi" rimasti furono uniti in un solo comune, detto "Masse di Siena" che ereditò stemma e sede da quello del Terzo di San Martino e che ebbe vita fino al 1904 quando altro Regio Decreto ne dispose l'aggregazione al Comune metropolitano di Siena .




III Gruppo
Lo Studio senese

37. Il vessillifero dello Studio senese con lo stendardo della Domus Misericordiae
Tra le istituzioni che sfilano nel Corteo, l'Università è certo tra le più antiche e prestigiose e, soprattutto, arrivata vitale ai tempi moderni ... vi ci soffermeremo pertanto forse un po' più dello stretto necessario ...
... è del 1240 il primo documento (redatto dal Podestà di Siena, Ildebrandino Cacciaconti) che testimonia l'esistenza di uno Studio senese a finanziamento pubblico. A questo fine il Comune varò una apposita tassa, posta a carico di quanti affittavano stanze agli scolari fuori-sede (si direbbe oggi) . Da atto notarile del 1241 sappiamo poi che, insieme alla più antica scuola giuridica, esistevano anche una scuola di grammatica e una scuola medica (quest'ultima peraltro ben autorevole) .

38. Il Sigillo dell'Università
Il Concistoro senese, per provvedere alle chiamate dei docenti,  nominò, all'inizio del XIV secolo, tre Savi (in seguito divennero sei). Essi in avevano l'incarico di proporre gli stipendi dei professori, determinati in base alla loro fama accademica. Un atto notarile sanciva poi i termini della “condotta” del maestro, che si impegnava a stabilirsi a Siena a ad insegnare fideliter et bona fide . Se avesse tradito questa fiducia, la peggiore sanzione per un docente ... una sua caricatura che campeggia sulle mura della città, offerta al pubblico scherno.
Nonostante il sostegno del Comune, lo Studio senese non sempre riuscì, in questa fase, ad avere  solidità finanziaria ... per lungo tempo non ebbe neppure una sede stabile ...  i maestri "leggevano" in chiese affittate o nella propria abitazione ...
Il 16 agosto 1357, grazie anche al paziente lavoro diplomatico della Repubblica, lo Studio senese fu ricompreso fra le Università del Sacro Romano Impero, ad opera dell' Imperatore Carlo IV . Il riconoscimento permetteva, tra l'altro, di conferire lauree in tutte le Facoltà, esclusa quella teologica.
Nei primi anni del sec. XV, grazie all'offerta del Vescovo di Siena Mormille e all'intervento di Papa Gregorio XII , un'antica istituzione caritativa senese, chiamata Casa della Misericordia , fu trasformata in Casa della Sapienza , amministrata dal Comune e destinata a fini universitari (principalmente a Collegio residenziale per gli studenti) ... la Domus Sapienzae finì con l'assumere anche una valenza politica ... l'esservi ammessi era un privilegio e le raccomandazioni (o tempora, o mores) dei potenti del tempo furono sempre vagliate alla luce dell'interesse politico della Repubblica di Siena. Ancora oggi il sigillo universitario, così come la comparsa in Piazza del Campo dello Studio, fanno memoria della Casa: una grande "M" sovrastata da una croce, sorretta dalla mano di S. Caterina d'Alessandria, indica il legame fra l'Ateneo e l'antica Domus Misericordiae.
Nel corso del XVI sec. lo Studio senese attraversò vari periodi di crisi, dovuti innanzitutto alle conseguenze della Guerra di Siena, conclusa con la resa della Repubblica alle truppe imperiali e fiorentine nell'aprile del 1555, e alla concorrenza dell'Ateneo pisano, fortemente protetto da Cosimo I de' Medici .
Nel 1569, il Reggente Francesco de' Medici creò una commissione ad hoc, formata da membri della Balía ... in virtù di essa lo Studio riprese a svilupparsi con notevole incremento di laureati rispetto agli ultimi decenni del periodo repubblicano.
Nel XVII secolo si assiste ad un processo di "municipalizzazione" dello Studio ... ne mutarono gli organi direttivi, che divennero monopolio pressoché esclusivo dell'aristocrazia senese fedele al Granduca ...

39. Tondo ceramico rappresentante Santa Caterina d'Alessandria, la Patrona dell'Ateneo
Con l'occupazione francese della Toscana nel 1808, lo Studio di Siena fu soppresso e rimase in vita la sola Scuola medica (ma dell'Università di Pisa) .
L'attività riprese però sotto Ferdinando III . Lo Studio, si trasferì dalla Casa della Sapienza nei locali dell'ex-convento dei Vallombrosani, vicino alla chiesa di San Vigilio, dove si trova tutt'ora la sede del Rettorato.
L'epopea risorgimentale colse studenti e docenti senesi, incuranti della repressione granducale, in prima fila ... fin dal 1832 molti studenti senesi si iscrissero alla Giovine Italia . L'apice dell'orgoglio patriottico si ebbe nell'aprile 1848: tre professori, un assistente e cinquantacinque studenti dell'Ateneo senese costituirono la compagnia della Guardia universitaria e parteciparono, a fianco dei colleghi pisani, alla decisiva difesa dell'esercito piemontese a Curtatone e Montanara .
Una volta calmatesi le acque, Leopoldo II , volendo punire l'Università per il suo fervore pro Italia unita, stabilì (1851) che a Siena rimanessero le sole Facoltà di giurisprudenza e teologia.
L'ultimo tentativo di soppressione dell'Ateneo senese si ebbe alla fine del 1882 ad opera del Ministro del Regno d'Italia  (del I Governo Giolitti)   Ferdinando Martini  ... Siena tutta (ed in prima fila le Contrade) si ribellò contro il progetto ...  serrata dei negozianti ... adunanza generale in Piazza del Campo il 29 gennaio 1893 ... il progetto ministeriale rientrò ...

40. Il Rettore dell'Università
Il Gruppo è composto da:






IV Gruppo
Corporazioni delle Arti

41. Vessillifero della Mercanzia e due dei tre Magistrati della Mercanzia
Costituiscono il gruppo: La Mercanzia era l'organizzazione autonoma della produzione e del commercio (una sorta di Camera di Commercio ante litteram, ma con poteri ben più ampi), distinta dal Comune e, spesso, in contrasto con esso. I poteri ad essa conferiti erano notevoli e si estendevano a tutta la materia commerciale: vigilava sul corretto funzionamento delle arti, era il tribunale delle cause commerciali, aveva l'appalto della zecca e poteri giurisdizionali, controllava il sistema dei pesi e delle misure, curava la tenuta delle strade (in collaborazione con il Comune) ecc.  Alcuni dei suoi membri risiedevano di diritto nelle principali magistrature, rappresentando la ricca borghesia cittadina. La Magistratura fu soppressa da Pietro Leopoldo nel 1783.
42. La Loggia della Mercanzia
La Loggia della Mercanzia, costruita a più riprese nei periodi 1428 - 1445 (la parte inferiore) e 1765 -1766 (la parte superiore), fu la sua sede. Sulle nicchie corrispondenti ai pilastri sono collocate quattro statue, tra le più significative del rinascimento senese, che rappresentano, oltre a tre dei quattro antichi santi protettori di Siena (San Savino, Sant'Ansano e San Vittore ad opera di Antonio Federighi), San Pietro e San Paolo (ad opera di di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta). E l'affaccio del Palazzo su Piazza del Campo, quasi a fronteggiare il Palazzo comunale, non può che testimoniare la potenza passata di questa Magistratura ...
Ma passiamo all'Arte caratteristica di ogni Contrada (sfilano nel Corteo nel medesimo ordine delle Comparse delle Contrade)

43. Nobile Contrada dell'Aquila - Notai
44. Contrada della Tartuca - Maestri di Pietra
45. Contrada della Torre - Battilana 46. Nobile Contrada del Nicchio - Vasai
47. Contrada della Pantera - Speziali
48. Contrada della Selva - Tessitori
49. Nobile Contrada dell'Oca - Tintori
50. Nobile Contrada del Bruco - Setaioli
51. Contrada di Valdimontone - Mercanti di Seta
52. Contrada del Drago - Banchieri
53. Contrada Imperiale della Giraffa - Pittori
54. Contrada del Leocorno - Orafi
55. Contrada Sovrana dell'Istrice - Fabbri
56. Contrada Priora della Civetta - Calzolai
57. Contrada capitana dell'Onda - Falegnami
58. Contrada della Lupa - Fornai
59. Contrada della Chiocciola - Cuoiai



V Gruppo
Il Masgalano

60. Paggio porta-Masgalano ... nel Corteo è affiancato da due Paggi di scorta. Il Masgalano 2008, opera dell'artista  Eugenia Vanni , è stato vinta dalla Contrada del Drago

L'esistenza di un premio (consistente in un vassoio d'argento sbalzato o un bacile) per la Contrada che si era distinta per l'allestimento del carro allegorico, per l'eleganza, la dignità di portamento e l'abilità dei figuranti si perde nella notte dei "tempi palieschi" ... quando rivaleggiava, per importanza, con lo stesso Drappellone...

61.  "Primo Premio"  vinto dalla Contrada della Torre il 6 Novembre 1650:  è il più antico a noi pervenuto, e ne attesta l'antichità della tradizione. 
Nella stessa occasione risultano assegnati un  "secondo premio"  (Contrada dell'Oca)  e quattro premi di  "bella com-parsa"  (Contrade della Chiocciola,  del Drago, della Lupa e dell'Onda) .
Dopo una lunga interruzione (databile a partire dal 1820), il Masgalano (dallo spagnolo mas galan; il più elegante) è stato ripristinato nel 1950, a cura del Comitato Amici del Palio , al fine di mantenere la disciplina ed accrescere il prestigio del Corteo storico. All'inizio degli anni ottanta, grazie all'iniziativa dell'intellettuale senese Aldo Cairola, il tradizionale bacile fu sostituito da un prezioso oggetto-scultura che sfila nella passeggiata storica. Da allora numerosi artisti (senesi e non senesi) si sono cimentati nell'impresa raggiungendo anche risultati artisticamente notevoli ...
Come si assegna il Masgalano ? ... c'è un apposito regolamento approvato con delibera del Consiglio Comunale ... all'assegnazione del Masgalano provvede una Commissione presieduta dal Sindaco (o suo delegato) e nominata dalla Giunta Comunale in base ad un elenco, non vincolante, fornito congiuntamente dal Magistrato delle Contrade e dal Comitato Amici del Palio su designazione delle Contrade (un componente effettivo ed uno supplente ciascuna) ... le Contrade sono tenute a proporre persone che siano stati Alfieri o Tamburini di Piazza ... nel regolamento sono inoltre riportati i criteri di giudizio delle prestazioni delle Comparse (e questi criteri finiscono per essere un vero e proprio decalogo di come le Contrade debbono presentarsi in Piazza per il Corteo storico) ...




VI Gruppo
Comparse delle dieci Contrade che partecipano alla Corsa

E finalmente arriviamo alle Contrade, le vere protagoniste del Palio ...
Riservandoci per il momento la trattazione organica di cosa siano le Contrade oggi (argomento topico, che non può essere affrontato en passant ), forniamo di seguito un breve profilo storico di Contrade e Palio (binomio inscindibile: ci ripromettiamo però di approfondire l'argomento in una costruenda pagina) ...

La memoria di Palio e Contrade si perde nella notte dei tempi ...
Ogni tentativo di ricostruzione storica incontra una serie di difficoltà intrinseche derivanti da:
In questo contesto ricostruire la Storia del Palio necessita, a partire dalle fonti, un necessario atto di interpretazione ... in questo fornisco il mio (mutuato peraltro da quella del Cairola) che, più degli altri, mi pare convincente ...
In origine la Contrada è entità amministrativa decentrata del Comune. In questo senso, già agli inizi del 1200, sono citate dalle fonti (Diplomatico Riformagioni Balzana, 1208 dicembre 6-8) all'interno della prima normazione di natura fiscale del Comune di Siena. Il Constituto del 1262 disponeva poi che le Contrade eleggessero un Sindaco, tenuto a prestare giuramento al Comune e posto in dipendenza del Potestà. Al Sindaco erano affidati numerosi ed importanti compiti tra i quali: vigilare sulla pulizia delle strade; sorvegliare l’esecuzione delle opere pubbliche; assicurarsi che tutti gli “habitatori” della Contrada si recassero in Duomo alla vigilia della Festa di Santa Maria d’agosto per l’offerta dei ceri; denunciare i fatti illeciti eventualmente commessi nell’ambito della Contrada;  vietare a chiunque di gettare acque sporche sulla pubblica via; denunciare al Podestà coloro che avessero dato asilo a cittadini banditi per maleficio eccetera...
La questione è complicata dal sorgere, parallelamente alle Contrade, delle Compagnie militari (organizzazioni di popolo, con esclusione, quindi, a differenza delle Contrade, dei nobili) , con insegne e nomi propri e dipendenti direttamente dal Comune. I termini "Contrada" e "Compagnia militare", come già accennato , non sempre si presentano, anche nelle fonti,  rigorosamente distinte e c'è chi arriva a dubitare che non esistesse una rigorosa distinzione di competenze. Alle Compagnie, comunque, erano comunque attribuite funzioni di polizia urbana e di milizia civica. In base allo Statuto del 1355 erano tenute, in caso di bisogno, ad arruolare tutti gli uomini dai 18 ai 70 anni dimoranti nel rispettivo territorio ed a porsi agli ordini del "Signore degli alfieri" (poi Gonfaloniere) del Terzo e questi, a sua volta, del Capitano del Popolo. Avevano una sede chiamata “ridotto” , il cui affitto veniva corrisposto dal Comune, e lì si radunavano gli uomini e si custodivano le armi.

Resta da stabilire quali fossero le feste senesi e chi vi partecipasse ...
Già a partire dal XI secolo si ha notizia di Pal ii alla Lunga  dedicati a San Bonifazio (che era il Santo titolare dell'antica Cattedrale) ... il Palio alla lunga nel giorno della Festa dell’Assunta (a contorno del rito dell'Offerta dei Ceri e dei Censi) venne inserito nello Statuto comunale del 1310 ... ma già nel 1239 un documento dell'Ufficio della Biccherna ne prova inconfutabilmente l'esistenza ... il Palio alla Lunga dell'Assunta durerà fin quasi la fine del XIX sec. ... nel corso dei secoli ad esso si affiancarono, sia pure con minor frequenza, i Palii in onore del Beato Ambrogio Sansedoni e dei Santi Jacopo e Cristoforo ...
Il Palio alla Lunga, corso da cavalli scossi o con fantino, non si svolgeva in Piazza ... prendeva la mossa da un punto fuori le mura ed arrivava in Piazza del Duomo, in corrispondenza della colonna con la Lupa ...
Ai Palii alla Lunga (salvo rare eccezioni) non partecipavano le Contrade ... Nobili signori, Notabili, Cittadini senesi ed anche forestieri portavano i loro migliori cavalli ... ed alla fine il Pallium  era vinto dal proprietario del cavallo ... il popolo partecipava solo come "tifoso" di questo o quel Signore ...
I Giochi a diretta partecipazione popolare furono altri: "l’Elmora" consistente in un finto combattimento tra due schieramenti: le armi erano di legno e gli scudi di vimini intrecciati (lo scontro che doveva essere "amichevole" terminava spesso con morti e feriti al punto che l'autorità si trovò costretta a bandirla); "i Giorgiani o Juvenali" (così chiamati in onore di San Giorgio , protettore delle milizie senesi) un gruppo di armati di elmo, corazza, spada di legno spuntata, doveva difendere un fortilizio dall’assalto di un altro gruppo, armato in modo simile;  "la Pugna"  in sostanza la ripetizione dell’Elmora dove però venivano usate le mani nude;  "la Pallonata"  in cui due squadre, contraddistinte nell’abito di diverso colore, a pugni, spinte e sgambetti, cercavano di scaraventare il pallone nella porta degli avversari ...
Con il tempo andarono affermandosi altri giochi, all'interno della Piazza:  "Le Cacce dei tori" in cui i tori venivano mattati nella piazza stessa; "le Bufalate" consistenti in una corsa con le bufale cavalcate da butteri; "le Asinate", consistenti in corse con gli asini.

62. Vincenzo Rustici: Caccia ai Tori nel Campo di Siena (ca. 1585). L'opera è di sicuro interesse perché testimonia, oltreché le modalità di svolgimento delle Cacce, la presenza di una serie di torri la cui altezza non ha corrispondenza nell'epoca moderna.
Nulla vieta di pensare, sulla scia di quanto autorevolmente affermato dal Cairola, che furono le Compagnie militari il soggetto originale di queste feste popolari, in un primo momento in quanto organiche ai Terzi (e, quando si trattava di dividere la Città in due "squadre", come nelle pugne, con il più antico Terzo di Città si schierava contro i Terzi di San Martino e di Camollia) ; in un momento successivo in proprio, in una fase iniziale senza insegne o bandiere, poi con i propri segni distintivi.
Solo a partire dal secolo XV le Compagnie militari iniziarono a partecipare alle feste sotto l'insegna di vere e proprie Contrade come le conosciamo adesso ... e questo sembra legittimare le ben famosa affermazione per cui le Contrade sono le Compagnie militari vestite a festa ... le Compagnie militari tenderanno successivamente a scomparire, rimando solamente, dal XVIII secolo in poi, nell'araldica del Corteo storico oltreché nella memoria storica delle Contrade ...
La prima Compagnia con lo stesso nome e la stessa sede di una delle contrade attuali di cui si ha memoria è il Bruco (1370); la prima citazione di nomi di Contrada si ha in occasione del resoconto di una pugna del 1424 , dove sono descritte le Contrade della Chiocciola, della Giraffa e di "quei di Valle di Piazza" .
Ma fu con la partecipazione alle cacce che la situazione iniziò a stabilizzarsi, in quanto queste necessitavano di una presenza collettiva e, per di più, non vi era in palio nessun premio da dividere ... alla prima Caccia documentata (1499) parteciparono le Contrade di Aquila, Bruco, Civetta, Torre, il Leocorno e la Selva ... Bisogna però arrivare al 1513 (o data lievemente posteriore) per trovare, in unico documento a noi pervenuto, tutte e diciassette le Contrade attuali, anche se il Bruco è chiamato "Contrada di Ovile" , il Nicchio "Contrada dell'Abadia nuova" , la Pantera "Contrada del Laterino" e la Torre "Contrada del Liofante" ... e nel 1547 è documentata la partecipazione contemporanea di tutte le Contrade alla Caccia ...

Alla caduta della Repubblica di Siena, le Contrade assumono, in quanto espressione di continuità storica già consolidata, "la funzione di capsule protettive" dei valori della tradizione, in grado di confrontarsi anche con un contesto politico radicalmente mutato ...
Tutto ciò anche grazie all'oculata politica dei Medici (specialmente nel loro primo periodo) che, da parte loro, trassero dalla tradizione senese un elemento di pacificazione e di assopimento del territorio occupato. Siena diventava poi per gli occupanti un'illustre occasione per intrattenere i propri augusti ospiti, portati in visita a Siena, e a cui Siena rispondeva nell'unico bellissimo modo che conosce ... schierando le Contrade (e non si pensi che sia stato totalmente servilismo: le Contrade accettavano questo in virtù della riconosciuta autonomia, ed anzi, da questo, vedeva moltiplicata la propria capacità contrattuale nei confronti del potere). E' cosa certa che il senese, di sua natura, sia pragmatico ... ne è prova che, in costanza dell'assedio sotto le mura di Montalcino, a Siena il 19 agosto 1557 si svolse la processione del cero, la caccia ed il Palio ...
Certo veniva stravolta (e non poteva che essere così) ogni venatura di natura politica:  l'Offerta dei Ceri e dei Censi dell'Assunta (che era al contempo atto politico - la sottomissione a Siena di tutte le comunità del territorio - e atto religioso - l'offerta a Maria Vergine Sovrana di Siena) veniva a cambiare radicalmente pelle...

Resta da illustrare, sia pure per accenno, l'affermazione del Palio alla Tonda  (cioè un Palio con i cavalli corso in Piazza del Campo) ... nonostante se ne parlasse da alcuni anni (si veda al riguardo altro post ) di un Palio realmente corso non se ne avrà notizia fino al 1632. Apprendiamo infatti che in quell'anno (o nell'anno successivo) fu corso il Palio in Piazza del Campo ... il fatto fu documentato da una stampa di Bernardino Capitelli: i fantini cavalcano a pelo; sono alla fine della Carriera e si stanno scambiando fitti colpi di "sovatto" , una frusta che si sdoppia nella parte finale terminando con due corregge di cuoio (il sovatto verrà abolito nel 1715 e sostituito con l'odierno nerbo). All'interno della Piazza contradaioli salutano la vittoria, mentre i maestri di campo a cavallo corrono a mantenere l'ordine.
Non sappiamo se il Palio alla Tonda documentato dal Capitelli coincida o meno con quello del 15 agosto 1633, vinto dalla Contrada della Tartuca, di cui si ha maggiore documentazione e che, tradizionalmente, viene indicato come il primo (pur non conteggiato nel numero ufficiale, è stato riconosciuto dal Comune, con delibera n. 533 del 14 febbraio 1896).

63. Bernardino Capitelli - Palio alla Tonda (1632 o 1633)
Siamo comunque già nella direzione che porterà alla Carriera attuale, anche se ancora il Palio alla Tonda dovrà convivere con le Bufalate (almeno fino al 1650) e con il Palio alla Lunga (fino ad ottocento quasi finito) ... mancano però alcune fondamentali caratteristiche che si svilupperanno negli anni a venire ...


a cura di Vittorio Del Duca

Sezze, 24 ottobre 2017

La Confraternita dei Sacconi, artefice principale della canonizzazione di San Carlo da Sezze

Con lo sbarco degli anglo americani ad Anzio nel gennaio 1944, anche Sezze, come tutti i paesi della fascia lepina che guardano il mare, venne a trovarsi esposta alle massicce incursioni dei bombardamenti aerei. Ma prima che fosse attuato l





top: 2; margin-bottom: 2"> a cura di Vittorio Del Duca

Sezze, 24 ottobre 2017

La Confraternita dei Sacconi, artefice principale della canonizzazione di San Carlo da Sezze

Con lo sbarco degli anglo americani ad Anzio nel gennaio 1944, anche Sezze, come tutti i paesi della fascia lepina che guardano il mare, venne a trovarsi esposta alle massicce incursioni dei bombardamenti aerei. Ma prima che fosse attuato l





spagnolo mas galan; il più elegante) è stato ripristinato nel 1950, a cura del Comitato Amici del Palio , al fine di mantenere la disciplina ed accrescere il prestigio del Corteo storico. All'inizio degli anni ottanta, grazie all'iniziativa dell'intellettuale senese Aldo Cairola, il tradizionale bacile fu sostituito da un prezioso oggetto-scultura che sfila nella passeggiata storica. Da allora numerosi artisti (senesi e non senesi) si sono cimentati nell'impresa raggiungendo anche risultati artisticamente notevoli ...
Come si assegna il Masgalano ? ... c'è un apposito regolamento approvato con delibera del Consiglio Comunale ... all'assegnazione del Masgalano provvede una Commissione presieduta dal Sindaco (o suo delegato) e nominata dalla Giunta Comunale in base ad un elenco, non vincolante, fornito ax`MlbMrade e dal Comitato Amici del Palio su designazione delle Contrade (un componente effettivo ed uno supplente ciascuna) ... le Contrade sono tenute a proporre persone che siano stati Alfieri o Tamburini di Piazza ... nel regolamento sono inoltre riportati i criteri di giudizio delle prestazioni delle Comparse (e questi criteri finiscono per essere un vero e proprio decalogo di come le Contrade debbono presentarsi in Piazza per il Corteo storico) ...




VI Gruppo
Comparse delle dieci Contrade che partecipano alla Corsa

E finalmente arriviamo alle Contrade, le vere protagoniste del Palio ...
Riservandoci per il momento la trattazione organica di cosa siano le Contrade oggi (argomento topico, che non può essere affrontato en passant ), forniamo di seguito un breve profilo storico di Contrade e Palio (binomio inscindibile: ci ripromettiamo però di approfondire l'argomento in una costruenda pagina) ...

La memoria di Palio e Contrade si perde nella notte dei tempi ...
Ogni tentativo di ricostruzione storica incontra una serie di difficoltà intrinseche derivanti da: