Riassunto: L'Iraq presa d'oca canadese


Riassunto: L'Iraq


L'Iraq, ufficialmente Repubblica d'Iraq è uno Stato dell'Asia occidentale.
Confina con Turchia a nord, Arabia Saudita e Kuwait a sud, Siria a nordovest, Giordania a ovest e Iran verso est. Si affaccia sul Golfo Persico e la capitale (e città più grande) è Baghdad.



Storia

Per 25 anni l'Iraq è stato una repubblica dittatoriale governata dal Partito di Rinascita Araba Socialista (Baʿth). Soprattutto a partire dalla presa del potere da parte di Saddam Hussein. Egli realizzò la nazionalizzazione di pozzi di petrolio, inoltre il suo regime privilegiava gli arabi musulmani sunniti a danno degli arabi musulmani sciiti e dei curdi musulmani sunniti.
Iraq e Iran si sono combattuti in una devastante guerra durata oltre 8 anni (dal 1980 al 1988), in cui sono morte oltre un milione di persone. Il conflitto era scoppiato poiché l'Iraq aveva cercato di allargare a spese dell'Iran lo stretto corridoio d'accesso sul golfo Persico, di fondamentale importanza strategica, ma la rivalità tra i due paesi era alimentata anche dai  contrasti religiosi tra l'Iran sciita e l'Iraq governato da esponenti della maggioranza sunnita ("guerra santa").
Nel 1990 per assicurarsi pozzi petroliferi del Kuwait, spedì le truppe irachene che invasero il piccolo emirato arabo. Ciò scatenò la reazione dell'ONU, sollecitato particolarmente dai paesi dell'Occidente, preoccupati sia di impedire una palese violazione del diritto internazionale sia di difendere un alleato fondamentale importanza per i giacimenti petroliferi presenti nella regione.
Così in quella che è stata definita guerra del Golfo (1991) l'Iraq, attaccato da un eccezionale spiegamento di forze guidato dagli USA, dopo aver subito devastanti bombardamenti è stato costretto a ritirarsi.
Nella primavera 2003, in seguito all'invasione dell'esercito statunitense e della coalizione alleata (seconda Guerra del Golfo) è caduto il regime di Saddam.
Lo stato attualmente è una repubblica parlamentare, ma continuano ad esserci conflitti religiosi, come quelli tra sunniti e sciiti, cristiani ed islamici e curdi.



Territorio

Il territorio dell'Iraq corrisponde approssimativamente al territorio dell'antica Mesopotamia, una vasta pianura alluvionale chiamata la "terra dei fiumi", ed è attraversato dai fiumi Tigri ed Eufrate.

L'Iraq ha un territorio di circa 450.000 km q, suddiviso in quattro regioni distinte: l‘alta pianura, che si estende a nord-ovest da Hit e Samarra fino al confine turco, tra le fertili terre comprese fra Tigri ed Eufrate; la bassa pianura, che va da Hit e Samarra fino al Golfo e comprende una zona di paludi. Una regione montuosa si trova nella parte nordorientale del paese; e il deserto a ovest dell'Eufrate e lungo il confine con la Siria, la Giordania e l'Arabia Saudita, dove è presente anche un lembo del tavolato arabico. Nella parte nord-est del paese sono presenti una serie di catene montuose, appartenenti al sistema degli Zagros. La vetta più elevata è il Keli Haji ibrahim (3600 m ).



Clima e vegetazione

In relazione al clima il territorio si divide in due grandi regioni: la zona centro-settentrionale è caratterizzata dalla steppa mentre quella meridionale è caratterizzata del deserto. Le estati sono torride in tutto il paese, con temperature che possono raggiungere i 50 C, con forti escursioni termiche. Nelle aree desertiche ci sono temperature estive che possono arrivare oltre i 60 C. In inverno le giornate sono miti al sud, mentre al nord fa abbastanza freddo con gelate e nevicate sui rilievi montuosi. Le precipitazioni sono scarse.

La vegetazione dell'Iraq è limitata alle palme da dattero che crescono lungo i fiumi e i canali di irrigazione. La fauna selvatica include la gazzella, l‘antilope, il leone, la iena, il lupo, lo sciacallo, il cinghiale e piccoli roditori. Per quanto riguarda l'avifauna vi sono numerosi rapaci (avvoltoio, poiana, gufo, falco, anatra, oca, pernice). Diffuse sono anche varie specie di rettili.



Popolazione

Lingua
La popolazione irachena è per gran parte araba, anche se a nord vive una minoranza curda.

Religione
Il 99% degli iracheni è musulmano, si dividono in sciiti (più del 60% ) soprattutto nelle zone centrali e meridionali, sunniti (15-20%) stanziati soprattutto a nord e curdi (15-20%, anch'essi prevalentemente sunniti. La piccola percentuale di cristiani riguarda cattolici (in particolare di rito caldeo, latino, siro e armeno), iazidi e mandei. A Baghdad si trova inoltre una piccola comunità di ebrei.



Economia

L'Iraq presenta un'agricoltura relativamente progredita, si coltiva: riso, grano, orzo, datteri, frutta, tabacco e cotone.
Il paese è ricco di giacimenti di petrolio (possiede la terza riserva più grande al mondo) e gas naturali. Queste risorse energetiche hanno consentito all’Iraq di avere grandi disponibilità economiche, che però vengono usate soprattutto per l’acquisto di armi.
La capitale Baghdad rappresenta il maggiore centro commerciale e industriale dell’intero paese.
Tra le industrie più importanti vi sono quella tessile (che produce filati e tessuri di cotone, lana fibre artificiali), quella chimica (fertilizzanti soprattutto) e quella alimentare (zuccherifici, birrifici, complessi molitori, conservifici) oltre manifatture di tabacchi, cementifici, concerie, calzaturifici, ecc. Da ricordare sono inoltre talune lavorazioni artistiche: dell'argento, del rame, del cuoio ecc.



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lunedì 23 gennaio 2017

Blankets - Craig Thompson



Capita che facendo un giro su ebay qualcuno metta in vendita, ad un prezzo misero, un’opera che prima o poi sapevi avresti comprato. Ti fai due conti in tasca e quei due spicci li hai pure, quindi lo prendi e lo aspetti con ansia.


Ti arriva tra le mani questo librone che è come nuovo e ti chiedi come mai sia stato venduto a così poco, e la risposta me la da proprio il venditore (semplifico): ognuno da un proprio valore alle proprie letture.


Detto questo, sono pronto per dare la mia opinione (e il mio “valore”) a Blankets di Craig Thompson.


Blankets è un romanzo grafico diviso in nove capitoli, ogni capitolo porta il lettore ad esplorare un preciso evento, un istante o un determinato lasso di tempo della vita dell’autore. 
Si inizia dall’infanzia, ovvero dal legame che Craig aveva col fratello Phil


I due, figli di cittadini del Wisconsin, abitavano in una campagna e vivevano sotto le rigide regole dei genitori. Già da questi primi anni Craig sviluppa un certo interesse per il disegno che rappresenta per lui una valvola di sfogo.

Le disavventure con i bulli a scuola e la severità dei genitori non permette al ragazzo di esprimersi, rendendolo introverso e poco incline alla condivisione delle piccole cose della vita. 


Phil in questi anni gioca un ruolo molto importante perché rappresenta l’unica eccezione in quella situazione. Con lui riesce a disegnare, giocare e sopportare tutto quello stress.


Un aspetto molto importante in questo romanzo lo occupa senza ombra di dubbio la religione. Il cristianesimo con i suoi dogmi ricopre un ruolo imperante andando a sopprimere ancora di più sia la vita di Craig che di chi gli sta intorno.


E’ proprio grazie alla religione tuttavia che conosce Raina, in una colonia. In questa parte del romanzo ci viene mostrata la sua adolescenza che, fondata su timori e insicurezze infantili, trova consolazione unicamente in quella serie di dogmi e valori.


Con Raina il legame si instaura subito, tra uno sguardo e l’altro si fortifica la complicità. I due decidono di vedersi anche dopo la fine della colonia. Craig lascia la fattoria per due settimane andando a vivere sotto il tetto dell’amica in Michigan.


Da qui Craig subisce un mutamento, una crescita, che lo porta innanzitutto ad essere pienamente se stesso e gli permette di approfondire un legame per lui molto importante.


I primi baci, le prime esperienze sessuali nonostante i limiti e le paure dell’aspetto religioso ci vengono mostrate attraverso pagine di una bellezza unica. Corpi che galleggiano in forme geometriche astratte e ornamentali.


Cornici di eventi che rimarranno impressi per sempre nella mente di Craig.

La convivenza con la ragazza e la conoscenza della sua famiglia allarga anche il suo bagaglio di esperienze con persone completamente diverse tra loro. Raina ha una sorella maggiore, sposata più per dovere che per vero interesse sentimentale e che non si fa scrupoli a lasciarle la figlia per passare del tempo libero col marito. Poi ci sono Laura e Ben, adottati dai genitori per dar loro una famiglia.



Le due settimane però si concludono con una nota amarissima, una dolorosa presa di coscienza: quella storia d’amore non avrà un futuro.

Nonostante l’interesse Raina non desidera instaurare una relazione, anche e soprattutto perché sarebbe a distanza.


Da qui arriviamo alla parte finale del romanzo. Craig decide quindi di interrompere ogni contatto con Raina, getta via le loro cose e questo taglio netto si porta con se anche la sua fiducia in quella religione che per tanti anni l’aveva consolato, ma che allo stesso tempo lo limitava e in cui non credeva più.


Si cresce, si va avanti nonostante le delusioni e per quanto possa sembrare difficile ci sarà sempre qualche nuova esperienza da vivere.


Personalmente ho letto quest’opera con una costante pelle d’oca e lo stomaco chiuso. Craig Thompson attraverso i suoi disegni ed una sceneggiatura studiata riesce a far immergere il lettore in situazioni e contesti che in un modo o nell’altro tutti quanti abbiamo vissuto.


Parlare d’amore, del primo amore, non è mai semplice perché il rischio di cadere nel banale è dietro l’angolo. Lui è riuscito non solo ad evitare quel pericolo ma a spaccare quel vetro invisibile che ci separa quando interagiamo con un’opera.


Descrivere l’animo umano con questa semplicità e realtà significa aver superato determinate paure ed averle imparate a combattere. Un messaggio chiaro e forte che l'autore ci lascia in eredità.

Sarà probabilmente per questo motivo che il Time l’ha inserito nella top 10 delle migliori graphic novel in

lingua inglese di sempre. 


Ed io non posso fare altro che consigliarlo, dello stesso autore ho in progetto di acquistare anche Habibi e chissà, magari riuscirò anche qeusta volta a fare un affare!

domenica 9 ottobre 2016

Inward Oceans - Paths From Home (2015)



C’erano i dinosauri l’ultima volta che su questo blog è stato scritto un post a tema musicale: sono contento, quindi, di tornare a parlare di musica e in particolare di Post-Rock.

Oggi scriverò due righe su una band canadese che ho scoperto per pura casualità che si è rivelata essere alla fine una gran fortuna.

Gli “Inward Oceans” sono una band canadese di recente formazione. Si sono presentati sulla scena musicale con un album corposo e molto interessante, “Paths From Home”.

Tracklist

1. Paths From Home
2. Homecoming
3. Distant Lights
4. Amelioration
5. Consequences
6. A Road Inside
7. Field Of White
8. Sisters
9. Skydancer
10. Saved

Sarebbe sbagliato da parte mia procedere con un commento track to track, in quanto quest’album va gustato in silenzio, ad occhi chiusi ed in ordine.

Paths From Home è un viaggio musicale in cui il tempo si ferma, per permettere all’ascoltatore di raccogliere e vivere i piccoli momenti e i tanti messaggi che gli autori hanno deciso di comunicare.

La quasi insolita scelta di rendere il pianoforte lo strumento predominante a discapito della chitarra, del basso e delle percussioni, fa capire quanto gli autori abbiano voluto improntare la loro musica su quello che possiamo definire Cinematic Post-Rock

Il pianoforte accompagna l’ascoltatore in un viaggio lento e dettagliato, con un ritmo incalzante e morbido.
Non mi piace fare paragoni, ma dopo l’ascolto mi è sembrato di ricordare un po’ di “Light & Motion”.
Sono rimasto soddisfatto da questa prima raccolta di una band che, secondo me, ha grandissimo potenziale per sfornare grandi pezzi musicali.

Consiglio l’ascolto soprattutto a chi è appassionato di colonne sonore: molti pezzi di questo album, infatti, li avrei visti bene inseriti come sottofondo in qualche scena di un film alla “Interstellar”.

giovedì 6 ottobre 2016

Naruto: opera fallimentare, oppure no?



Oggi mi piacerebbe parlare di Naruto, l’opera principale del mangaka Masashi Kishimoto e che è stato, secondo alcuni, uno dei manga più deludenti di sempre, nonostante l’ottima partenza. Parlerò di quei punti che, secondo la maggior parte dei lettori, ne ha decretato lentamente la morte provocando sempre meno interesse.

Il manga di Naruto mi ha accompagnato per circa dieci anni della mia vita, praticamente per tutta la mia adolescenza. E’ stato per me più di un semplice fumetto, in passato non amavo leggere e mi fermavo a sfogliare i libri di scuola.

Con Naruto ho a tutti gli effetti imparato a seguire un prodotto che uscisse periodicamente, permettendomi inoltre di cercare anche altro da leggere nell’attesa che arrivasse in edicola.

Tralasciando la versione animata oggi parlerò della versione fumettosa, l’unica che rispecchia fedelmente le idee dell’autore. Questo significa che in questo post non parlerò mai di Naruto Shippuden, in quanto questa è una denominazione legata alla sua versione televisiva e non un vero e proprio “Naruto 2”.

Parto proprio da questo punto. Molte volte quando leggo dei pareri su Naruto è quasi scontato leggere “era bella la prima parte ma si perde nella seconda”. La storia è una soltanto e nonostante ci sia un balzo temporale non si può parlare di due opere diverse. 

Questa espressione viene spesso argomentata con il mancato utilizzo dei personaggi secondari e una storia sempre più legata soltanto al protagonista. Ed è ovvio e forse pure giusto che sia così. La prima parte del manga viene utilizzata per presentare tutti i personaggi che popolano quel mondo, ma quando il protagonista inizia a muoversi più frequentemente fuori dal proprio villaggio è inevitabile che quei personaggi secondari vengano quasi completamente ignorati.

Che poi in realtà non è sempre questo il caso, in quanto ci sono molti eventi in cui i personaggi secondari hanno un loro ruolo e approfondimento e mi riferisco in particolare a quei team che affrontano e affossano l'organizzazione Alba.

Da qui mi sposto su un'altra critica molto frequente e in parte legata a quella precedente, quella del rapporto troppo morboso tra Naruto e Sasuke.

Naruto è un’opera fortemente basata sui legami che intercorrono tra i personaggi. Sin dall’inizio, dalle prime pagine, ci vengono mostrati personaggi su personaggi che nelle loro diversità hanno tutti quanti un legame tra di loro. Legami su cui si svolgono gli eventi e che sono la causa principale della crescita dei personaggi stessi.

Questo aspetto è secondo me uno dei più importanti perché in questo fumetto nulla accade per caso e non esistono nemici che non abbiano, seppur alla lunga, un legame col protagonista o coi personaggi secondari.

Faccio subito un esempio: Naruto e Nagato sono personaggi tra di loro opposti. Uno è il protagonista e l’altro uno dei tanti antagonisti, quello a capo dell’organizzazione dei cattivi. Eppure entrambi sono legati da un altro personaggio (secondo me il più importante del fumetto) che è Jiraiya. Quest’ultimo è stato il maestro di entrambi, in tempi e circostanze diverse ma insegnando loro gli stessi valori.


Il binomio funziona e il loro scontro è uno dei punti chiave di tutta la trama.

Tutto questo per spiegare un altro legame, il più importante della storia. Quello tra Naruto e Sasuke è diventato ad un certo punto uno sfottò gratuito con nessuna argomentazione seria. Un banalizzare continuo che ha ricondotto tutto ad un semplice desiderio pseudo-omosessuale di Naruto.

E non è così, la ricerca di Naruto è funzionale (sempre per quella storia dei legami) a non renderlo una copia esatta del suo maestro Jiraiya, in primis. In secundis tutto è spiegato nel capitolo 552, più precisamente quando Itachi dice a Naruto che si diventa Hokage quando nel villaggio tutti ti accettano come loro capo.



Ed in quel villaggio Sasuke, l’amico d’infanzia di Naruto, ci rientra di diritto. Dopo lo scontro con Pain poteva benissimamente già diventare Hokage, ma come può forgiarsi di quel titolo se non è riuscito a riportare sulla giusta strada il migliore amico?

Chi ha letto il manga sa benissimo che ci sono più flashback su loro due che sui genitori mai conosciuti di Naruto.

Amici e nemici da sempre, questo concetto è in realtà sempre presente, basti pensare a Jiraiya e Orochimaru, Kakashi e Obito, Hiruzen e Danzō, Madara Uchiha e Hashirama Senju . Il bello contro il brutto, il bravo contro il cattivo, luce contro oscurità. Il ripetersi di questi dualismi ha una spiegazione che affonda le sue radici nel passato di questa storia e l'autore riesce anche a spiegarlo.

Anche questa volta, tra il passato ed il presente c'è un legame, un filo sottile, che collega le vite di tutti questi personaggi quasi descrivendone il loro destino. Questa storia spiega che Naruto e Sasuke possono e devono spezzare quel filo.

Ultima critica, su cui in parte potrei essere d'accordo, è legata all'esponenziale utilizzo di tecniche e mose con onde ed effetti molto speciali.

In effetti nella prima parte del manga gli scontri sono molto più belli, tecnici e ragionati. Sono sostanzialmente scontri tra ninja dove nascondersi e colpire al momento giusto sono fattori imprescindibili. 


Quindi come mai quel cambiamento repentino? Come mai utilizzare i classici clichè copiati da altri battle shounen?

Personalmente non ho trovato così scioccante che ad un certo punto siano comparse evocazioni giganti con poteri divini e al limite dell'umano. Il motivo è semplice, già il fatto che il protagonista porti dentro di se un demone autorizza automaticamente personaggi e poteri divini in grado di far cadere un enorme palla di pietra dal cielo. 

Queste cose fanno parte di questa storia, in modo coerente e non fuoriescono in nessun modo dal contesto. Che poi possano piacere o meno, questo è vero, ma la critica del "le onde in un fumetto di ninja non hanno senso".

Bhe, detto tra noi, i ninja di Naruto sono abbastanza "speciali", come lo sono i pirati di One Piece e gli alchimisti di Full Metal Alchemist.

Ci sono molte altre critiche mosse al manga, meno frequenti di queste e che personalmente condivido, come il potere di resuscitare i morti grazie al Rinnegan, cosa mai realmente spiegata.

Ho preferito dare il mio punti di vista ma parlare completamente di un fumetto di 72 volumi non può essere fatto in un solo post.


In definitiva, non ho trovato Naruto il più grande capolavoro della storia dei fumetti ma nemmeno un disastro completo.



lunedì 19 settembre 2016

Recensione - Alla ricerca di Dory



Atteso, desiderato, tanto voluto e per alcuni il sogno di una vita, il seguito del film che nel 2002 vinse il premio come miglior film d’animazioneè giunto nei cinema di tutto il mondo.

Alla ricerca di Dory arriva nelle sale dopo 14 anni, una generazione intera è cresciuta e nonostante l’età questo era un evento imperdibile. Perché? Perché c’è Nemo!

Eh no, Nemo c’è ma il suo ruolo questa volta è quello di spalla.

La protagonista di questo film è Dory, il pesce chirurgo con il gravoso problema della perdita di memoria a breve termine, che nel film precedente ha partecipato alla ricerca del famoso pesce pagliaccio.
Ed è proprio a partire dal suo problema che gli autori del film decidono subito di mostrarci i binari del film.

Un ruolo centrale in questa storia viene quindi occupato dal difetto di Dory, la già citata perdita di memoria a breve termine. Questo suo problema ha fatto sì che lei dimenticasse cosa le fosse successo prima del suo incontro con Nemo e Marlin, tra queste cose anche il ricordo dei suoi genitori.
L'iniziare a chiedersi chi fossero i suoi genitori porta uno scompiglio emotivo nella vita di Dory che la porterà a prendere la scelta di cercarli.


Il legame con i suoi genitori riesce a fare da collante tra passato e futuro, in una storia dove i ricordi sono essenziali. Il ricordo dei suoi primi anni di vita, i genitori che cercano di abituarla a convivere col suo difetto, i pericoli che deve evitare e addirittura il percorso da seguire per tornare a casa sono eventi che continuano a far esistere quel legame.

Viene così fuori che Dory riesce a ricordare, un poco alla volta, chi fossero i suoi genitori, dove abitassero, com’era casa sua e addirittura l’indirizzo in cui andare a cercarli.

Questi dettagli vengono snocciolati un po’ alla volta, evento dopo evento, in un crescendo che va di pari passo con le avventure dei protagonisti.

Il tema della famiglia in questo film è talmente radicato che se si ripensa al film precedente non ci si stupisce nemmeno. Anche nell’altro infatti c’era un padre che andava alla ricerca di suo figlio, il suo ultimo figlio e quindi la sua famiglia.

La scelta stessa di ambientare questi film in un mondo come quello marino, che è sovrappopolato e addirittura non completamente conosciuto, abitato da razze diverse che rispecchiano determinate gerarchie, aumenta l’importanza di concetti simili.

I ritmi sono molto buoni per essere un film d’avventura. Aumentano esponenzialmente quando i personaggi fanno un lungo viaggio da costa a costa per arrivare al parco oceanografico, ovvero dove Dory è cresciuta con i genitori, in una sezione chiamata “Alto Mare”.

Qui ci verranno presentati ulteriori personaggi che faranno da spalle comiche e non solo.

Hank, il polpo che vuole fuggire al mondo oceanico di cui ha tanto paura. Destiny, la balena nonché amica d’infanzia di Dory ed infine c’è Bailey, il beluga ipocondriaco e poco fiducioso nelle sue capacità di ecolocalizzatore.

Giocheranno un ruolo chiave perché aiuteranno la protagonista a spostarsi in questo parco e ritrovare i suoi genitori che, dopo molto tempo, erano ancora lì ad aspettarla.

Parliamo dell'incontro. Questa scena è stata la più bella di tutto il film, ma non per motivi scontati.

Dory sa di essere a casa quando vede che intorno a quella struttura ci sono molti percorsi formati da pietre, gli stessi percorsi che doveva seguire da piccola per ritornare a casa nel momento in cui si sarebbe persa.

La perdita di memoria a breve termine non è un problema quando certe cose ti entrano dentro per sempre. La mente può essere ingannata, il cuore no.

La lacrima scende, nonostante l’età.

Dal loro incontro si procederà verso la fine del film che ha come evento principale la liberazione dei protagonisti e dei loro amici, destinati a vivere insieme nel mare aperto e senza barriere.

Anche Hank il polpo viene convinto, proprio da Dory, a tornare a vivere nell’oceano ed evitare la sicurezza di un acquario.

…E Nemo?!
Il pesce pagliaccio avrà la sua importanza, insieme al padre, ma per motivi abbastanza semplici sono relegati a personaggi secondari. Essendo già ben caratterizzati ed avendo già avuto un loro film si rischiava di non far crescere il personaggio di Dory.

Ad un certo punto del film i tre si separano e la protagonista dovrà affrontare da sola le avventure, con i suoi nuovi amici. E’ stata una scelta saggia per evitare che mettessero in ombra Dory.

Quest'ultimo film targato Disney Pixar poteva essere un flop, considerando le attese e ciò che la storia ci insegna sui sequel, invece si è dimostrata un'opera robusta e dalla trama coerente che strizza l'occhiolino agli appassionati del film precedente, andando a toccare gli stessi argomenti di famiglia e amicizia.
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Dollaro canadese

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Dollaro canadese
Nome locale (EN) Canadian dollar
(FR) Dollar canadien
Codice ISO 4217 CAD
Stati Canada
Simbolo $ o C$ o $CAN
Frazioni cent (1/100)
Monete 1¢, 5¢, 10¢, 25¢, $1, $2
50¢ (raro)
Banconote $5, $10, $20, $50, $100,$1(raro),$2(raro).$500(raro),$1000(raro)
Entità emittente Bank of Canada
Banque du Canada
In circolazione dal 1º gennaio 1858
Tasso di cambio 1 Euro = 1,48 CAD (9 novembre 2017)
Lista valute ISO 4217 - Progetto Numismatica

Il dollaro canadese (in inglese canadian dollar, in francese dollar canadien) è la valuta del Canada. È suddiviso in 100 cent. Il codice ISO 4217 è CAD. Il dollaro è stato in vigore per la gran parte della storia del Canada.

Indice

  • 1 Storia
  • 2 La valuta canadese
  • 3 Altri progetti
  • 4 Collegamenti esterni

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Canada decise di usare il dollaro al posto della sterlina inglese a causa della diffusione del dollaro spagnolo nel Nord America durante il XVIII e l'inizio del XIX secolo, e a causa della standardizzazione del dollaro statunitense. La regione corrispondente all'odierno Québec, in particolare, favorì il dollaro (la Banca di Montréal emise banconote in dollari nel 1817), mentre le colonie atlantiche, che avevano legami più forti con la Gran Bretagna erano meno entusiaste. Le Province del Canada dichiararono che tutti i conti sarebbero stati tenuti in dollari il 1º gennaio 1858, e ordinarono l'emissione dei primi dollari canadesi ufficiali nello stesso anno. Le colonie, che si sarebbero in seguito unite nella Confederazione Canadese, adottarono progressivamente un sistema decimale negli anni seguenti.

Infine, il governo passò lo "Uniform Currency Act" nell'aprile 1871, sostituendo le valute delle varie province con un dollaro canadese comune a tutte. Il gold standard fu abolito definitivamente il 10 aprile 1933.

La valuta canadese[modifica | modifica wikitesto]

I canadesi usano monete e banconote con denominazione simile a quelle statunitensi. Infatti, storicamente, le dimensioni delle monete inferiori a 50 cent sono identiche a quelle statunitensi, a causa del fatto che entrambe le nazioni usavano il dollaro spagnolo come base.

Le monete canadesi sono emesse dalla Royal Canadian Mint o, in francese, la Monnaie Royale Canadienne, con produzione a Winnipeg. Le banconote sono emesse dalla Bank of Canada - Banque du Canada e stampate a Ottawa. Sia le monete sia le banconote riportano le due lingue ufficiali del paese: inglese e francese.

Il più significativo tra gli sviluppi recenti della valuta canadese è stato il ritiro delle banconote da 1$ e da 2$, rispettivamente nel 1987 e nel 1996, e la loro sostituzione con monete. Le monete da 1$ sono colloquialmente chiamate loonies, dal nome inglese (common loon) della strolaga maggiore che vi è raffigurata, e il nome viene spesso usato per riferirsi alla valuta in generale. La moneta da 2$, che raffigura un orso polare, viene detta per analogia twonies (o toonies).

La Bank of Canada ha recentemente introdotto una nuova serie di banconote, a cominciare dal 10$ del 2001 e dal 5$ del 2002, chiamate "Canadian Journey". Questa serie raffigura elementi della tradizione canadese e brani di letteratura canadese.

Inoltre, tra il 2000 e il 2002, la Royal Canadian Mint ha alterato la composizione delle proprie monete. La lega al 99% di nichel per le monete argentate e quella da 1$, e la lega al 98,4% di zinco del penny, sono state sostituite con acciaio placcato; questa misura presa per ridurre i costi di produzione, ha creato problemi di compatibilità tra le nuove monete e apparecchiature tipo telefoni pubblici o distributori automatici.

Monete Canadesi
Valore Nome comune Composizione Fronte Retro Peso Diametro Spessore
$0,01 penny
†(Fr. cent noir)
94% acciaio, 1,5% nichel, 4,5% rame copertura La Regina Foglia d'acero 2,35 g 19,05 mm 1,45 mm
$0,05 nickel
(Fr. cinq cent)
94,5% acciaio, 3,5% rame, 2% nichel copertura La Regina Castoro 3,95 g 21,2 mm 1,76 mm
$0,10 dime
(Fr. dix cent)
92% acciaio, 5,5% rame, 2,5% nichel copertura La regina Il Bluenose (un famoso schooner) 1,75 g 18,03 mm 1,22 mm
$0,25 quarter
(Fr. trente sous)
94% acciaio, 3,8% rame, 2,2% nichel copertura La regina Caribù 4,4 g 23,88 mm 1,58 mm
$0,50 half-dollar
(Fr. cinquante sous);
93,15% acciaio, 4,75% rame, 2,1% nichel copertura La regina Stemma del Canada 6,9 g 27,13 mm 1,95 mm
$1,00 loonie
(Fr. huard)
91,5% nichel 8,5% bronzo copertura La regina Strolaga maggiore 7 g 26,5 mm 1,75 mm
$2,00 toonie or twonie
(Fr. deux dollars)
Anello - 99% nichel; centro - 92% rame, 6% alluminio, 2% nichel La regina Orso polare 7,3 g 28 mm 1,8 mm

†; Non in circolazione.

Banconote canadesi
1986 Serie degli uccelli
Valore Colore Fronte Retro
$2,00†; Terracotta La regina Merlo Americano
$5,00†; Blu Wilfrid Laurier Martin Pescatore
$10,00†; Porpora John A. Macdonald Falco pescatore
$20,00 Verde La Regina Strolaga maggiore
$50,00 Rosso William Lyon Mackenzie King Civetta delle nevi
$100,00 Marrone Robert Borden Oca del Canada
$1000,00†; Rosso Porpora La Regina Ciuffolotto delle pinete
2001 Serie "Canadian Journey"
$5,00 Blu Wilfrid Laurier Bambini che giocano a hockey su ghiaccio e altri sport invernali; estratto da The Hockey Sweater di Roch Carrier
$10,00 Porpora John A. Macdonald Forze di Peacekeeping e memoriale di guerra; estratto da "Nei campi di Fiandra" di John McCrae

†; ritirata dalla circolazione. La valuta ritirata dalla circolazione ha ancora valore legale e può essere riscossa nelle banche, ma ai commercianti è richiesto di non accettarla.

Tutte le banconote misurano 152,4 × 69,85 mm.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Tassi di cambio per CAD
Con Yahoo! Finance: AUD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con XE.com: AUD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con OANDA.com: AUD CHF EUR GBP HKD JPY USD
Canada Portale Canada
Economia Portale Economia
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pan style="font-size: small;">Faccio subito un esempio: Naruto e Nagato sono personaggi tra di loro opposti. Uno è il protagonista e l’altro uno dei tanti antagonisti, quello a capo dell’organizzazione dei cattivi. Eppure entrambi sono legati da un altro personaggio (secondo me il più importante del fumetto) che è Jiraiya. Quest’ultimo è stato il maestro di entrambi, in tempi e circostanze diverse ma insegnando loro gli stessi valori.


Il binomio funziona e il loro scontro è uno dei punti chiave di tutta la trama.

Naruto e Sasuke è diventato ad un certo punto uno sfottò gratuito con nessuna argomentazione seria. Un banalizzare continuo che ha ricondotto tutto ad un semplice desiderio pseudo-omosessuale di Naruto.

E non è così, la ricerca di Naruto è funzionale (sempre per quella storia dei legami) a non renderlo una copia esatta del suo maestro Jiraiya, in primis. In sec



Ed in quel villaggio Sasuke, l’amico d’infanzia di Naruto, ci rientra di diritto. Dopo lo scontro con Pain poteva benissimamente già diventare Hokage, ma come può forgiarsi di quel titolo se non è riuscito a riportare sulla giusta strada il migliore amico?

Chi ha letto il manga sa benissimo che ci sono più flashback su loro due che sui genitori mai conosciuti di Naruto.

Amici e nemici da sempre, questo concetto è in realtà sempre presente, basti pensare a Jiraiya e Orochimaru, Kakashi e Obito, Hiruzen e Danzō, Madara Uchiha e Hashirama Senju . Il bello contro il brutto, il bravo contro il cattivo, luce contro oscurità. Il ripetersi di questi dualismi ha una spiegazione che affonda le sue radici nel passato di questa storia e l'autore riesce anche a spiegarlo.

Anche questa volta, tra il passato ed il presente c'è un legame, un filo sottile, che collega le vite di tutti questi personaggi quasi descrivendone il loro destino. Questa storia spiega che Naruto e Sasuke possono e devono spezzare quel filo.

Ultima critica, su cui in parte potrei essere d'accordo, è legata all'esponenziale utilizzo di tecniche e mose con onde ed effetti molto speciali.

In effetti nella prima parte del manga gli scontri sono molto più belli, tecnici e ragionati. Sono sostanzialmente scontri tra ninja dove nascondersi e colpire al momento giusto sono fattori imprescindibili. 


Quindi come mai quel cambiamento repentino? Come mai utilizzare i classici clichè copiati da altri battle shounen?

Personalmente non ho trovato così scioccante che ad un certo punto siano comparse evocazioni giganti con poteri divini e al limite dell'umano. Il motivo è semplice, già il fatto che il protagonista porti dentro di se un demone autorizza automaticamente personaggi e poteri divini in grado di far cadere un enorme palla di pietra dal cielo. 

Queste cose fanno parte di questa storia, in modo coerente e non fuoriescono in nessun modo dal contesto. Che poi possano piacere o meno, questo è vero, ma la critica del "le onde in un fumetto di ninja non hanno senso".

Bhe, detto tra noi, i ninja di Naruto sono abbastanza "speciali", come lo sono i pirati di One Piece e gli alchimisti di Full Metal Alchemist.

Ci sono molte altre critiche mosse al manga, meno frequenti di queste e che personalmente condivido, come il potere di resuscitare i morti grazie al Rinnegan, cosa mai realmente spiegata.

Ho preferito dare il mio punti di vista ma parlare completamente di un fumetto di 72 volumi non può essere fatto in un solo post.


In definitiva, non ho trovato Naruto il più grande capolavoro della storia dei fumetti ma nemmeno un disastro completo.



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lunedì 19 settembre 2016

Recensione - Alla ricerca di Dory



Atteso, desiderato, tanto voluto e per alcuni il sogno di una vita, il seguito del film che nel 2002 vinse il premio come miglior film d’animazioneè giunto nei cinema di tutto il mondo.

Alla ricerca di Dory arriva nelle sale dopo 14 anni, una generazione intera è cresciuta e nonostante l’età questo era un evento imperdibile. Perché? Perché c’è Nemo!

Eh no, Nemo c’è ma il suo ruolo questa volta è quello di spalla.

La protagonista di questo film è Dory, il pesce chirurgo con il gravoso problema della perdita di memoria a breve termine, che nel film precedente ha partecipato alla ricerca del famoso pesce pagliaccio.
Ed è proprio a partire dal suo problema che gli autori del film decidono subito di mostrarci i binari del film.

Un ruolo centrale in questa storia viene quindi occupato dal difetto di Dory, la già citata perdita di memoria a breve termine. Questo suo problema ha fatto sì che lei dimenticasse cosa le fosse successo prima del suo incontro con Nemo e Marlin, tra queste cose anche il ricordo dei suoi genitori.
L'iniziare a chiedersi chi fossero i suoi genitori porta uno scompiglio emotivo nella vita di Dory che la porterà a prendere la scelta di cercarli.


Il legame con i suoi genitori riesce a fare da collante tra passato e futuro, in una storia dove i ricordi sono essenziali. Il ricordo dei suoi primi anni di vita, i genitori che cercano di abituarla a convivere col suo difetto, i pericoli che deve evitare e addirittura il percorso da seguire per tornare a casa sono eventi che continuano a far esistere quel legame.

Viene così fuori che Dory riesce a ricordare, un poco alla volta, chi fossero i suoi genitori, dove abitassero, com’era casa sua e addirittura l’indirizzo in cui andare a cercarli.

Questi dettagli vengono snocciolati un po’ alla volta, evento dopo evento, in un crescendo che va di pari passo con le avventure dei protagonisti.

Il tema della famiglia in questo film è talmente radicato che se si ripensa al film precedente non ci si stupisce nemmeno. Anche nell’altro infatti c’era un padre che andava alla ricerca di suo figlio, il suo ultimo figlio e quindi la sua famiglia.

La scelta stessa di ambientare questi film in un mondo come quello marino, che è sovrappopolato e addirittura non completamente conosciuto, abitato da razze diverse che rispecchiano determinate gerarchie, aumenta l’importanza di concetti simili.

I ritmi sono molto buoni per essere un film d’avventura. Aumentano esponenzialmente quando i personaggi fanno un lungo viaggio da costa a costa per arrivare al parco oceanografico, ovvero dove Dory è cresciuta con i genitori, in una sezione chiamata “Alto Mare”.

Qui ci verranno presentati ulteriori personaggi che faranno da spalle comiche e non solo.

Hank, il polpo che vuole fuggire al mondo oceanico di cui ha tanto paura. Destiny, la balena nonché amica d’infanzia di Dory ed infine c’è Bailey, il beluga ipocondriaco e poco fiducioso nelle sue capacità di ecolocalizzatore.

Giocheranno un ruolo chiave perché aiuteranno la protagonista a spostarsi in questo parco e ritrovare i suoi genitori che, dopo molto tempo, erano ancora lì ad aspettarla.

Parliamo dell'incontro. Questa scena è stata la più bella di tutto il film, ma non per motivi scontati.

Dory sa di essere a casa quando vede che intorno a quella struttura ci sono molti percorsi formati da pietre, gli stessi percorsi che doveva seguire da piccola per ritornare a casa nel momento in cui si sarebbe persa.

La perdita di memoria a breve termine non è un problema quando certe cose ti entrano dentro per sempre. La mente può essere ingannata, il cuore no.

La lacrima scende, nonostante l’età.

Dal loro incontro si procederà verso la fine del film che ha come evento principale la liberazione dei protagonisti e dei loro amici, destinati a vivere insieme nel mare aperto e senza barriere.

Anche Hank il polpo viene convinto, proprio da Dory, a tornare a vivere nell’oceano ed evitare la sicurezza di un acquario.

…E Nemo?!
Il pesce pagliaccio avrà la sua importanza, insieme al padre, ma per motivi abbastanza semplici sono relegati a personaggi secondari. Essendo già ben caratterizzati ed avendo già avuto un loro film si rischiava di non far crescere il personaggio di Dory.

Ad un certo punto del film i tre si separano e la protagonista dovrà affrontare da sola le avventure, con i suoi nuovi amici. E’ stata una scelta saggia per evitare che mettessero in ombra Dory.

Quest'ultimo film targato Disney Pixar poteva essere un flop, considerando le attese e ciò che la storia ci insegna sui sequel, invece si è dimostrata un'opera robusta e dalla trama coerente che strizza l'occhiolino agli appassionati del film precedente, andando a toccare gli stessi argomenti di famiglia e amicizia.
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Riassunto: L'Iraq presa d'oca canadese


Riassunto: L'Iraq


L'Iraq, ufficialmente Repubblica d'Iraq è uno Stato dell'Asia occidentale.
Confina con Turchia a nord, Arabia Saudita e Kuwait a sud, Siria a nordovest, Giordania a ovest e Iran verso est. Si affaccia sul Golfo Persico e la capitale (e città più grande) è Baghdad.



Storia

Per 25 anni l'Iraq è stato una repubblica dittatoriale governata dal Partito di Rinascita Araba Socialista (Baʿth). Soprattutto a partire dalla presa del potere da parte di Saddam Hussein. Egli realizzò la nazionalizzazione di pozzi di petrolio, inoltre il suo regime privilegiava gli arabi musulmani sunniti a danno degli arabi musulmani sciiti e dei curdi musulmani sunniti.
Iraq e Iran si sono combattuti in una devastante guerra durata oltre 8 anni (dal 1980 al 1988), in cui sono morte oltre un milione di persone. Il conflitto era scoppiato poiché l'Iraq aveva cercato di allargare a spese dell'Iran lo stretto corridoio d'accesso sul golfo Persico, di fondamentale importanza strategica, ma la rivalità tra i due paesi era alimentata anche dai  contrasti religiosi tra l'Iran sciita e l'Iraq governato da esponenti della maggioranza sunnita ("guerra santa").
Nel 1990 per assicurarsi pozzi petroliferi del Kuwait, spedì le truppe irachene che invasero il piccolo emirato arabo. Ciò scatenò la reazione dell'ONU, sollecitato particolarmente dai paesi dell'Occidente, preoccupati sia di impedire una palese violazione del diritto internazionale sia di difendere un alleato fondamentale importanza per i giacimenti petroliferi presenti nella regione.
Così in quella che è stata definita guerra del Golfo (1991) l'Iraq, attaccato da un eccezionale spiegamento di forze guidato dagli USA, dopo aver subito devastanti bombardamenti è stato costretto a ritirarsi.
Nella primavera 2003, in seguito all'invasione dell'esercito statunitense e della coalizione alleata (seconda Guerra del Golfo) è caduto il regime di Saddam.
Lo stato attualmente è una repubblica parlamentare, ma continuano ad esserci conflitti religiosi, come quelli tra sunniti e sciiti, cristiani ed islamici e curdi.



Territorio

Il territorio dell'Iraq corrisponde approssimativamente al territorio dell'antica Mesopotamia, una vasta pianura alluvionale chiamata la "terra dei fiumi", ed è attraversato dai fiumi Tigri ed Eufrate.

L'Iraq ha un territorio di circa 450.000 km q, suddiviso in quattro regioni distinte: l‘alta pianura, che si estende a nord-ovest da Hit e Samarra fino al confine turco, tra le fertili terre comprese fra Tigri ed Eufrate; la bassa pianura, che va da Hit e Samarra fino al Golfo e comprende una zona di paludi. Una regione montuosa si trova nella parte nordorientale del paese; e il deserto a ovest dell'Eufrate e lungo il confine con la Siria, la Giordania e l'Arabia Saudita, dove è presente anche un lembo del tavolato arabico. Nella parte nord-est del paese sono presenti una serie di catene montuose, appartenenti al sistema degli Zagros. La vetta più elevata è il Keli Haji ibrahim (3600 m ).



Clima e vegetazione

In relazione al clima il territorio si divide in due grandi regioni: la zona centro-settentrionale è caratterizzata dalla steppa mentre quella meridionale è caratterizzata del deserto. Le estati sono torride in tutto il paese, con temperature che possono raggiungere i 50 C, con forti escursioni termiche. Nelle aree desertiche ci sono temperature estive che possono arrivare oltre i 60 C. In inverno le giornate sono miti al sud, mentre al nord fa abbastanza freddo con gelate e nevicate sui rilievi montuosi. Le precipitazioni sono scarse.

La vegetazione dell'Iraq è limitata alle palme da dattero che crescono lungo i fiumi e i canali di irrigazione. La fauna selvatica include la gazzella, l‘antilope, il leone, la iena, il lupo, lo sciacallo, il cinghiale e piccoli roditori. Per quanto riguarda l'avifauna vi sono numerosi rapaci (avvoltoio, poiana, gufo, falco, anatra, oca, pernice). Diffuse sono anche varie specie di rettili.



Popolazione

Lingua
La popolazione irachena è per gran parte araba, anche se a nord vive una minoranza curda.

Religione
Il 99% degli iracheni è musulmano, si dividono in sciiti (più del 60% ) soprattutto nelle zone centrali e meridionali, sunniti (15-20%) stanziati soprattutto a nord e curdi (15-20%, anch'essi prevalentemente sunniti. La piccola percentuale di cristiani riguarda cattolici (in particolare di rito caldeo, latino, siro e armeno), iazidi e mandei. A Baghdad si trova inoltre una piccola comunità di ebrei.



Economia

L'Iraq presenta un'agricoltura relativamente progredita, si coltiva: riso, grano, orzo, datteri, frutta, tabacco e cotone.
Il paese è ricco di giacimenti di petrolio (possiede la terza riserva più grande al mondo) e gas naturali. Queste risorse energetiche hanno consentito all’Iraq di avere grandi disponibilità economiche, che però vengono usate soprattutto per l’acquisto di armi.
La capitale Baghdad rappresenta il maggiore centro commerciale e industriale dell’intero paese.
Tra le industrie più importanti vi sono quella tessile (che produce filati e tessuri di cotone, lana fibre artificiali), quella chimica (fertilizzanti soprattutto) e quella alimentare (zuccherifici, birrifici,